Il passaggio dall’analogico al digitale, unitamente all’utilizzo delle reti Ip (Internet Protocol), ha contribuito a rendere più accessibili i sistemi di videosorveglianza, ora decisamente più abbordabili – soprattutto in termini economici – dalle utenze prettamente domestiche. Se in passato per allestire un sistema di videosorveglianza per la propria abitazione ci si doveva necessariamente rivolgere a tecnici specializzati, sia per l’installazione sia per la messa a punto dell’impianto, ora con l’avvento sul mercato delle camere digitali anche il consumatore sostanzialmente privo di qualsiasi nozione tecnica è in grado, addirittura in pochi minuti, di configurare e rendere operativo un sistema minimale di ripresa.

Lo dimostrano le otto videocamere in prova, tutte facili da gestire e in grado di offrire buoni risultati, senza intaccare più di tanto il budget familiare. La necessità di sapere al sicuro i propri cari e i propri beni è fondamentale, soprattutto in un’epoca in cui i mass media riportano con una certa frequenza notizie di aggressioni e di furti tra le pareti domestiche. Le telecamere dal costo contenuto e di facile installazione sono una risposta a questa esigenza, e non servono solo contro i crimini ma anche per sorvegliare bambini piccoli e animali domestici. In sintesi, per sapere che cosa succede in casa mentre siamo assenti, senza vincoli di orario e di luogo da dove ci si collega all’impianto di sorveglianza.

Le telecamere provate sono esteticamente gradevoli e con dimensioni ridotte, ideali quindi per integrarsi senza problemi nell’arredamento. La maggior parte dei prodotti dispone di una base per l’attacco a muro o a soffitto, così da sfruttare al meglio l’ampio angolo di visione e inquadrare possibilmente tutta una stanza o la massima area da sorvegliare.

Casa sicura videosorveglianza
L’obiettivo gioca un ruolo fondamentale nella resa di una videocamera, sia per la qualità delle riprese sia per l’angolo di visione. In questa immagine potete osservare la copertura raggiunta con un’ottica in grado di coprire 180 gradi. Sebbene sia presente un’evidente distorsione ai lati, questa soluzione consente di inquadrare e sorvegliare un’area più ampia.
Casa sicura videosorveglianza
In questa immagine è possibile valutare la differenza d’inquadratura quando si passa a una videocamera in gradi di coprire un angolo di 130 gradi.

In fase di installazione è importante porre attenzione ai controluce e alle zone troppo buie: in altre parole bisogna verificare che nella scena inquadrata i vari elementi siano ben visibili, così da facilitare agli algoritmi di analisi delle riprese l’individuazione degli elementi in movimento e, ove previsto, dei volti delle persone.

Ugualmente importante è assicurarsi che la capacità di ripresa al buio della telecamera sia adeguata all’ampiezza dell’ambiente da sorvegliare. In genere, il funzionamento in assenza di luce è reso possibile da led infrarossi e dall’elevata sensibilità del sensore, ma spesso con i prodotti più economici il raggio d’azione raggiunge a malapena pochi metri. Per essere sicuri delle reali prestazioni dell’impianto è quindi fondamentale fare un collaudo completo del sistema, simulando un’intrusione e verificando che effettivamente scatti l’allarme e, soprattutto, che il video registrato sia veramente utile.

In ogni caso va tenuto presente che le telecamere provate sono prodotti di livello consumer, efficaci ed efficienti ma oggettivamente non affidabili a tutto campo come quelli professionali. Sono indiscutibilmente utili, a patto di non aspettarsi troppo per quanto riguarda la qualità del video registrato, l’affidabilità nel tempo e il comportamento in caso di mancanza di corrente (se l’alimentazione non è a batterie) e di un collegamento a Internet.

Gli otto prodotti presi in esame utilizzano generalmente un servizio cloud (gratis o a pagamento) per la registrazione dei filmati; alcune invece utilizzano un più tradizionale archivio locale su scheda micro Sd. Hanno una risoluzione almeno Hd (720p), la connettività wireless, non sono motorizzate e sono generalmente per uso interno.

Rispettare la privacy

La logica suggerirebbe che in casa propria ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma la legge in molti casi recita diversamente, come dimostrano, per esempio, i fatti di cronaca legati alla difesa abitativa e l’incredibile ambiguità che ne deriva. In termini di videosorveglianza vale il Codice della privacy nei confronti dell’eventuale personale di servizio.

In buona sostanza, non è consentito riprendere colf, badanti o qualsivoglia altra figura di collaboratore domestico senza il preventivo avvertimento della presenza di telecamere e il relativo consenso: pur non trattandosi di rapporti di lavoro non soggetti allo statuto dei lavoratori, vale sempre l’art. 115 del Codice della privacy che garantisce al lavoratore il diritto al riserbo dei propri dati. In tema di videosorveglianza occorre ricordare anche il principio di liceità, che pone vincoli ben precisi alla raccolta e utilizzo di immagini legate alla tutela dei propri interessi: per esempio, è vietato puntare una telecamera su spazi comuni esterni alla propria abitazione quali marciapiedi, parcheggi o aree di pertinenza comune.

Onvif: l’interoperabilità degli apparati

Quando si opera con un unico apparecchio o con più dispositivi della stesso produttore le cose sono semplici, ma tra camere di marchi diversi l’interoperabilità può rappresentare un problema. Proprio per evitare questo inconveniente è stato sviluppato uno standard comune e un programma di certificazione per garantire la comunicazione e l’interazione tra apparati differenti connessi ad un’unica infrastruttura basata su Ip.

L’Onvif (Open Network Video Interface Forum) definisce le regole, quali per esempio il rilevamento dei dispositivi in rete, l’assegnazione degli indirizzi Ip, la configurazione, la visione in tempo reale e la modalità di registrazione dei filmati. Va però notato come in ambito consumer la maggior parte delle camere in commercio non sia conforme a Onvif, proprio perché ciascun produttore cerca di vincolare il più possibile l’utente alla propria linea di prodotti.

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