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Test: Jawbone UP Move, l’activity tracker economico

Giorgio Panzeri | 20 Novembre 2014

Wearable

Jawbone ha recentemente presentato due nuovi prodotti dedicati al monitoraggio dell’attività  fisica e del sonno. Si tratta di UP Move, […]

Jawbone ha recentemente presentato due nuovi prodotti dedicati al monitoraggio dell’attività  fisica e del sonno. Si tratta di UP Move, il prodotto più semplice e di costo più contenuto della società , e di UP3, quello invece più completo ma di prezzo più elevato. Quest’ultimo, pur avendo una serie di funzioni decisamente interessanti (come il monitoraggio continuo del battito cardiaco tramite sessione a bioimpedenza) non sarà  disponibile per il nostro mercato prima della fine di dicembre, quindi un po’ in ritardo per i regali di Natale.

UP Move, invece, è già  disponibile a 49,90 euro, una cifra che permette a tutti di avvicinarsi a un prodotto che tiene traccia dell’attività  fisica e offre consigli motivazionali per migliorare la propria salute. Ci è arrivato un prodotto per la prova. L’ho tenuto al polso per una settimana, a fianco di un altro activity tracker del quale conosco l’errore potenziale di misurazione, per poter valutare la precisione delle informazioni fornite. Parliamo innanzitutto del prezzo, che non è così conveniente come può sembrare: nella confezione infatti è presente l’UP Move e una clip per contenerlo e agganciarlo alla cintura dei pantaloni, ma se lo si vuole indossare al braccio per avere migliori misure 24 ore al giorno e per valutare la qualità  del sonno occorre acquistare a parte un bracciale in gomma Tpu (quella per uso medico) disponibile in 7 colori a 14 euro. Quindi il costo reale del prodotto completo, perché ritengo sia poco sfruttabile con la sola clip presente nella confezione, è di 62,90 euro. Schermata 2014-11-20 alle 09.42.17

Fatta questa precisazione passiamo all’analisi del prodotto. Per l’alimentazione l’UP Move non ha una batteria ricaricabile ma una classica pila a bottone che è in grado di garantire ben sei mesi di autonomia. Devo dire che questo è l’unico dato che non ho potuto verificare anche se nella settimana d’uso l’indicatore di carica non è cambiato, ma una sola settimana su sei mesi è un tempo trascurabile per fare delle analisi approfondite. Comunque, avere un prodotto che ti garantisce un’autonomia così elevata è un grande pregio. UP Move è leggerissimo e inserito nel suo comodo bracciale quasi ci si dimentica di averlo al polso. Le funzioni principali sono tre: monitoraggio dell’attività  fisica, monitoraggio del sonno e smart coaching, cioè consigli per muoversi di più ogni giorno. Quest’ultima funzione chiaramente non è svolta dall’oggetto ma dall’applicazione per iOs e Android.

L’UP Move è un quadrato di 2,76 cm per lato, alto poco meno di un centimetro e dal trascurabile peso (senza batteria, clip o bracciale) di 6,8 grammi. Contiene un solo sensore: un accelerometro triassiale in grado di percepire e registrare i movimenti. Sulla superficie superiore ci sono 12 led bianchi che indicano che percentuale di passi si è già  fatta e (in modo non sempre comprensibile) l’ora. Ci sono poi altri due led, uno arancione che si attiva quando si vuol sapere quanti passi sono stati fatti e uno blu che si illumina quando si attiva la rilevazione del sonno. Le funzioni sono attivabili premendo sulla parte superiore dell’oggetto. Il collegamento con lo smartphone avviene tramite Bluetooth 4.0 a basso consumo e quindi il prodotto può essere usato con tutti i telefoni iOs (dall’iPhone 4s) o Android (almeno con la versione 4.0 del sistema operativo) che supportano questo standard.

Per finire con le caratteristiche tecniche, il prodotto è impermeabile, ma non ha la certificazione IP67, per cui lo si può tenere al polso mentre ci si lava le mani ma non va immerso nell’acqua e quando si fa la doccia è meglio riporlo all’asciutto. Schermata 2014-11-20 alle 09.42.32Come ho già  detto nell’uso quotidiano l’UP Move è molto discreto: è piccolo e leggero e non ci si accorge di averlo indossato. Grazie alla notevole autonomia non si perde neppure tempo per controllare quanta carica residua rimane. Ci si deve solo ricordare ogni tanto di sincronizzare i dati con lo smartphone. In una settimana, con una media di 11.800 passi giornalieri, la discrepanza tra le misure effettuate con l’UP Move e con il FitBit che uso come riferimento sono trascurabili (nell’ordine dei 300/400 passi giornalieri).

