L’Italia preferisce il canale mobile

È il cellulare nelle sue infinite declinazioni lo strumento principe per la penetrazione della tecnologia in Italia. E se prima lo era per la comunicazione e la voce oggi lo è per accedere ai social network, navigare su Internet e anche fare acquisti on line. Si tratta di un fenomeno trasversale che colpisce tutte le fasce sociali della popolazione e che sembra per una volta farci superare quel ritardo acquisito nell’uso di Internet e del PC rispetto al resto d’Europa.
A trarre queste conclusioni è l’osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano che oggi ha fatto il punto in un convegno sull’adozione del mobile da parte dei brand italiani, sia come spesa in advertising sia come servizi disponibili al consumatore e accessibili via mobile.
Oggi 1 italiano su 3 possiede uno smartphone: sono 20 milioni di persone cioé il 42% degli utenti di telefoni cellulari, una media che ci allinea agli altri paesi dell’Europa Occidentale e che risulta superiore a quella degli USA: 39% (dati ComSCore novembre 2011). La banda larga mobile ha nel nostro paese una penetrazione sul 42,5% della popolazione contro la media del 38,5% dei primi 5 paesi europei (fonte OECD, giugno 2011) e con l’arrivo delle reti 4G nel nostro paese con lo standard LTE (Long terme Evolution) si avranno collegamenti con velocità  superiori ai 100 Mbps.
Da un’indagine compiuta in collaborazione con Doxa è emerso anche che il 50% degli utenti di dispositivi mobili naviga tutti i giorni con una media di 45 minuti quotidiani di connessione. Più della metà  si collega da casa, il 16% da scuola o dall’ufficio e solo il 17% in mobilità . Il 44% usa reti Wi-Fi, percentuale che sale fino al 66% trai giovanissimi, e più della metà  dichiara di dare il consenso ai servizi di geolocalizzazione proposti da motori di ricerca, social network, mappe ecc.

Per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari delle aziende sul canale mobile, nell’ultimo anno sono cresciuti del 50%, passando da 38 a 56 milioni di euro, una quota che rappresenta il 5% del totale mercato advertising su Internet e che entro due anni dovrebbe arrivare a pesare per il 10%.

I settori che investono di più in mobile advertising sono l’automotive (+81%) che ha preso il primo posto di banche e assicurazioni, l’intrattenimento-editoria, seguito da elettronica informatica. Tra i formati più diffusi ci sono il display e il keyword advertising che hanno superato come diffusione quelli legati alla messaggistica (Mms e Sms).

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