Tassa sulle Web Tv: ci sarà  ma non per YouTube

Ieri l’AgCom ha approvato la regolamentazione delle emittenti su Internet, sfatando un tam tam di voci che davano l’Autority per la garanzia nelle Comunicazioni in procinto di mettere a una tassa a chiunque, anche su un blog amatoriale, inserisse un filmato video. Non sarà  invece così: i regolamenti sulle emittenti del web (sia di tipo on demand sia basate su una programmazione) riguarderanno solo i soggetti che fatturano più di 100.000 euro all’anno che dovranno versare un contributo una tantum di 500 euro per i servizi Tv e di 250 euro per quelli radiofonici. Non sarà  necessario richiedere alcuna autorizzazione alle trasmissioni, ma vale una comunicazione di apertura attività . Per i più piccoli, e per i siti che ospitano user generated content, non c’è nessun onere economico da sostenere, a meno che non abbiano responsabilità  editoriali o facciano concorrenza alle Tv. Una decisione che esonerebbe quindi YouTube da qualsiasi obbligo economico.
La tassa sulla web Tv, come era già  stata battezzata, nasce da una richiesta esplicita di regolamentazione fatta all’AgCom da parte del Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani nell’ambito del recente decreto sugli audiovisivi. In una prima bozza della delibera l’AgCom aveva previsto regolamenti più rigidi e anche un canone annuale, poi sostituito dall’una tantum. Di fatto gli obblighi maggiori ricadono solo sui siti che generano ricavi consistenti ai quali vengono applicate le stesse regole delle Tv tradizionali (come l’obbligo di rettifica, la responsabilità  editoriali e la tenuta del registro dei programmi), una decisione che ha suscitato qualche perplessità  anche in seno all’AgCom.
Le novità  per Internet non finiscono qui: il prossimo 17 dicembre infatti l’Autority discuterà  della tutela del copyright su web, su cui dovrebbe essere in arrivo un nuovo regolamento.

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