A mio avviso i dati del Jawbone sono un po’ più precisi perché inferiori a quelli ottenuti del FitBit che è sempre stato un po’ abbondante nei risultati. Comunque sono simili.

Come per tutti gli attuali activity tracce, invece, il monitoraggio del sonno notturno è abbastanza impreciso perché legato al solo movimento. È vero, ti dice quando stavi dormendo profondamente e quando in modo leggero e quante volte ti sei alzato per andare in bagno. Ma se si è svegli ma non ci si muove gli attuali oggetti non sono in grado di capire esattamente cosa si sta facendo. Devo dire che sono molto curioso di provare, quando sarà  disponibile, il modello di punta di Jawbone, l’UP3, perché è veramente innovativo nel monitoraggio del sonno (e non solo quello): stando alle informazioni fornite dalla società , l’UP3 fornirà  un risultato analizzando i dati del sensore di movimento e quelli del sensore di bioimpedenza, quest’ultimo in grado di fornire informazioni sul battito cardiaco e sulla frequenza della respirazione. Rispetto ai fratelli di fascia superiore il Move non ha la sveglia a vibrazione, con la finestra intelligente. Si può impostare un “Promemoria” ma non è la stessa cosa.

Dell’applicazione abbiamo già  parlato nelle precedenti prove di UP (leggi qui) e UP24 (leggi qui). È stata recentemente aggiornata ed ora è esteticamente più ordinata e fruibile. Le interfacce per Android e per iOs sono quasi identiche, anche se quella per iOs è un po’ più fluida. Manca ancora l’app per Windows Phone ma secondo i dirigenti di Jawbone arriverà  in tempi brevi (qualche settimana).

Per maggiori informazioni vedi il sito Jawbone.

Realme Watch S Pro

Wearable

Realme Watch S Pro, schermo AMOLED e GPS

Luca Colantuoni | 23 Dicembre 2020

Realme Smartwatch Wearable

Il Realme Watch S Pro è uno smartwatch con cassa in acciaio inossidabile, schermo AMOLED da 1,39 pollici, GPS e cardiofrequenzimetro.

Il produttore cinese ha annunciato un nuovo smartwatch in India. Il Realme Watch S Pro è la versione premium del Realme Watch S venduto anche in Italia. Tra i miglioramenti spicca lo schermo AMOLED. Non è noto se e quando arriverà nel nostro paese.

Il Realme Watch S Pro possiede un design simile a quello del Watch S, ma la ghiera è più appariscente. La cassa dello smartwatch è in acciaio inossidabile, mentre il cinturino è in silicone o pelle vegana. Lo schermo AMOLED ha una diagonale di 1,39 pollici e una risoluzione di 454×454 pixel. A titolo di confronto, il Watch S ha una cassa in lega di alluminio e uno schermo LCD da 1,3 pollici (360×360 pixel).

Il processore non è noto, ma potrebbe essere un ARM Cortex-M4. La dotazione hardware comprende inoltre accelerometro, giroscopio, sensore di luminosità, GPS e cardiofrequenzimetro. Quest’ultimo viene sfruttato per monitorare i battiti cardiaci e misurare il livello di ossigeno nel sangue (SpO2).

Realme Watch S Pro

Il Watch S Pro ha ricevuto la certificazione 5ATM, quindi funziona anche in acqua fino ad una profondità di circa 50 metri. Può rilevare 15 attività sportive, numero di passi, distanza, calorie bruciate e qualità del sonno, avvisare l’utente quando è necessario bere e ovviamente ricevere le notifiche dallo smartphone collegato tramite Bluetooth 5.0.

La batteria da 420 mAh offre un’autonomia massima di 14 giorni. Il Watch S Pro sarà disponibile dal 29 dicembre. Il prezzo è 9.999 rupie, pari a circa 111 euro in base al cambio attuale (tasse escluse). Il produttore non ha comunicato se verrà distribuito anche in Europa.

