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I profili sui social network aiutano a contrastare il declino cognitivo

Secondo il professore (nonché neuropsicologo) italiano Giuseppe Alfredo Iannocchiari l’uso di profili su Facebook o Twitter può avere un effetto positivo nel contrastare l’insorgenza del declino cognitivo e malattie correlate.

Grazie alla disponibilità  di un gran numero di stimoli e di attività  all’interno di queste piattaforme sociali virtuali, è possibile mantenere attivo il cervello delle persone maggiormente avanti con gli anni: e queste opportunità , soltanto fino a qualche anno fa, non erano proprio a disposizione di quegli anziani che magari sono (purtroppo) abbandonati a sé stessi.

La possibilità  di restare sempre aggiornati con ciò che succede con il mondo, o il fatto di apprendere ad utilizzare nuovi strumenti per comunicare, svolgendo attività  differenti, è il modo migliore per impedire al cervello di regredire: e proprio il fatto di restare a contatto con le novità  del mondo, secondo il professore, è ciò che permette agli anziani di non avere un declino.

Quando ci si confronta con una nuova sfida, come quella dell’apprendere qualcosa di inedito, avviene una vera e propria attivazione delle capacità  cognitive, che a sua volta si ripercuote positivamente sulle reti neurali, arricchendole. Del resto, poi, il mondo di Internet permette a queste persone di “muoversi” virtualmente ovunque, entrando in contatto con esperienze di ogni tipo.

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