Automotive

Nvidia Pascal debutta sul Tesla P100

Michele Braga | 7 Aprile 2016

Automotive

Nel corso del GTC 2016, l’evento organizzato da Nvidia e durante il quale la società  californiana aggiorna gli sviluppatori e […]

Nel corso del GTC 2016, l’evento organizzato da Nvidia e durante il quale la società  californiana aggiorna gli sviluppatori e la stampa specializzata sulle ultime tecnologie, Jen-Hsun Huang ha annunciato il nuovo Tesla P100. Si tratta dell’acceleratore più avanzato realizzato sino ad oggi da Nvidia e basato sulla nuova Gpu GP100 con architettura Pascal. Come tutti i prodotti della linea Tesla, anche il nuovo P100 è pensato per applicazioni HPC (High Performance Computing), elaborazioni complesse in ambito industriale e scientifico e per fornire la potenza di calcolo richiesta dalle prossime generazioni di data center.
Sebbene questo annuncio sia rivolto al settore enterprise, le informazioni fornite durante la presentazione permettono di conoscere meglio le caratteristiche tecniche di questa architettura che quest’anno debutterà  – anche se in forma semplificata – sulla prossima generazione di schede grafiche Nvidia GeForce per il mercato consumer.

Il modulo di calcolo presente nell'acceleratore Tesla P100 e basato sulla Gpu Nvidia GP100.

Il modulo di calcolo presente nell’acceleratore Tesla P100 e basato sulla Gpu Nvidia GP100.

Il retro del modulo con la Gpu GP100 è stato studiato per essere inserito nei rack dei centri di calcolo in modo semplice e scalabile.

Il retro del modulo con la Gpu GP100 è stato studiato per essere inserito nei rack dei centri di calcolo in modo semplice e scalabile.

Come è fatta la Gpu Pascal del Tesla P100

L’acceleratore Tesla P100 è costruito attorno alla Gpu GP100 con architettura Pascal che rimpiazzerà  progressivamente quella Maxwell 2 dopo poco più di due anni di onorato servizio.
I numeri della Gpu GP100 sono impressionanti. Il die del processore è realizzato negli stabilimenti TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) con tecnologia FinFET a 16 nanometri con lo scopo di aumentare la densità  di transistor per millimetro quadrato, le prestazioni pure e l’efficienza energetica. Sebbene sia realizzato con un processo produttivo che permette di ridurre le dimensioni, il die della Gpu GP100 misura 610 millimetri quadrati per ospitare l’esorbitante numero di 15,3 miliardi di transistor.

La struttura interna dell'architettura Pascal è organizzata in blocchi GPC all'interno dei quali sono raggruppati i moduli SM.

La struttura interna dell’architettura Pascal è organizzata in blocchi GPC all’interno dei quali sono raggruppati i moduli SM.

L’architettura interna è organizzata a blocchi in modo simile a quella delle architetture che l’hanno preceduta, ma anche in questo caso le novità  sono molte. L’architettura è organizzata in 6 blocchi GPC (Graphics Processing Cluster), ciascuno dei quali raggruppa al suo interno 10 moduli SM (Streaming Multiprocessor). Ancora, ogni modulo SM contiene al suo interno 64 Cuda Core in singola precisione, 32 Cuda Core in doppia precisione e 4 unità  per la gestione delle texture. Nel complesso, l’architettura completa della Gpu GP100 dispone di 3.840 Cuda Core in singola precisione, 1.920 Cura Core in doppia precisione e 240 unità  di texture. La nuova architettura punta da un lato sulla forza di calcolo bruta, ma i progettisti hanno ridisegnato le unità  SM per ottenere una maggiore efficienza di elaborazione e di consumo rispetto a quella di Maxwell 2.

L'architettura dei moduli SM che contengono al loro interno i Cuda Core in singola e doppia precisione.

