Soul Calibur V: la recensione

Arriva finalmente il nuovo capitolo della leggendaria serie di picchiaduro all’arma bianca, tra novità  e ritorno al passato. Disponibile per Xbox 360 e PlayStation 3.
Chi ha avuto la fortuna di possedere o giocare con un Dreamcast, l’ultima e sfortunata console di casa SEGA, avrà  senza dubbio provato Soul Calibur, un picchiaduro che era stato sviluppato per soddisfare gli appassionati del genere orfani di Tekken, all’epoca esclusiva per PlayStation 2.
La serie, poi, con il passare degli anni è diventata multipiattaforma e ha seguito un percorso evolutivo segnato da luci e ombre.
Con questo quinto capitolo gli sviluppatori hanno voluto prestare attenzione alle osservazioni della community e hanno apportato dei correttivi al gameplay per meglio soddisfare le aspettative degli appassionati.
Come da tradizione Soul Calibur V presenta una storia di fondo, anche se questa non può essere paragonata per epicità  e grandezza con quanto visto soprattutto nei due capitoli precedenti. La trama ruota attorno a due potenti spade, la demoniaca Soul Edge e la buona Soul Calibur, ma il protagonista principale non è più il biondo Siegfried. Al centro della storia troviamo ora i due figli di Sophitia, Patroklos e Phyrra, le cui vicende si riallacciano a quelle narrate nel quarto capitolo della saga.

Tra le prime e più significative novità  apportate al gameplay vanno segnalate un incremento della velocità  che rende i combattimenti più adrenalinici ed appaganti e un maggior bilanciamento dei personaggi. Non siamo ancora alla perfezione, ma la spiacevole sensazione di utilizzare dei guerrieri sensibilmente più forti di altri è quasi del tutto scomparsa.
Il movimento resta quello canonico con possibilità  di spostarsi nelle otto direzioni del pad, ma con l’aggiunta del cosiddetto Quick Step che consente di evitare in maniera più rapida i fendenti dell’avversario. Sul versante dell’attacco, invece, va sottolineata l’introduzione  di una barra di energia chiamata Critical Gauge che, una volta riempita (colpendo il proprio avversario o parando i suoi colpi) consente di eseguire delle mosse speciali particolarmente potenti chiamate Critical Edge o delle mosse che consumano meno energia (e per questo sono anche meno letali) come le Brave Edge.

Oltra alla Modalità  Principale di cui abbiamo già  detto, il gioco propone il classico Quick Match, l’Arcade e l’opzione allenamento, utile soprattutto ai neofiti per prendere confidenza con il sistema di controllo e con l’esecuzione di mosse sempre più complesse.
È, inoltre, presente un ottimo Editor di personaggi che consente di personalizzare in maniera anche piuttosto invasiva i protagonisti del gioco, apportando tutta una serie di cambiamenti il cui ventaglia è ampliabile nel corso delle partite grazie alla possibilità  di sbloccare tutta una serie di nuovi oggetti. Per gli amanti delle sfide multiplayer ritroviamo le opzioni classiche della serie con l’aggiunta del cosiddetto Global Coliseum dove i giocatori possono organizzarsi in lobby e disputare tornei organizzati secondo un calendario da lor stessi definiti.
La realizzazione tecnica è di ottimo livello con modelli dei personaggi ben curati fino nei particolari e una fluidità  generale che si mantiene sempre elevata. Ottima anche la colonna sonora che fa da sottofondo ai combattimenti e segue la storia narrata dal gioco.

 

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