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Il punto del venerdì – Mi è sembrato di vedere un Ssd

Redazione | 6 Febbraio 2009

Cinque anni fa, agli inizi del 2004, i processori che andavano per la maggiore erano i Pentium 4 su core […]

Cinque anni fa, agli inizi del 2004, i processori che andavano per la maggiore erano i Pentium 4 su core Prescott da 3,2 GHz o gli Athlon 64 3200+, le schede grafiche che facevano impazzire gli appassionati erano invece la Radeon 9800XT e la GeForce 5950 Ultra, quasi tutti i sistemi di buon livello avevano due banchi da 256 Mbyte di memoria e i dischi rigidi da 250 GByte vantavano velocità  di trasferimento di 75 Mbyte/s.

Oggi possiamo invece contare su processori a quattro core (anche sei nel mondo server), con tecnologie Hyperthreading che offrono al sistema 8 core logici con cui lavorare per una potenza di almeno 20 volte superiore a cinque anni fa. Le schede grafiche oggi sono dei mostri da 1 o 2 Tflop/s, in grado di calcolare scene tridimensionali impensabili qualche anno fa e, meraviglia, di aiutare il processore nelle elaborazioni audio e video più pesanti.

La memoria di sistema è divenuta incredibilmente economica, 4 Gbyte di Ddr2 costano una cinquantina di euro, e la maggior parte dei sistemi nuovi ne utilizza 4 o 6 Gbyte.

I dischi di archiviazione per normali sistemi desktop, vecchi come concezione e tecnologia, hanno migliorato notevolmente la capacità  di archiviazione (Western Digital e Seagate propongono modelli da 2 Tbyte), ma la velocità  offerta nel trasferimento dei dati arriva al massimo a 100 Mbyte/s.

Di tutti questi dati uno emerge in maniera netta nell’indicare che qualcosa, evidentemente, non funziona: la velocità  di trasferimento dei dischi magnetici. Possibile che tutti i componenti elettronici abbiamo aumentato la propria velocità  di decine (o centinaia) di volte in questi cinque anni mentre la velocità  di trasferimento dei dischi è passata mediamente da 75 a 100 Mbyte/s?

ssd-456465465.jpgI dischi tradizionali hanno ormai segnato il passo rispetto agli altri componenti, la capienza continua ad aumentare, ma la velocità  di trasferimento è rimasta pressoché la stessa. Per fortuna a partire dallo scorso anno una nuova tecnologia ha iniziato a promettere un cambiamento epocale, presentandosi come panacea a tutti i mali derivanti dalla lentezza dei dischi magnetici: gli Ssd.

Il termine, divenuto ormai familiare a chi si interessa di informatica in generale, indica dispositivi di archiviazione basati su celle di memoria flash, senza nessuna parte in movimento. Questa caratteristica ha da subito entusiasmato, i valori di trasferimento annunciati lo scorso anno erano nettamente superiori a qualunque disco in commercio e i prezzi, inizialmente elevatissimi, sembravano in caduta libera.

Lo scenario che ci troviamo davanti oggi è però molto diverso da quello che solo un anno fa ci saremmo immaginati: i dischi allo stato solido, annunciati come rivoluzionari e velocissimi, stanno facendo cilecca. Non nel senso di errori hardware o altri problemi simili, ma dal punto di vista dell’attesa e della soddisfazione del mercato.

I modelli attuali hanno prezzi tutto sommato abbordabili, dimensioni sufficienti per sistema operativo e programmi (64 Gbyte) e la loro disponibilità  è abbondante.

Il problema è che, a parte qualche rarissimo modello, le prestazioni sono disastrose.

 

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Non basta infatti adottare una tecnologia allo stato solido per superare agevolmente tutti i dischi tradizionali, serve infatti una ingegnerizzazione decente e uno sforzo produttivo considerevole per arrivare a risultati degni di questo nome. Molti produttori invece, cavalcando l’onda del “successo mediatico” dell’acronimo più abusato negli ultimi tempi, hanno iniziato a vendere Ssd con prestazioni al limite del ridicolo. In commercio sono infatti presenti modelli con velocità  di 35-40 Mbyte/s, equivalenti a quelle di dischi tradizionali di 10 o più anni fa, venduti però a prezzi tutt’altro che paragonabili.

I pochi modelli accreditati di prestazioni davvero elevate (150-200 Mbyte/s) sono però ancora poco diffusi e spesso accantonati dagli utenti che non conoscono il motivo per cui un disco Ssd da 32 Gbyte deve costare il 40% in più di un altro, pensando (spinti dai produttori accennati poco sopra) che tutti gli Ssd abbiano prestazioni molto elevate.

 

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Gli Ssd di alto livello esistono, ma purtroppo il mercato di massa sembra ignorarli…

apple watch ultra 2 2024

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Apple Watch Ultra 2 è in arrivo? L’indiscrezione

Martina Pedretti | 7 Gennaio 2023

Apple Watch Ultra 2

Secondo un rumor nel 2024 Apple lancerà Apple Watch Ultra 2 e degli AirPods a prezzo ridotto: ecco cosa sappiamo

Nel 2024 arrivano Apple Watch Ultra 2 e degli AirPods a basso prezzo?

Oltre ai vari rumor su iPhone 15, l’analista Jeff Pu ha affermato che Apple rilascerà probabilmente due prodotti degni di nota nel 2024, tra cui Apple Watch Ultra 2 con display micro-LED e delle AirPod a basso ridotto.

L’Apple Watch Ultra vanta lo schermo più grande di qualsiasi Apple Watch a 1,92 pollici, ma un nuovo rapporto della società di investimento di Hong Kong Haitong International Securities suggerisce che il suo successore avrà un display ancora più grande.

