Macos

CleanMyMac, una utility tuttofare per Mac

Giorgio Panzeri | 27 Aprile 2017

Il vostro Mac è un po’ lento? Avete poco spazio a disposizione? Dovete disinstallare in modo completo delle applicazioni? Per […]

Il vostro Mac è un po’ lento? Avete poco spazio a disposizione? Dovete disinstallare in modo completo delle applicazioni? Per fare bene tutto ciò potrebbero essere indispensabili più utiity. MacPaw è una giovane e dinamica società  Ucraina che ha sviluppato una serie di utility per Mac e Pc Windows. Una delle più interessanti è CleanMyMac, che analizza il sistema, rimuove gigabyte di spazzatura e aiuta a mantenere in forma il Mac. Compatibile con tutte le versioni del sistema operativo della mela morsicata (compreso macOS Sierra), l’applicazione è composta da diversi moduli che svolgono egregiamente il loro lavoro. Ma oltre alle funzioni avanzate basta premere il pulsante Pulizia Smart e l’app analizza il sistema, controlla che non ci siano dati inutili nella libreria fotografica, valuta se ci sono dati inutili nella posta locale e nella biblioteca di iTunes e propone la cancellazione (ma solo con l’autorizzazione dell’utente) dei file di grandi dimensioni che risultano poco utilizzati. L’analisi del sistema estrae i file di cache obsoleti, i vecchi file di registro, i file binari supplementari, i file delle lingue inutilizzati e i dati corrotti delle applicazioni. Per esempio, la prima scansione del mio computer mi ha consentito di guadagnare ben 8,4 Gbyte di spazio. Visto che le configurazioni base del MacBook prevedono dischi da 256 Gbyte, anche gli 8 Gbyte guadagnati dalla pulizia del sistema sono preziosi.

Il risultato della pulizia Smart.

Il risultato della pulizia Smart.

La pulizia Smart, in grado di velocizzare il Mac e di liberare spazio s disco

La pulizia Smart, in grado di velocizzare il Mac e di liberare spazio s disco

Oltre a questa funzione che permette di tenere in salute il computer, CleanMyMac offre altri moduli interessanti. Il primo è quello della disinstallazone. Chi pensa che per disinstallare una app sul Mac basti spostarla nel cestino sbaglia. All’avvio ogni applicazione anche se è semplicemente stata copiata nella cartella applicazioni una serie di file, per esempio file di preferenze o di supporto o di registro, che non sono eliminati dalla semplice eliminazione del file binario. CleanMyMac analizza tutte le ricorrenze del programma da cancellare e in un colpo solo fa pulizia. In modo semplice e completo.

Il modulo per la disinstallazione dei programmi.

Il modulo per la disinstallazione dei programmi.

Il modulo manutenzione comprende una serie di voci è importante effettuare periodicamente per mantenere in forma la macchina. Gli script di manutenzione eseguono la pulizia del file di registro, rimuovono gli elementi temporanei inutili, ed effettuano una serie di ottimizzazioni del sistema. Questi script possono essere effettuati anche giornalmente. La cancellazione della cache Dns è raccomandata se non ci si riesce a collegare a Internet o se la rete rallenta in modo casuale. Il modulo che velocizza le mail indicizza nuovamente il database di Mail per migliorare le prestazioni dell’applicazione e soprattutto velocizzare le ricerche. Un altro modulo ricostruisce il database dei servizi di avvio in modo he tutti i file vengano aperti con le loro applicazioni predefinite e che ai file vengano assegnate le icone corrette. È possibile anche reindicizzare Spotlight, operazione da fare solo se necessaria, ossia se si riscontra una diminuzione delle prestazioni di ricerca o quando non vengono trovati degli elementi esistenti, perché richiede molto tempo. Si possono poi riparare i permessi del disco di avvio e verificarne il file system, e si possono verificare i dischi connessi al computer.

Il modulo per la manutenzione del sistema.

Il modulo per la manutenzione del sistema.

