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Software

Quasi dimezzato l’uso di Twitter da parte dei terroristi

Davide Micheli | 12 Luglio 2016

Social

Secondo un report reso noto dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, sull’arco di un paio di anni la propaganda terroristica su Twitter si è ridotta del 45 percento.

Dopo avervi riportato la notizia secondo la quale Google e Facebook si sono impegnati nella realizzazione di un software in grado di ostacolare la diffusione di video che inneggiano al terrorismo, oggi vi parliamo di un report pubblicato proprio in questi giorni dal Dipartimento di Stato degli USA, attraverso il quale l’autorità  statunitense indica come la presenza dell’ISIS all’interno di Twitter sia diminuita in maniera sensibile in due anni.

Il rapporto, infatti, segnala come in un biennio il traffico riconducibile ad attività  social compiute dall’Isis sul social network dei cinguettii sia diminuito del 45 percento – quasi dimezzato – con il risultato che anche la propaganda promossa dal sedicente califfato ne è risultata ridimensionata in maniera importante: il dato è molto importante, proprio perché il contrasto alla diffusione di queste idee, indebolisce anche l’attività  degli stessi terroristi.

Grazie all’introduzione di una serie di tool ad hoc, la piattaforma di Jack Dorsey è riuscita a contenere la diffusione di questa attività  di propaganda e, al riguardo, Twitter ha comunicato – nel corso del mese di febbraio 2016 – di essere riuscita a bannare 125.000 utenti che averebbero potuto avere a che fare con il sedicente stato islamico, con il risultato che si è ridimensionato – almeno in parte – il reclutamento online di nuovi cosiddetti foreign fighter.

In seguito a questo impegno da parte del CEO di Twitter contro la diffusione della propaganda terroristica all’interno del social network dei cinguettii, lo stesso Jack Dorsey era stato preso di mira da parte dei terroristi che lo hanno raffigurato in foto con tanto di fiamme e proiettili, come segno di disappunto per la politica di ban adottata nei confronti degli utenti pro ISIS.