L’architettura dei moduli SM che contengono al loro interno i Cuda Core in singola e doppia precisione, le unità  di texture e una cache di primo livello (L1).

La Gpu GP100 presente nell’acceleratore Tesla P100 non utilizza in modo completo l’architettura Pascal, ma 56 moduli SM sui 60 disponibili. Con questi numeri e con una frequenza operativa massima di 1.480 MHz, il Tesla P100 è in grado di fornire una potenza di calcolo di 10,6 TFlops in singola precisione e di 5,3 TFlops in doppia precisione, rispettivamente più del doppio e più del triplo rispetto a quanto offerto dall’acceleratore Tesla K40 basato sull’architettura Kepler.
Per alimentare le proprie unità  di calcolo, l’architettura della Gpu GP100 è dotata di 8 controller di memoria a 512 bit – per un totale di 4.096 bit – che servono da canale di comunicazione con la nuova memoria HBM 2 (High Bandwidth Memory).
La tecnologia HBM permette di impilare più chip di memoria – in modo simile ai piani di un grattacielo – per ottenere più spazio di archiviazione a parità  di superficie occupata in pianta e permettere anche l’integrazione della memoria sullo stesso package del processore al quale è collegata. La prima generazione di memoria HBM – impiegata da AMD con i processori della serie Fiji – permette di realizzare pile con una capacità  massima di 1 Gbyte, mentre la tecnologia di seconda generazione consente di arrivare a 4 Gbyte per ogni pila.
Il Tesla P100 utilizza la tecnologia TSMC Chip-On-Wafer-On-Substrate per assemblare sullo stesso interposero la Gpu GP100 e quattro pile HBM 2 per un totale di 16 Gbyte di memoria. Grazie agli 8 controller di memoria il Tesla P100 può contare su una banda di trasferimento dati massima teorica pari a 720 Gbyte al secondo tra la Gpu e la memoria.

Pascal caratteristiche

Le caratteristiche tecniche del Tesla P100 a confronto con gli acceleratori di generazione precedente.

Nel corso della presentazione, Nvidia ha confermato anche il supporto alla tecnologia NVLink attraverso la presenza di quattro controller dedicati a questa funzione. La tecnologia NVLink permette di connettere tra loro più Gpu e di supportare il collegamento con le Cpu attraverso un canale capace di una banda di trasmissione dati maggiore a quanto offerto dalla tecnologia Pci Express 3.0. Inoltre, la tecnologia NVLink permetterà  elaborazioni con memoria unificata tra le Gpu e offrirà  scalabilità  delle architetture di calcolo.

La tecnologia NVLink permette di connettere tra loro più Gpu attraverso un canale dedicato con prestazioni superiori a quelle offerte dal Pci Express 3.0.

La tecnologia NVLink permette di connettere tra loro più Gpu attraverso un canale dedicato con prestazioni superiori a quelle offerte dal Pci Express 3.0.

Sulla base dei dati e delle caratteristiche annunciate durante il GTC 2016, il nuovo Tesla P100 promette un salto sostanziale nelle prestazioni offerte nei campi in cui troverà  spazio l’acceleratore prodotto da Nvidia. A lato di tutto ciò, gli utenti consumer hanno ora un’idea più precisa di cosa aspettarsi dalla prossima generazione di schede grafiche GeForce in arrivo quest’anno.

Se state pensando all’aggiornamento della scheda grafica per il vostro desktop da gioco vi consigliamo di tenere duro e attendere ancora qualche mese perché il 2016 si preannuncia come un anno molto interessante per il settore della grafica. Non assisteremo solo all’arrivo dei visori per la realtà  virtuale, ma con Nvidia e Amd che potranno contare su processi produttivi più evoluti dell’ormai obsoleta tecnologia a 28 manometri, la prossima generazione di processori grafici potrebbe essere veramente quella che permetterà  fare un salto in avanti sul fronte delle prestazioni.