Tra gli altri moduli disponibili con CleanMyMac sono interessanti quello per la Privacy che rimuove la cronologia di navigazione, comprese le tracce delle proprie attività  online e offline er la Cancellazione sicura, che elimina tutti i file e le cartelle che si vuole senza lasciare tracce.  Per i più esperti è poi disponibile il modulo di gestione delle estensioni, che permette di abilitare o disabilitare gli agenti di avvio, gli elementi di login, lòe estensioni di Safari, i plugin internet, di Quicktime e Spotlight ed infine di attivare e disattivare Siri.

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Infine, sulla barra dei menu sarà  sempre disponibile l’icona di CleanMyMac perché anche se l’app è chiusa il programma continua a monitorare il sistema e attiva degli allarmi per la maggior parte dei problemi hardware. Cliccando sull’icona viene visualizzato lo spazio disponibile e lo stato del disco Ssd, la Ram disponibile (un bottoncino compare se è tutta occupata e deve essere liberata per velocizzare il computer), lo stato della batteria e del cestino. Ma come accennato il programma tiene monitorato tutto il sistema e invia degli allarmi in caso di problemi.

Insomma, l’applicazione di MacPaw è curata esteticamente e veramente completa nelle funzioni. L’app è in italiano e costa 39,95 euro. È possibile scaricare una versione demo cliccando qui. Maggiori informazioni sul programma sul sito di MacPaw.

Apple macOS Big Sur

Macos

Apple macOS Big Sur, problemi di update e privacy

Luca Colantuoni | 16 Novembre 2020

Apple macOS Privacy

Alcuni utenti hanno segnalato problemi con MacBook Pro del 2013 e 2014, mentre Apple ha comunicato che Gatekeeper garantisce la privacy durante la verifica online.

La distribuzione di macOS Big Sur ha causato qualche grattacapo agli utenti. Oltre che durante il download dell’aggiornamento sono stati segnalati problemi anche al termine dell’installazione su alcuni modelli di MacBook Pro. Apple ha intanto aggiornato la pagina relativa a Gatekeeper, confermando l’assenza di pericoli per la privacy.

A causa di un sovraccarico dei server (il motivo è spiegato più avanti nell’articolo), molti utenti hanno segnalato l’impossibilità di scaricare macOS Big Sur. Apple ha risolto il problema in poche ore, ma il nuovo sistema operativo ne ha causati altri. Alcuni MacBook Pro da 13 pollici di fine 2013 e metà 2014 sono diventati “mattoni”, in pratica inutilizzabili. Lo schermo è diventato nero e qualsiasi tentativo di “rianimazione” è fallito.

Apple ha suggerito di inviare il notebook al centro assistenza, ma questi modelli non sono più coperti da garanzia. Ciò significa che il costo dell’eventuale riparazione sarà piuttosto salato, a meno che Apple non decida di effettuare l’intervento gratuitamente (del resto la colpa è di Big Sur).

Come detto, durante la distribuzione di Big Sur si è verificato un sovraccarico dei server dovuto ad un’errata configurazione che ha causato un rallentamento dell’esecuzione delle app con le precedenti versioni del sistema operativo. Quando l’utente avvia un’app, Gatekeeper effettua una verifica online della sua autenticità, ovvero della presenza del certificato dello sviluppatore. La funzionalità garantisce che il software non è stato modificato, che non contiene malware e che il certificato non è stato revocato.

Alcuni ricercatori hanno deciso di indagare sulla causa del rallentamento, scoprendo che macOS invia dati in chiaro durante il processo di verifica mediante il servizio OCSP (Online Certificate Status Protocol). Apple ha comunicato che non esiste nessun rischio per la privacy. Gatekeeper non invia dati su utente, dispositivo e app. Inoltre non viene più registrato l’indirizzo IP del dispositivo (quelli già raccolti sono stati eliminati).

L’azienda di Cupertino ha promesso vari miglioramenti nel corso del 2021. Per il processo di verifica verrà utilizzato un nuovo protocollo cifrato e gli utenti potranno disattivare la protezione di sicurezza nelle preferenze (ovviamente a loro rischio e pericolo).

Office

Macos

Microsoft Office, avvio più lento sui Mac con chip ARM

Luca Colantuoni | 13 Novembre 2020

macOS Microsoft Office

Microsoft ha comunicato che il primo avvio delle app Office richiederà circa 20 secondi in più perché è necessaria la traduzione del codice da parte di Rosetta 2.

