Il punto del venerdì – Il futuro di Cpu e Gpu tra crisi e stream computing

Il 2009 si apre all’insegna del Ces di Las Vegas, teatro di alcuni annunci davvero interessanti e che ci possono far riflettere sul futuro prossimo del mercato hardware.

In particolare AMD ha lanciato i nuovi processori Phenom II, cercando di lasciarsi alle spalle i problemi avuti con la prima generazione di Cpu “Phenomenal“, com’erano inizialmente soprannominate dall’azienda di Sunnyvale.

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La nuova piattaforma Dragon (Phenom II, Radeon HD4000 e chipset 790), erede di Spider, è la logica evoluzione della strategia Fusion di AMD, o perlomeno l’evoluzione più sensata in un quadro economico 2009 tanto delicato quanto interessante per le aziende del settore.

Quest’anno l’attenzione del mercato si sposterà  su temi leggermente diversi dal passato, e la scelta di AMD di offrire a un prezzo molto conveniente un’intera piattaforma dotata di prestazioni di ottimo livello convince sempre di più.

Fino a qualche tempo fa la differenza prestazionale che oggi intercorre tra Core i7 e Phenom II sarebbe stata sufficiente a decretare la scelta migliore in assoluto, ma oggi le cose stanno cambiando.

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Non mettiamo certamente in dubbio le qualità  dei nuovi processori Intel, i più potenti che il mercato desktop abbia in assoluto mai visto, ma i prezzi proposti da Intel per l’acquisto (considerando anche quelli indotti da scheda madre X58 e memoria Ddr3) sono davvero elevati.

AMD offre prestazioni leggermente inferiori, ma che garantiscono comunque tutta la potenza necessaria per qualunque applicazione moderna. I nuovi Phenom II magari impiegheranno più tempo a codificare un filmato in alta definizione, a effettuare un complesso rendering tridimensionale, ad applicare pesanti filtri grafici sulle immagini o offriranno a parità  di scheda grafica qualche fotogramma al secondo in meno rispetto a Core i7, ma questo è sufficiente a giustificare una spesa doppia o tripla?

La maggior parte degli utenti non fa codifiche in H264, non esegue render tridimensionali di un componente meccanico o lavora in maniera intensiva con Photoshop; le applicazioni più pesanti in ambito consumer sono i giochi. Per questo è preferibile spendere qualche soldo in più per una scheda grafica adeguata rispetto a un processore, a meno ovviamente che quest’ultimo non sia davvero necessario per le applicazioni sopra citate

Ops, un attimo… Quasi “dimenticavamo” come nell’ultimo periodo i produttori di schede grafiche stiano puntando sempre più su applicazioni slegate dai tradizionali compiti 3D. La potenza elaborativa delle Gpu può essere sfruttata per codifiche video (Avivo converter per AMD e Badaboom per Nvidia sono due ottimi esempi), oppure per il rendering tridimensionale.

I risultati offerti da una scheda da 100-150€ sono ormai nettamente superiori rispetto a quelli di una Cpu da 1.000€, e nel corso del 2009 sempre più programmi saranno in grado di sfruttare la potenza grafica per i compiti più disparati.

Resta l’elaborazione grafica, il fotoritocco, il disegno e l’applicazione di filtri alle immagini; con Adobe a guidare l’intero settore.

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Beh, anche in questo caso la scelta è ormai stata fatta, con l’arrivo sul mercato della Creative Suite 4, molti programmi prodotti da Adobe (tra cui ovviamente Photoshop CS4) integrano il supporto all’accelerazione del lavoro tramite la potenza delle Gpu. Con schede tutto sommato modeste (ma di ultima generazione) è possibile elaborare immagini di grandi dimensioni come fossero piccoli Jpeg, o applicare filtri molto complessi in un batter d’occhio; compiti che impegnerebbero anche la più potente Cpu per qualche decina di secondi.

Il 2009 ci porta dunque un nuovo modo di concepire il Pc, non più solo Cpu-centrico come da tradizione ma decisamente piattaforma-centrico. In questi prossimi 12 mesi ci saranno ulteriori evoluzioni in tutti i settori, ma quello che probabilmente farà  i passi avanti più importanti sarà  quello relativo all’accelerazione software tramite Gpu. Microsoft sta lavorando per introdurre nelle DirectX 11 funzionalità  dirette in questo senso, agevolando il compito dei programmatori, Apple punta a sua volta su OpenCL e AMD e Nvidia impiegano una gran parte della propria forza di sviluppo proprio verso questa direzione.

Non si può certo dire che i processori Intel Core i7 non siano ottimi, i migliori mai prodotti per potenza di calcolo e caratteristiche tecniche però… però sono arrivati in un momento sbagliato, costano davvero troppo e in un momento economico così delicato non sono certo adatti a tutte le tasche. I risultati fiscali di Intel sono lo specchio di quanto appena discusso: nell’ultimo trimestre del 2008 il fatturato è stato di 8,2 miliardi di dollari, mica bruscolini, ma in calo del 20% rispetto al trimestre precedente e del 23% rispetto allo scorso anno. Il tutto non era inizialmente previsto (ai tempi della pianificazione del lancio di Nehalem), le stime iniziali del 2008 prevedevano infatti un fatturato trimestrale di 10,9 miliardi di dollari; mentre la crisi si è portata via 2,7 miliardi.

Intel comunque è un colosso tale da poter affrontare senza problemi questa delicata situazione; entro qualche mese con l’arrivo dei processori Core i5 vedremo la vera strategia di mercato relativa alle Cpu che, rispetto alle previsioni iniziali, potrebbe anche cambiare parecchio. Quest’anno inoltre si deciderà  la sorte (temporale e commerciale) di Larrabee, in base all’evoluzione diretta del mercato di accelerazione del software tramite Gpu.

In sintesi qualcosa sta cambiando, e il cambiamento porterà  probabilmente entro qualche anno a dei personal computer diversi rispetto a quelli che ci accompagnano oggi, o almeno cambieranno i compiti dei componenti interni, ribaltando le gerarchie tra Cpu e Gpu che sembravano finora intoccabili.

Che sia giunta l’ora di affidare una parte da protagonista alle varie Radeon e GeForce e Larrabee?

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