Software

VirtualBox: la virtualizzazione desktop secondo Oracle

Redazione | 5 Luglio 2011

La versione 4.0 di Oracle VM VirtualBox conferma le ottime qualità  di una delle piattaforme di virtualizzazione lato desktop più […]

La versione 4.0 di Oracle VM VirtualBox conferma le ottime qualità  di una delle piattaforme di virtualizzazione lato desktop più interessanti. Ed è ancora a costo zero.

Anteprima di Filippo Moriggia

Articolo tratto da PC Professionale 242 di maggio 2011

VirtualBox è un software di virtualizzazione potente, gratuito e ben tradotto in italiano. Può girare su Windows, Linux, Solaris, OpenSolaris e OpenBSD e supporta moltissimi sistemi operativi guest, tra cui Windows 7, Vista, XP, Server 2003, 2000, NT 4.0, le distribuzioni Linux con Kernel 2.4 o 2.6, Solaris, OpenSolaris e OpenBSD.

Con la release 4.0 di VirtualBox non sono state introdotte innovazioni straordinarie, ma molte delle funzionalità  del software sono state potenziate e semplificate. In particolare nelle nostre prove abbiamo apprezzato i numerosi miglioramenti nell’usabilità  dell’applicazione: lo svolgimento di operazioni di base come l’installazione dei Guest Additions su Linux o l’attivazione delle cartelle condivise, in passato richiedeva perlomeno la lettura del manuale e comportava la necessità  di seguire alcune procedure specifiche, non sempre immediate, soprattutto per gli utenti meno esperti. Ora questi passaggi sono più semplici e anche il programma nelle sue finestre di dialogo fornisce sempre molte informazioni utili: ci sono ad esempio numerose finestre che appaiono la prima volta che si svolgono alcune operazioni, come il passaggio a pieno schermo o l’attivazione di una differente modalità  video.

L’interfaccia grafica di VirtualBox 4.0 è semplice e intuitiva: da un unico pannello si possono controllare tutte le macchine virtuali disponibili.

Anche il pannello delle impostazioni di ogni macchina virtuale (Vm, dall’inglese Virtual Machine) fornisce suggerimenti utili a migliorare le prestazioni: ad esempio, durante le prove ha segnalato la necessità  di aumentare la quantità  di memoria video disponibile.

A differenza del suo concorrente VMware Player, VirtualBox non supporta ancora – se non in una modalità  sperimentale, complessa anche da attivare – l’accelerazione 3D delle Vm con sistema operativo Windows (quindi non permette di usare Aero), né mette a disposizione un sistema di installazione automatica dei sistemi operativi. D’altra parte offre prestazioni migliori ed è in genere più scattante e vivace. Inoltre, differenza del prodotto di VMware, permette di creare una o più istantanee dello stato di ogni Vm, per memorizzare e gestire scenari differenti.

VirtualBox supporta l’accelerazione 3D soltanto sui guest Linux tramite OpenGL (con kernel almeno 2.6.27 e X.org almeno 1.5), anche se le uniche due distribuzioni supportate e testate ufficialmente sono Ubuntu 10.10 e Fedora 14. Un’altra novità  che merita sicuramente una menzione riguarda la procedura guidata per la creazione di una nuova Vm. Quando si inserisce il nome della macchina virtuale il software è in grado di analizzare il testo digitato e cambiare di conseguenza le impostazioni del sistema operativo e della versione. Se ad esempio il nome comprende “windows 7”, VirtualBox seleziona automaticamente “Microsoft Windows” e “Windows 7” nei due menu a tendina sottostanti. Basta aggiungere il numero “64” al titolo perché il software selezioni la versione a 64 bit del sistema operativo. Questo sistema di riconoscimento fornisce poi suggerimenti utili a chi ha poca esperienza. Inserendo ad esempio come nome “Centos”, VirtualBox seleziona automaticamente Linux come sistema operativo e Red Hat come versione: la distribuzione Linux Centos è infatti basata su Red Hat.

È molto curata anche l’integrazione tra la macchina host e quella guest, in particolare nella modalità  che VirtualBox chiama trasparente, in cui le finestre della macchina virtuale e la barra delle applicazioni appaiono direttamente sovrapposte a quelle del computer host. Anche nell’integrazione di sistemi misti, ad esempio di un guest Linux su un host Windows non abbiamo avuto problemi.

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