Eurora, il supercomputer italiano

Nella sede di Bologna è stato presentato Eurora, il nuovo prototipo di supercomputer ibrido e raffreddato a liquido “caldo”, nato dalla collaborazione del Cineca con Nvidia e con Eurotech.

Il Cineca è un consorzio senza scopo di lucro in cui partecipano 54 Università  italiane, il Cnr, l’Istituto di Oceanografia e il Miur (Ministero dell’Università  e della Ricerca). Il consorzio, che offre un’infrastruttura tecnologica per il mondo della ricerca pubblica e privata, dispone del più importante centro di supercalcolo italiano e partecipa in modo attivo ai progetti dell’Unione Europea.

Nvidia è il produttore californiano che ha fornito le Gpu Tesla basate su architettura Kepler K20. Questi processori di calcolo permettono di implementare soluzioni di programmazione ed elaborazione parallela tali da permettere un incremento della potenza di calcolo, ma soprattutto un aumento dell’efficienza dei supercomputer.

Eurotech è, invece, l’azienda tutta italiana che ha realizzato questo supercomputer.

Il progetto Eurora si inserisce nel più ampio disegno di raggiungere nel corso dei prossimi 10 anni soluzioni Exascale capaci di fornire potenze di calcolo nell’ordine degli exaflop/s mantenendo però i consumi nell’ordine di grandezza di quelli odierni.

Le misurazione e il lavoro che sarà  svolto su Eurora permetterà  di raccogliere dati importanti per lo sviluppo di questa nuova generazione di calcolatori ibridi in cui diversi tipi di architetture (Cpu e Gpu). Eurora è composto da 64 nodi di calcolo, ciascuno dei quali implementa due Cpu Intel di classe Xeon, due acceleratori Nvidia K20, memoria e controller di comunicazione. Ciascun nodo è raffreddato da un sistema a liquido a “caldo” realizzato da Eurotech. Questa soluzione permette di utilizzare liquido a temperature che possono raggiungere anche i 55 gradi centigradi, così evitare l’utilizzo di soluzioni di refrigerazione del liquido in circolo.

Il sistema di raffreddamento a liquido è stato sviluppato per permettere anche la sostituzione “a caldo” (hot swap) dei nodi, riducendo così al minimo la perdita di tempo di elaborazione in caso di manutenzione.

Di seguito potete osservare la struttura di uno dei 64 nodi di calcolo presenti in Eurora:

Di seguito i numeri di Eurora:

Il risultato ottenuto con Eurora e più in generale dai supercomputer con architetture ibride è quindi di incrementare progressivamente il rapporto tra potenza di calcolo e consumo dell’infrastruttura, mantenendo il consumo di energia sul livello dei supercomputer presenti in precedenza nell’infrastruttura stessa.

Potete leggere tutti i dettagli del progetto e l’approfondimento sul prossimo numero di PC Professionale.

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