Successivo
twitter x bloccato indonesia

News

Twitter bloccato in Indonesia per via del nuovo nome “X”

Martina Pedretti | 27 Luglio 2023

Twitter X

L’Indonesia ha deciso di bloccare l’accesso a Twitter alla popolazione per via del nuovo fuorviante nome “X”

In Indonesia non si può accedere a Twitter a causa del nuovo nome X

Twitter sta affrontando diverse sfide dopo il suo rebranding come “X“, soprattutto perché quasi 900 aziende hanno già registrato il marchio. Questa situazione potrebbe avere implicazioni legali per il social network di Elon Musk. Ma questo non è l’unico problema che si è presentato. Infatti il dominio X.com è stato bloccato in Indonesia a causa della sua associazione con pornografia e giochi d’azzardo, rendendo l’accesso al sito impossibile per oltre 24 milioni di utenti del paese.

Musk ha acquisito il dominio X.com, originariamente una banca online co-fondata da Musk e successivamente diventata PayPal dopo una fusione, sei anni fa.

Dopo il cambio di nome da Twitter a X, il sito Twitter.com ha iniziato a indirizzare gli utenti a X.com. Tuttavia, le autorità indonesiane hanno deciso di bloccarne l’accesso, considerandolo associato a contenuti come la pornografia e i giochi d’azzardo, non conformi alla legge del paese.

L’Indonesia, essendo il paese con il maggior numero di musulmani al mondo, ha imposto diverse restrizioni riguardanti contenuti considerati immorali o contro la religione islamica. Questo ha portato al blocco di siti come Netflix dal 2016 al 2020 e ora anche a X.com, per via del suo nome fuorviante.

Twitter ha risposto inviando una lettera alle autorità dell’Indonesia per chiarire che il dominio X.com è utilizzato da Twitter e non è associato a siti XXX. L’azienda spera che il blocco venga presto rimosso per consentire l’accesso ai propri servizi nel paese.

Oltre a questo problema, Twitter sta affrontando una riduzione delle entrate pubblicitarie. Per contrastare questa situazione, l’azienda ha offerto uno sconto del 50% sull’advertising video ad alcuni inserzionisti negli USA e nel Regno Unito. Questa mossa potrebbe aiutare a stimolare l’interesse degli inserzionisti e mantenere il flusso di entrate pubblicitarie.