Logo LG

Automotive

LG, joint venture canadese per l’automotive elettrico

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Automotive LG

La corporation coreana LG ha avviato una joint venture con la canadese Magna, con l’obiettivo di espandere il business nel promettente mercato dell’automotive elettrico.

In vista della poderosa crescita del mercato delle auto elettriche prevista per i prossimi 10 anni, LG Corporation ha deciso di giocare d’anticipo investendo in un’importante partnership con Magna International. Le due aziende, una coreana e l’altra canadese, lavoreranno alla realizzazione di nuovi componenti dedicati all’automotive di nuova generazione con un focus particolare sui motori elettrici.

La joint venture coinvolgerà 1.000 diversi dipendenti negli stabilimenti LG localizzati in USA, Corea del Sud e Cina, mettendo assieme l’esperienza di Magna nella produzione di gruppi propulsori e quella di LG con i motori elettrici e gli inverter.

LG Magna

LG e Magna hanno deciso di unire le forze nella speranza di conquistare un comune vantaggio nel mercato dei motori elettrici, un business destinato a essere centrale nel prossimo futuro dell’automotive globale.

Stando a quanto dichiarato da Kim Jin-yong, responsabile della divisione veicoli di LG, i produttori sono obbligati a innovare in maniera significativa per continuare a mantenere la leadership nella “elettrificazione” del mercato. La partnership con Magna servirà appunto ad accelerare lo sviluppo dell’automotive elettrico in maniera significativa.

Unreal Engine automotive

Automotive

Unreal Engine di Epic sul nuovo Hummer EV

Luca Colantuoni | 9 Ottobre 2020

Automotive Epic

Epic ha annunciato l’avvio di una collaborazione con General Motors per utilizzare il suo Unreal Engine nel sistema di infotainment del nuovo Hummer EV.

Unreal Engine è il noto motore grafico sviluppato da Epic Games che viene utilizzato da molti giochi, incluso Fortnite. La software house statunitense ha annunciato l’iniziativa HMI (Human-Machine Interface) indirizzata al settore automotive e una collaborazione con General Motors, grazie alla quale Unreal Engine verrà utilizzato nel sistema di infotainment nel nuovo Hummer EV.

Il game engine di Epic non ha bisogno di presentazioni, essendo uno dei più popolari in assoluto (il debutto è avvenuto nel 1998 con il gioco Unreal). Oggi è supportato da tutti i sistemi operativi e da tutte le console. A partire dal 20 ottobre debutterà anche nel mercato automotive con l’annuncio del nuovo Hummer EV. Unreal Engine è stato scelto da General Motors perché semplifica lo sviluppo dell’interfaccia uomo-macchina, ovvero del cockpit digitale che consente di visualizzare informazioni sul veicolo e di gestire vari contenuti multimediali.

Il game engine offre numerosi vantaggi, tra cui la possibilità di utilizzare effetti grafici avanzati che migliorano la qualità delle immagini mostrate sullo schermo. Inoltre consente di ridurre i tempi di avvio del sistema di infotainment. Ogni aspetto dell’interfaccia utente può essere modificata attraverso il download via OTA dei contenuti.

Epic non specifica la versione del motore grafico, ma dovrebbe essere la 4 visto che Unreal Engine 5 è ancora in sviluppo. La software house immagina un futuro in cui all’interno delle automobili ci saranno solo passeggeri che possono eseguire varie attività (anche giocare, ovviamente), mentre il computer di bordo si occuperà della guida. Ulteriori funzionalità verranno annunciate nei prossimi mesi e nel corso del 2021.

Editoriale

Automotive: full optional, ma in abbonamento

Dario Orlandi | 4 Settembre 2020

Automotive

Bmw sarebbe intenzionata a offrire funzioni opzionali per le sue autovetture anche in abbonamento: le nuove auto potrebbero uscire dalla fabbrica dotate di tutti (o almeno molti) accessori, ma resteranno inutilizzati e inutilizzabili finché il proprietario non deciderà di attivarli tramite un acquisto.