OnePlus

Wearable

OnePlus annuncerà uno smartwatch nel 2021

Luca Colantuoni | 23 Dicembre 2020

OnePlus Smartwatch Wearable

Pete Lau, CEO di OnePlus, ha confermato il lancio di uno smartwatch all’inizio del 2021, probabilmente insieme alla nuova serie di smartphone OnePlus 9.

Pete Lau, CEO di OnePlus, ha confermato che l’azienda cinese entrerà nel mercato degli smartwatch all’inizio del 2021. Il lancio del dispositivo era stato preannunciato la scorsa settimana durante un’intervista rilasciata al sito Input. A metà ottobre era stato mostrato su Twitter un disegno risalente al 2015.

Lo sviluppo di uno smartwatch era stato avviato nel 2015, ma OnePlus ha successivamente deciso di abbandonare il progetto per focalizzare il lavoro sugli smartphone. Il produttore cinese aveva infatti annunciato due modelli: OnePlus 2 e OnePlus X. Inoltre la piattaforma di Google (Android Wear, oggi Wear OS) scelta per il dispositivo non avrebbe potuto competere contro quella di Apple (il divario è netto anche dopo cinque anni).

Il CEO non ha svelato nessun dettaglio, quindi non è possibile confermare se lo smartwatch avrà una forma circolare o rettangolare, come quella di Oppo Watch (Oppo e OnePlus sono entrambe sussidiarie della multinazionale BBK Electronics).

Lau ha dichiarato che Wear OS ha ampi margini di miglioramento, per cui OnePlus fornirà il suo aiuto per lo sviluppo del sistema operativo. Non è chiaro però se Wear OS verrà utilizzato per lo smartwatch. La nuova serie OnePlus 9 dovrebbe essere annunciata nel mese di marzo 2021, quindi il primo orologio digitale del produttore potrebbe essere mostrato in quell’occasione.

Ulteriori informazioni (ufficiali o “leaked”) verranno probabilmente divulgate nel corso delle prossime settimane. L’azienda cinese è già presente nel mercato dei dispositivi indossabili con gli auricolari OnePlus Buds. L’arrivo di uno smartwatch consentirà di creare un ecosistema di prodotti interconnessi.

Fitbit Sense

Wearable

Google-Fitbit, via libera all’acquisizione

Luca Colantuoni | 18 Dicembre 2020

Fitbit Google Wearable

La Commissione Europa ha approvato l’acquisizione di Fitbit da parte di Google, ma l’azienda di Mountain View dovrà rispettare alcuni impegni per dieci anni.

Come previsto a fine settembre, la Commissione Europea ha approvato l’acquisizione di Fitbit da parte di Google. Il via libera è arrivato dopo un’indagine approfondita che ha coinvolto altri produttori di dispositivi indossabili. L’azienda di Mountain View dovrà tuttavia rispettare una serie di impegni per almeno dieci anni.

Prima di approvare l’acquisizione, la Commissione Europea ha raccolto una serie di informazioni dai diretti concorrenti e da varie autorità nel mondo, in particolare quelle che si occupano di privacy. Il via libera è arrivato principalmente perché Fitbit e Google hanno un market share molto ridotto (il settore è dominato da Apple, Garmin e Samsung). Le preoccupazioni dell’Europa riguardavano però tre aspetti: la raccolta dei dati degli utenti a scopo pubblicitario, l’accesso da parte di altri produttori ai dati registrati dai dispositivi Fitbit e l’interoperabilità con gli smartphone Android.

Per quanto riguarda l’uso dei dati a scopo pubblicitario, Google ha garantito che non li utilizzerà per veicolare inserzioni personalizzate, che verranno conservati separatamente da altri dati usti per l’advertising e che gli utenti potranno concedere o negare il permesso di accesso ad altri servizi Google.

Google ha promesso inoltre di mantenere l’accesso ai dati da parte delle app di terze parti (tramite le Web API di Fitbit), senza chiedere il pagamento di denaro e solo con il permesso degli utenti. Infine, Google garantisce il rispetto delle attuali condizioni, ovvero l’accesso non discriminatorio alle funzionalità disponibili su Android, tra cui il collegamento tra smartphone e indossabile tramite Bluetooth e il controllo della fotocamera dello smartphone.

Tutti questi impegni dovranno essere rispettati da Google per dieci anni. Secondo la Commissione Europa, l’acquisizione di Fitbit non pone rischi per la concorrenza.

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