L’analista infatti afferma che Apple lancerà un Apple Watch Ultra 2024 con un display micro-LED da 2,1 pollici. La nuova tecnologia di visualizzazione consentirà una luminosità più elevata rispetto all’attuale Apple Watch e al suo schermo OLED. Questo modello sarebbe presumibilmente una nuova versione dell’Apple Watch Ultra, lanciato lo scorso settembre e dotato di un display da 1,92 pollici.

Oltre all’Apple Watch Ultra aggiornato, Jeff Pu si aspetta che Apple annunci un nuovo paio di auricolari wireless a basso prezzo soprannominati AirPods Lite. Per ora non ci sono dettagli sui prezzi o sulle funzionalità, ma rimaniamo in attesa di novità. Questi AirPod avrebbero un prezzo inferiore per competere con le cuffie wireless di altre società.

Pu non rivela altro riguardo Apple Watch Ultra 2, anche se sembra mettere in chiaro che nel 2023 arriverà solo Apple Watch Series 9. Gli Ultra invece potrebbero uscire ogni due anni, per evitare che perdano di valore dopo il loro lancio.

Huawei FreeBuds 5i uscita colori

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Huawei FreeBuds 5i: uscita in Italia, prezzo e colori

Martina Pedretti | 29 Dicembre 2022

Huawei

Le Huawei FreeBuds 5i sono in arrivo

Le Huawei FreeBuds 5i arrivano in Italia: quando escono, prezzo, caratteristiche e colori disponibili dei nuovi auricolari.

Huawei FreeBuds 5i uscita

Huawei ha annunciato oggi il lancio ufficiale delle Huawei FreeBuds 5i. Quando arrivano in Italia gli auricolari True Wireless Stereo? La data di uscita su Huawei Store è fissata al 9 gennaio 2023.

Caratteristiche

Quali sono le caratteristiche delle Huawei FreeBuds 5i? Prima tra tutte la loro leggerezza con un peso di 4,9 grammi e la lunghezza di 29 mm, 7 mm in meno rispetto ai precedenti HUAWEI FreeBuds 4i. Gli auricolari sono anche certificate IP54 e possono resistere ad acqua e polvere. La ricarica garantisce un uso fino 28 ore con la custodia di ricarica, mentre fino a 4 ore con 15 minuti di ricarica rapida.

Sul piano tecnico si mantiene la qualità del suono Hi-Res e la tecnologia di cancellazione attiva del rumore (ANC) dei precedenti modelli. A questi si uniscono stile e design, equalizzazione e la funzionalità Dual Device che consente la connessione dispositivi come smartphone, tablet, PC e smartwatch, con diversi sistemi operativi, come Android, iOS e Windows.

Leggi anche: Come cambiare il blocco schermo su iPhone automaticamente

Colori e prezzo Huawei FreeBuds 5i

Le Huawei FreeBuds 5i saranno disponibili in tre colori: Isle Blue, Nebula Black e Ceramic White. Ma quanto costano? Il prezzo è di 99,90 euro. Da oggi 29 dicembre fino all’8 gennaio 2023 sarà possibile ottenere un coupon sconto del valore di 10,00 euro, utilizzabile dal 9 al 31 gennaio 2023.

Affrettatevi quindi se le volete acquistare, sfruttando lo sconto attivo fino al prossimo anno.

airpods pro 2 uscita

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AirPods Pro 2: uscita, prezzo e novità

Martina Pedretti | 9 Settembre 2022

Tutto sulle AirPods Pro 2

Le AirPods Pro 2 sono in arrivo nel corso del 2022. Ecco tutte le novità in merito all’uscita, al prezzo e a tutte le caratteristiche specifiche.

Indice dei contenuti

AirPods Pro 2 uscita

L”evento Far Out di Apple ha presentato le nuove AirPods Pro 2. Ma quando escono? La data di uscita è da dividere in due giorni: dal 9 settembre si potranno preordinare, mentre dal 23 settembre saranno disponibili negli Store dedicati.

AirPods Pro 2 novità

Quali sono le novità che caratterizzano AirPods Pro 2? Nelle cuffie è presente un nuovo chip H2, che permette una connettività ad alta larghezza di banda e include un nuovo driver audio a bassa distorsione. Questo offre bassi più ricchi e audio cristallino su una gamma più ampia di frequenze. Inoltre tra le nuove funzioni troviamo l’audio spaziale personalizzato, che utilizzando la fotocamera TrueDepth permette di creare un profilo personale in base alle dimensioni e alla forma del proprio viso. Infine non può mancare il sistema di controllo touch per regolare il volume con semplici gesture swipe.

Passando alla batteria delle Airpods Pro 2, aumenta del 33% rispetto alla precedente versione e consente fino a 6 ore di utilizzo con una singola carica, e fino a 30 ore con la custodia.

Usando la funzione Posizione esatta, con iPhone con chip U1 si può determinare con precisione la posizione della propria custodia di ricarica. Questa è dotata di un altoparlante integrato per farla risonare più forte e ritrovarla più facilmente.

Sebbene si pensasse a un drastico cambio di look, il nuovo modello è molto simile al precedente, e non si differenzia con un cambiamento drastico. Con l’aggiunta di una taglia extra small, si hanno in dotazione quattro paia di cuscinetti in silicone, che si adattano ad ancora più tipi di orecchio per un isolamento acustico ideale.

Infine è possibile personalizzare gli AirPods incidendo emoji, nomi, iniziali e numeri, gratuitamente

Prezzo

Per quanto riguarda i prezzi di AirPods Pro 2, ci sono tutte le informazioni. Infatti abbiamo scoperto quanto costano. Il costo è di 249,00 dollari.

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