Ha destato un certo scalpore nel mondo dell’automotive la notizia, arrivata all’inizio di luglio, secondo cui il costruttore tedesco Bmw è intenzionato a offrire funzioni opzionali per le sue autovetture anche in abbonamento. Le funzioni aggiuntive sbloccabili con un semplice acquisto non sono in realtà una novità: Tesla propone già da molto tempo l’acquisto di funzioni aggiuntive sbloccabili via software, senza bisogno di passare neppure da un’officina autorizzata per un aggiornamento della centralina, e la stessa Bmw propone il ConnectedDrive Store, accessibile a tutti i modelli con sistema multimediale Operating System 7, con una nutrita serie di opzioni software.

Optional inclusi, ma a che costo?

Le novità principali sembrano però essere due: in primo luogo, l’elenco degli optional sbloccabili non dovrebbe essere più limitato al solo software (per esempio l’aggiornamento della cartografia del navigatore, o l’attivazione dei servizi di mirroring come Android Auto e Apple CarPlay). Al contrario, le nuove auto potrebbero uscire dalla fabbrica dotate di tutti (o almeno molti) accessori in passato proposti come optional, come per esempio le sospensioni adattive o i sedili riscaldabili; ma questi accessori resteranno inutilizzati e inutilizzabili finché il proprietario non deciderà di attivarli tramite un acquisto sullo store del marchio, in maniera analoga a quello che accade, per esempio, sugli app store per i dispositivi mobile.

Non solo: la novità probabilmente più rivoluzionaria è l’offerta di questi optional non soltanto come acquisto una tantum, ma anche in abbonamento o in versione trial. Non è difficile immaginare periodi di prova gratuiti o a prezzo simbolico, magari compresi in un’offerta legata all’acquisto una nuova auto, durante i quali tutti gli optional saranno utilizzabili liberamente dal proprietario, per poi bloccarsi e richiedere un nuovo acquisto o una sottoscrizione. Un altro scenario interessante è lo sblocco di determinati optional soltanto quando necessari: per esempio, si potrebbero attivare i sedili riscaldati soltanto nella stagione fredda, o aggiungere le funzioni per la guida sportiva in previsione di una giornata in pista.

Le motivazioni commerciali che spingono verso questa scelta sono molteplici: molti analisti sostengono che la possibilità di attivare un optional in un secondo tempo potrebbe portare allo sblocco di un numero maggiore di funzioni rispetto a quelle selezionate, in media, all’atto dell’acquisto. Inoltre, una possibilità di controllo puntuale avrebbe risvolti interessanti sia per il mercato dell’usato sia per le flotte aziendali.

Questa strategia presenta però anche zone d’ombra: preinstallare gli optional hardware ha un costo, solo parzialmente controbilanciato dalle economie di scala che derivano dalla produzione di auto meno personalizzate; c’è il rischio che questi componenti evoluti vengano di fatto pagati due volte, nel prezzo iniziale dell’auto e poi per sbloccarne il funzionamento. Molti optional hanno anche un peso più elevato rispetto alle versioni di serie e potrebbero quindi incidere negativamente (e inutilmente) sulle prestazioni e sull’efficienza.

Inoltre, alcuni di questi elementi hanno un costo maggiore anche per la manutenzione e l’eventuale sostituzione in caso di guasto: ci si potrebbe quindi trovare a dover pagare un ricambio costoso, come per esempio le sospensioni adattive, pur non avendo di fatto mai potuto utilizzarle. Sullo sfondo si profila un’altra ombra: quando arriverà il primo jailbreak per questi sistemi, capace di sbloccare le funzioni opzionali gratuitamente o a costi inferiori? E quali saranno le implicazioni sulla sicurezza, anche fisica, di questi mezzi di trasporto?

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