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Twitter in causa per 225 milioni di dollari: i motivi

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Twitter in causa per 225 milioni di dollari: i motivi

Andrea Sanna | 15 Giugno 2023

Twitter

Guai per Elon Musk! Twitter si trova in causa per una cifra pari a 225 milioni di dollari. Scopriamo i motivi

I motivi della causa contro Twitter

Arriva una nuova accusa ai danni di Twitter. La piattaforma social ha ricevuto dalla National Music Publishers’ Association l’accusa di violazione della legge sul copyright. Per chi non lo sapesse l’associazione rappresenta e tutela i produttori e musicisti americani.

Ora ha fatto causa all’azienda di Elon Musk con un motivo ben preciso. Avrebbe infatti alimentato “la propria attività con innumerevoli copie contraffatte di composizioni musicali, violando i diritti esclusivi degli editori e di altri ai sensi della legge sul copyright”.

Stando a quanto precisato i media (video in particolare) utilizzati illegalmente su Twitter sono 1.700. Per ognuna delle violazioni si richiedono 150.000 dollari di risarcimento, anche se l’ammontare totale giunge a 255 milioni di dollari.

C’è da precisare però che le violazioni in questione si sarebbero verificate prima dell’arrivo di Elon Musk su Twitter. Anche se l’attuale proprietà avrebbe dovuto comunque concludere gli accordi e pareggiare i conti con le licenze di alcune case discografiche. Cosa che non è accaduta a causa dell’elevato numero dei costi.

I documenti depositati presso il tribunale di Tennessee fanno sapere come il sarebbe stato citato anche un tweet di Elon Musk che attacca il DMCA, definendolo definendolo eccessivamente zelante e piaga per l’umanità“.

Stando alle accuse però Elon Musk avrebbe sfruttato a suo favore la minaccia di ban di alcuni account per la violazione di copyright, anzi avrebbe consigliato di attivare l’abbonamento a Twitter Blue.

Quindi pare proprio che la NMPA non abbia proprio apprezzato come Twitter non abbia fatto proprio nulla per la rimozione dei contenuti protetti da copyright, ma avrebbe invece dato manforte ai “trasgressori recidivi”.

Sembrerebbe oltretutto che il social di Elon Musk non abbia stipulato accordi con le case discografiche, come fatto invece da Instagram, Facebook, YouTube e TikTok. Ora il CEO Linda Yaccarino dovrà risolvere questa problematica, dato che moltissima della musica presente non avrebbe la licenza sulla piattaforma.