Video deluxe MX Plus si apre al dialogo

Questo programma di video editing ora può interagire con gli altri software MAGIX della serie MX per offrire un ambiente di lavoro più potente e versatile.

Anteprima di Nicola Martello

Articolo tratto da PC Professionale 249 di dicembre 2011

Puntuale alla scadenza annuale, MAGIX ha presentato la nuova versione di Video deluxe, il suo programma per il montaggio video amatoriale. Come di consueto il software è disponibile in tre versioni: standard, Plus (provata in queste pagine) e Premium. Rispetto a quest’ultima, la Plus non include la libreria di clip audio Xxl e i pacchetti di effetti speciali proDAD ViaScene V2 MAGIX Edition e NewBlueFX Light Blends. La release standard è naturalmente la più limitata: è priva di numerose funzioni avanzate, come la correzione colore secondaria, il multicam, la stereoscopia e la gestione dell’audio multicanale, e la sua Timeline supporta solo 32 tracce (invece di 99).

Le novità  di questa versione cominciano dal nome: MX sta per Media-X-change, e indica la capacità  dei programmi più recenti di MAGIX di scambiare dati tra di loro. Ora è possibile, ad esempio, passare da Video Deluxe a Music Maker MX per l’elaborazione della colonna sonora di un progetto. L’interfaccia ha subito lievi ritocchi stilistici ed è più scura, inoltre permette di ingrandire le miniature dei clip video importati nella libreria Media Pool. Decisamente più interessante è l’impiego di icone finalmente comprensibili per le transizioni: fino alla scorsa edizione, infatti, le tendine erano rappresentate nella libreria con simboli indecifrabili o con scritte altrettanto oscure, cosa che costringeva l’utente a fare clic su ciascuna icona per vedere l’anteprima dell’effetto. Ora Video deluxe è allineato alla concorrenza e presenta un nutrito set di transizioni, ben ordinato (anche questa è una novità ) e facilmente navigabile.

In questa edizione di MAGIX Video deluxe le icone di effetti e transizioni sono finalmente intuitive e distribuite in modo più chiaro e ordinato.

L’elenco delle innovazioni continua con i nuovi preset per progetti FullHD a 24 fotogrammi progressivi al secondo (24p) e con un motore di rendering rinnovato, più veloce e capace di sfruttare appieno la Ram disponibile sui sistemi Windows a 64 bit per caricare immagini bitmap e i gruppi di fotogrammi (Gop) che compongono i flussi video compressi con i formati Mpeg. Poter accedere a una quantità  di Ram più elevata di quella disponibile in ambienti a 32 bit disponibile è particolarmente importante nel caso dei filmati compressi nel formato Mpeg-4, come i clip AvcHD, che possono contenere Gop molto lunghi e quindi di grandi dimensioni. Il programma ora sfrutta la Gpu della scheda video per accelerare gli effetti speciali video, sia in anteprima sia al momento del rendering finale. In quest’ultimo caso, con i filmati AvcHD il software di MAGIX può sfruttare sia la tecnologia Cuda (di NVIDIA) sia le librerie OpenCL (se la scheda video è AMD). Anche la stabilizzazione delle riprese mosse è più veloce, grazie alla distribuzione dei calcoli tra tutti i core della Cpu. Altre novità  da segnalare sono la possibilità  di assegnare un clip brano audio alle transizioni e l’effetto ralenty di notevole fluidità , dato che ora il programma genera per interpolazione i fotogrammi intermedi quando si rallenta la velocità  di un clip.

Anche il modulo per la creazione di animazioni che rappresentano il tragitto di un viaggio è stato migliorato: è più veloce e ha un corredo di icone più ampio. Da citare, infine, le ottime funzioni (presenti già  nella passata edizione) per i progetti in stereoscopia. In fase di importazione è possibile caricare i clip separati per l’occhio destro e quello sinistro oppure un unico file che contiene le immagini affiancate (side-by-side) o sovrapposte. Nella Timeline i clip stereoscopici sono raggruppati in modo che l’applicazione di un filtro li coinvolge entrambi, inoltre l’anteprima mostra l’effetto 3D con il sistema anaglifo, ovvero colorato in rosso un canale e in ciano l’altro, in modo che quando si indossano gli occhialini con le lenti colorate è possibile vedere subito l’effetto 3D della scena.

In alternativa è possibile vedere le immagini nel loro formato nativo oppure a righe alterne. In fase di montaggio sono disponibili anche titoli e transizioni veramente 3D, i primi creati grazie al modulo derivato dal software grafico Xara. Quando si tratta di esportare il progetto, l’utente può scegliere se creare un video in anaglifo oppure con immagini codificate separatamente e visualizzabili in 3D grazie al kit 3D Vision di NVIDIA, per esempio. Più in generale, il programma ha un corredo di tool davvero ricco, anche se non tutti sono realmente efficaci.

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