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UE: guardare dei film piratati in streaming non è un reato

Di fronte all’abbondanza di servizi online che consentono di guardare film “piratati” in streaming, tanti utenti cedono alla tentazione e decidono di trascorrere del tempo di fronte allo schermo gustandosi le proprie scene preferite: ma così facendo, gli stessi finiscono per commettere qualche tipo di reato? Secondo la Commissione Europea, la risposta è negativa.

La vicenda è stata portata di fronte all’autorità  europea dai Paesi Bassi: il portale filmspeler.nl – che propone box TV modificati ad hoc per vedere contenuti video in streaming la cui trasmissione non sia stata autorizzata – è stato infatti citato presso la Corte Distrettuale dei Paesi Bassi da parte del gruppo BREIN, nonché da un’autorità  spagnola che ha coinvolto anche la Corte di Giustizia Europea nella vicenda.

Secondo quanto emerso dal dibattimento, la Commissione Europea ha scelto di schierarsi dalla parte di Filmspeler, stabilendo che la vendita di dispositivi con software utile ad usufruire contenuti multimediali piratati non è un reato, anche perché – a detta della Commissione – questi software non sono di difficile reperibilità  per l’utente finale.

L’autorità  comunitaria sottolinea come BREIN e altri gruppi di interesse affini dovrebbero innanzitutto agire chi sviluppa e quindi fornisce gli stessi programmi.

La stessa Commissione Europea, poi, ha anche stabilito che fruire di un film piratato in streaming attraverso uno dei tanti portali che si trovano online non comporta la commissione di alcun reato, in considerazione del fatto che sul proprio computer avviene la riproduzione di un contenuto di cui non si è in possesso, un punto di vista che potrebbe sembrare sorprendente.

Questa presa di posizione dell’autorità  comunitaria, tuttavia, non comporterà  automaticamente l’adozione – in ogni stato membro – di una linea più morbida nei confronti di chi riproduce contenuti piratati in streaming: la raccomandazione della Commissione verrà  rilasciata entro il 2016, lasciando comunque ad ogni nazione la decisione se aderire o meno a questo indirizzo.

La decisione definitiva della Corte di Giustiza Europea sulla vicenda sollevata da BREIN sarà  resa nota verosimilmente entro marzo 2017.

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