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I ponti fra linea di comando e Explorer

Michele Costabile | 3 Marzo 2008

La linea di comando di Windows XP e più ancora di Vista o Windows Server è molto sottovalutata. Microsoft ha […]

cmdqui.pngLa linea di comando di Windows XP e più ancora di Vista o Windows Server è molto sottovalutata.

Microsoft ha aggiunto parecchi comandi e ha esteso la funzione di quelli già  esistenti senza strombazzare particolarmente la novità . Per fare un piccolo esempio, i comandi copy e move possono accettare in input una lista di file se la destinazione è una directory.
Ci sono spesso cose che si fanno meglio dalla riga di comando, per brevità  o per avviare un server di cui ci interessa osservare l’output di tracciamento.


Quando capita di avere bisogno di una finestra grafica di gestione risorse, non occorre partire dal menu di avvio e navigare nella directory in cui stiamo operando da riga di comando, è molto più semplice usare il comando

start .

In effetti, la riga di comando di Windows XP è coerente con l’interfaccia visuale, quindi si possono eseguire file non di comandi, per esempio

index.html

lancia in esecuzione il browser di default sulla pagina index.html nella directory di lavoro.

Si può anche creare facilmente un ponte che funziona a rovescio, partendo dall’interfaccia di Gestione Risorse per aprire una riga di comando nel posto giusto.

Basta creare con un editor di testi una serie di direttive per regedit, come segue

[HKEY_CLASSES_ROOT\Directory\shell\OpenNew] 
@= "prompt" di comandi 
[HKEY_CLASSES_ROOT\Directory\shell\OpenNew\Command] 
Cd " %1 /k @="cmd.exe

Salviamo il file con estensione .reg, per esempio come CmdQui.reg.
Un doppio clic sl file CmdQui.reg aggiunge al menu contestuale di explorer una voce prompt di comandi, che permette di aprire una finestra di comando nella directory visualizzate in explorer.

Per ulteriori chiarimenti, si può consultare il supporto tecnico di Microsoft, all’indirizzo https://support.microsoft.com/kb/320148.

Fra le altre modifiche che di norma applico ai miei sistemi c’è una personalizzazione dell’interfaccia cosmetica, ma utile.

Nel menu preferenze, che si apre con un clic su Proprietà  nel menu associato al pulsante in alto a sinistra, conviene modificare il tipo di carattere, scegliendo Lucida Console, che è molto più leggibile.

Un’altra modifica ergonomicamente utile è impostare il colore verde per il testo, nella scheda colori delle preferenze. Usare un solo colore dà  un testo più leggibile del bianco, che è la composizione di tre colori per pixel.

Infine, una modifica estetica: nella scheda Layout, si può impostare l’altezza della finestra a 40 righe, come è dagli anni ’80 sulle workstation Sun, che dà  per risultato una finestra quasi quadrata, più equilibrata del default, con venticinque righe.

Si può anche aumentare il buffer dello schermo a 300 righe in modo da poter tornare indietro di diverse schermate con la barra di scorrimento. Questo è utile nell’analisi di un log di un server o di un programma che produce parecchio output.

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