Stampa inkjet per l’ufficio, Epson preme sull’acceleratore

Molto più di un semplice aggiornamento annuale della gamma di stampanti e multifunzione inkjet per l’ufficio. Gli annunci presentati da Epson in occasione della conferenza stampa del 19 marzo a Vienna, intitolata “Il futuro della stampa business”, rappresentano un attacco frontale – e con armi ad alta tecnologia – al mercato delle laser per la piccola e media impresa.

Un ambito in cui la logica della stampa centralizzata si è imposta in azienda come unico metodo per avere la certezza di bassi costi operativi, ma che nasconde, come sottolineato dai manager della multinazionale giapponese, insidie che alla fine incidono non poco sulle finanze e sulla produttività . Come i costi occulti di gestione e di manutenzione della flotta di periferiche, che includono l’approvvigionamento, lo stoccaggio e lo smaltimento dei materiali di consumo e dei ricambi, per non parlare dei tempi di fermo macchina imposti dal bisogno ricorrente di sostituire i toner e quelli delle attese frustranti e improduttive causate dalle lunghe code di stampa. Si calcola che il fermo macchina costi ogni anno 7,2 miliardi di euro nell’area Eu5 (Francia, Germania, Italia, Spagna, UK), uno spreco di denaro riducibile solo adottando tecnologie e processi di stampa più efficienti, che combinino i vantaggi della prevedibilità  dei costi del modello centralizzato con i benefici produttivi del modello distribuito.

Tony Peftord, Vice Presidente Vertical Sales Epson Europe
Tony Peftord, Vice Presidente Vertical Sales Epson Europe, presenta la nuova gamma di stampanti e Mfp per l’ufficio.

È in questa direzione che Epson ha deciso di muoversi, privilegiando la tecnologia a getto d’inchiostro al laser e la stampa distribuita a quella centralizzata.

Quindi, non un unico multifunzione laser dipartimentale a servizio di un ampio numero di utenti – per forza di cose dislocato in uno spazio comune raggiungibile da tutti e spesso lontano da molti – ma una flottiglia di unità  inkjet più leggere per gruppi fino a 15 utenti, capaci comunque di fornire alte prestazioni, affidabilità , autonomia elevata, costi d’esercizio assolutamente concorrenziali e, non dimentichiamolo, un basso impatto ambientale.

Epson persegue da anni – dal 2008 per la precisione – l’obiettivo di rimpiazzare nelle Pmi le laser con le inkjet e lo ha fatto presentando prodotti via via più competitivi, culminati nelle serie WorkForce e WorkForce Pro introdotte nel 2012 ed estese nel 2013.  Mai come ora, però, il traguardo sembra a portata di mano, e per almeno due buone ragioni: la prima si chiama PrecisionCore, la seconda Rips (Replaceable Ink Pack System). PrecisionCore è il nome della tecnologia avanzata della testina di stampa micro piezoelettrica implementata sulle stampanti Epson per applicazioni industriali mission-critical, contesti in cui la parola malfunzionamento e i suoi sinonimi sono banditi. L’elevata scalabilità  e versatilità  di questa soluzione – basata su chip di stampa modulari dotati di attuatori da 1 micron ad alta velocità  e precisione, compatibili con inchiostri di diversa formulazione chimica e quindi con una varietà  di supporti – ne hanno permesso l’adozione anche su tutte le nuove periferiche business inkjet, portando tutti i vantaggi della stampa industriale nell’ambiente da ufficio.

Sono 18 i nuovi modelli di stampanti e Mfp della famiglia WorkForce Pro, declinati in cinque serie – WF-3000, 4600, 5600, 7000 e 8000 – che coprono tutte le esigenze produttive: dalle unità  desktop A4 per l’home office a quelle per workgroup fino a  15 utenti, incluse le tanto attese unità  di formato A3+. E nel caso di tre modelli targati WorkForce Pro Rips – la Mfp A3+ WF-R8580DTWF e le due unità  A4 WF-R5690DTWF e WF-R5190DTW – Epson cala l’asso del Replaceable Ink Pack System: non più cartucce d’inchiostro tradizionali, ma speciali sacchetti sostituibili che offrono una straordinaria autonomia di stampa di 75.000 pagine. Come dire, oltre 2.000 pagine al mese per 3 anni con una sola fornitura.

Non cartucce ma sacche d'inchiostro ad altissima autonomia: fino a 75.000 pagine.
Non cartucce ma sacche d’inchiostro ad altissima autonomia: fino a 75.000 pagine.

“Le unità  Rips – afferma Andrew Semple, responsabile della divisione europea Business Imaging Product – sono pensate in una logica di Managed print services, quindi come parte di un contratto di vendita basato sul costo copia. Sono state ideate per aiutare le aziende a ridurre gli interventi di manutenzione e i costi nascosti associati, le risorse e il tempo coinvolti nella gestione della flotta di stampanti. La combinazione tra hardware e modello di vendita ha tutte le potenzialità  per creare un impatto estremamente positivo sul mondo della stampa in azienda”.

Se le unità  Rips rappresentano l’apice della gamma WorkForce Pro e si rivolgono alle aziende che stampano in volumi e quindi pensano in termini di costo copia e non di costo dell’hardware, i modelli non Rips, come accennato, si indirizzano ai diversi segmenti del mercato Soho e Pmi, proponendo unità  a funzione singola e multipla, sia Gdi sia Pdl, dotate di cartucce ad alta autonomia ed elevata robustezza, per sostenere carichi di lavoro fino a 50.000 pagine al mese.

Una linea completa di prodotti che, nelle parole del vice presidente Marketing di Epson Europe Bob Clark, portano a un nuovo livello la tecnologia di stampa inkjet. Permettono di risparmiare sui costi e di incrementare la produttività , così tutti vincono: il team finanziario, il reparto IT e, cosa cruciale, l’utente finale.

 

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