L’azienda di Redmond ha pubblicato un documento sul sito di supporto per confermare la compatibilità di Office 2019 e Microsoft 365 con i nuovi Mac basati su architettura ARM. Al primo avvio delle app si noterà però un leggero ritardo dovuto alla tecnologia Rosetta 2.

Tutte le app sviluppate dall’azienda di Cupertino supportano il processore Apple M1 e i precedenti processori Intel, grazie all’uso di binari universali (un unico file eseguibile per entrambe le architetture). Le versioni x86 di Word, Excel, PowerPoint, Outlook, OneNote e OneDrive possono essere installate sui nuovi Mac con chip ARM. Microsoft consiglia di utilizzare quelle più aggiornate (build 16.43), in quanto sono state effettuate ottimizzazioni per macOS Big Sur.

Nella pagina di supporto è scritto che il primo avvio delle app richiederà più tempo perché il sistema operativo deve generare il codice ottimizzato per il processore Apple M1 (i successivi avvii saranno più rapidi). Gli utenti noteranno che le app “rimbalzano” nel dock per circa 20 secondi, ovvero fino al completamento del processo. La frase relativa ai 20 secondi è stata successivamente eliminata.

La “traduzione” del codice viene effettuata da Rosetta 2. La tecnologia è la soluzione temporanea sviluppata da Apple per consentire agli sviluppatori di creare un file binario universale. Il processo di conversione richiede tempo, quindi gli utenti noteranno un leggero ritardo nell’avvio delle app. Rosetta 2 non può tradurre le estensioni del kernel e le app di virtual machine. Apple non offrirà Boot Camp per i nuovi Mac, in quanto la versione ARM di Windows 10 è disponibile solo ai produttori di PC.

Apple macOS Big Sur

Macos

Apple rilascia macOS Big Sur con qualche intoppo

Luca Colantuoni | 13 Novembre 2020

Apple macOS Software

Apple ha avviato la distribuzione di macOS Big Sur, ma diversi utenti hanno incontrato problemi durante il download a causa del sovraccarico dei server.

Apple ha comunicato la disponibilità della versione finale di macOS Big Sur (macOS 11.0). Oltre al nuovo design dell’interfaccia ci sono numerose novità per funzionalità e applicazioni. L’aggiornamento introduce inoltre il supporto per il processore Apple M1 dei Mac annunciati il 10 novembre. Diversi utenti hanno segnalato qualche problema durante il download del sistema operativo.

Il nuovo macOS Big Sur può essere scaricato tramite le preferenze di sistema oppure direttamente dal Mac App Store (l’ultima versione è 11.0.1). La dimensione è circa 12,6 GB, quindi il download richiede un po’ di tempo, ma sicuramente non i sette giorni mostrati ad alcuni utenti. Probabilmente i server non hanno retto al numero eccessivo di richieste. In alcuni casi la procedura si è interrotta con il messaggio “Installazione fallita“. Apple ha risolto il problema dopo alcune ore.

Apple macOS Big Sur - Safari

Quasi contemporaneamente all’avvio della distribuzione di macOS Big Sur, diversi utenti hanno notato un eccessivo rallentamento nell’esecuzione delle app con le precedenti versioni del sistema operativo. A causa del sovraccarico dei server, macOS non era in grado di verificare l’autenticità delle app tramite Gatekeeper, operazione che richiede il collegamento ai server.

Oltre ai cambiamenti estetici, Big Sur introduce miglioramenti per Safari, in termini di personalizzazione, prestazioni e privacy. Novità anche per altre app, tra cui Messaggi, Mappe e Foto. L’elenco completo è disponibile sul sito ufficiale. Questi sono i Mac che possono essere aggiornati:

  • MacBook (2015 e successivi)
  • MacBook Air (2013 e successivi)
  • MacBook Pro (fine 2013 e successivi)
  • Mac mini (2014 e successivi)
  • iMac (2014 e successivi)
  • iMac Pro (2017 e successivi)
  • Mac Pro (2013 e successivi)

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