L’Unione Europea fa le pulci all’e-commerce dei beni elettronici

icone sweepUn’ispezione lanciata dall’Unione Europea nel 2009 in tutti gli Stati membri ha portato come risultato un aumento dell’affidabilità  dei siti che vendono elettronica di consumo. Nell’ 84% dei casi oggi i negozi on line seguono le regole di trasparenza nei prezzi e condizioni vendita verso i clienti, all’inizio delle ispezioni la percentuale in regola era del 44%.
Quella adottata dalla Commissione che si occupa dei diritti dei Consumatori (Health and Consumers, Consumer Affairs) è un’azione coordinata e condotta in collaborazione con le autorità  nazionali che tutelano i consumatori dei 26 stati membri, che va sotto il nome di “Eu Sweep”. In una determinata settimana dell’anno le singole autorità  nazionali provvedono a controllare centinaia di siti per verificare se i diritti dei consumatori in materia di diritto di recesso e trasparenza delle informazioni vengono rispettati o meno. Se si incontrano irregolarità  i gestori del sito vengono contattati e invitati a porre rimedio. Chi non si adegua rischia multe salate e anche la chiusura del sito.
In passato c’erano già  state ispezioni analoghe anche sui siti web di ticketing delle compagnie aeree. Ora è stata la volta dell’elettronica e informatica. Sono stati controllati circa 369 siti in tutta Europa di cui 310 sono ora conformi alle regole europee, mentre a Maggio 2009 erano solo 169. I criteri di valutazione consistevano nel verificare se il sito conteneva informazioni sui diritti dei consumatori (l’86% ora mostra informazioni chiare dettagliate ma prima era solo il 64% ); se il prezzo totale dell’acquisto era evidenziato in modo trasparente (il 94% dei siti ora lo fa mentre prima era il 75%) e infine se ci sono tutti i riferimenti del merchant: nome, indirizzo, email e anche in questo caso la percentuale è passata dall’ 82% del 2009 al 95% di oggi.
Insomma acquistare sui siti di elettronica è diventato più sicuro anche grazie a queste ispezioni a sorpresa. Ora nel mirino delle Ue ci sono i siti di ticketing di eventi sportivi e culturali, anche in questo caso su 414 destinazioni Internet analizzate, il 60% è stato trovato in qualche modo non in regola. Tra i problemi più diffusi informazioni poco complete sui prezzi finali di acquisto dei biglietti (74%); termini di vendita relativi a consegna ed eventuali rinunce poco chiari (73%); vendite non autorizzate (48%).

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