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Infatti, secondo il General Manager di Internet Explorer Dean Hachamovitch, il futuro del web sarà proprio l’HTML5, la soluzione migliore per visualizzare video ed altri contenuti internet senza l’installazione di plug-in aggiuntivi, come Flash Player, e che quindi va ad incidere sulle prestazioni complessive del browser.
La dichiarazione si conclude comunque con un riconoscimento all’importanza che ha al momento il Flash nel web, ma da quello che ha dichiarato Hachamovitch si deduce che Microsoft la pensa più o meno come Apple, contraria anch’essa sull’uso della tecnologia Flash, in particolare sull’iPhone.
L’integrazione fra diversi sistemi è una problematica vastissima e con molte sfaccettature. Ci sono numerose soluzioni per integrare ambienti differenti, ciascuna con i suoi pro e contro.
In collaborazione con Overnet Education.
Per il settore dell’integrazione Microsoft offre alternative quali Integration Service di SQL Server, Host Integration Server, BizTalk Adapter Pack, BizTalk, tutti molto diverse tra loro sia per architettura che per scopo. Nei corsi di quest’anno ci occuperemo molto di integrazione senza limitarsi solo a BizTalk.
Sul mercato sono presenti molte soluzioni commerciali, soluzioni come TIBCO Mainframe Service Suite o WebSphere e Maximo Enterprise Adapter di IBM, o soluzioni gratuite, come Managed Services Engine (MSE) di Microsoft. A questo punto viene da chiedersi: ma se esistono tutte queste tecnologie per l’integrazione, per quale ragione ci sono tante difficoltà per trovarne una corretta per risolvere il proprio problema? La risposta è semplice: perché la parola integrazione è abusata e spesso si crea tantissima confusione. Molte delle tecnologie nominate non forniscono un vero layer in grado di integrare un software ma si limitano semplicemente e fornire servizi Web (Web Service). Un Web Service è in grado di erogare alcune funzionalità in modalità standard. Lo standard di comunicazione è definito dal W3C (World Wide Web Consortium), un consorzio di aziende del settore informatico che definisce le regole di programmazione per il Web che verranno poi utilizzate a livello globale. I Web Service hanno un’interfaccia in un formato machine-processable (nello specifico Wsdl) e l’interazione con essi avviene attraverso messaggi Soap, tipicamente trasmessi su protocollo Http. Fornire servizi Web significa offrire la possibilità a diverse tecnologie di comunicare tra loro attraverso un protocollo di comunicazione neutrale e aperto. Leggi tutto
IDC ha reso disponibili i dati sulle quote di mercato dei microprocessori relative ai primi 3 mesi del 2010, mostrando come Intel si sia di nuovo avvantaggiata sulla rivale AMD. Leggi tutto
Il servizio chiuderà i battenti il 31 maggio ed Apple ha annunciato che non si accettano più nuovi utenti. Leggi tutto
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Steve Jobs ha pubblicato una lettera che spiega il perchè del rifiuto di Flash sull’iPhone.
La lettera si basa su 5 grandi problemi del famoso player:
Nella lettera appare evidente l’apprezzamento verso HTML 5 e Steve conclude dicendo ad Adobe che il Flash è stato creato nell’era del mouse e che ora l’azienda dovrebbe concentrarsi proprio sullo sviluppo di strumenti HTML 5 per il futuro.
Sul numero di maggio di PC Professionale proponiamo un articolo con i trucchi da power user che vi aiuteranno a spremere al massimo il nuovo sistema operativo di Microsoft migliorandone l’usabilità con un incremento della piacevolezza d’uso.
Ora tocca a voi. Quali sono i trucchi che usate o che consigliereste ai vostri amici per migliorare il vostro rapporto con Windows 7, rendendo il sistema operativo più bello, più veloce o più sicuro. Scrivete una descrizione del vostro trucco indicando a cosa e a chi può servire, rendete il tutto più chiaro con una breve guida passo passo. Se volete potete aggiungere una foto. Attenzione, non copiate i trucchi o i suggerimenti da altre riviste o dai vari siti web. Potete anche ispirarvi a trucchi presenti sulla rete, ma elaborateli e descriveteli con parole vostre, raccontando cosa permettono di fare e in che situazioni possono essere usati per migliorare il vostro rapporto con Windows 7. Dovete far vedere che li avete provati e che li usate.
Al lettore che avrà postato la soluzione che la redazione riterrà più interessante invieremo un barebone Shuttle SG41J1, ideale per realizzare un piccolo ma potente computer. Ai due suggerimenti che voi troverete più interessanti, e ai quali darete più voti, invieremo la suite di sicurezza Norton Internet Security 2010 con un anno di aggiornamenti.
Potete inviare i vostri post sino al 30 maggio.
I post selezionati verranno anche pubblicati sul numero di luglio di PC Professionale. Buon lavoro.
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Caratteristiche tecniche dello Shuttle SG41J1
Chipset: Intel G41 + ICH7 con grafica integrata Intel GMA X4500 con un massimo di 1.759 Mbyte di memoria condivisa e output video Dvi-D
Cpu: socket 775 con potenza massima 95W TDP e in grado di supportare Intel Core 2 Quad/Duo, Pentium e Celeron Dual-Core/4xx; supporta frequenze a 800, 1066 e 1333 MHz
Slot: uno PCI-Express x16 per schede grafiche e uno PCI (32 Bit)
Memoria: supporta due banchi DDR2-667/800 sino a un massimo di 8 Gbyte.
Connettori per drive: tre Serial-ATA a 3 Gb/s e uno IDE ATA 100
Altri connettori: uscita audio 5.1 canali HD audio; otto USB 2.0 (due sul fronte, quattro dietro e due interne); Gigabit LAN
Alimentatore: 250 Watt mini power supply
Uso preferenziale: generico
Lo sviluppatore di Halo stipula un accordo decennale con il publisher di Call of Duty. Leggi tutto
Piccolo (103,8 x 11,7 x 57,7 mm) e leggero (110 grammi), il nuovo smartphone del produttore taiwanese unisce l’interfaccia HTC Sense al sistema operativo Windows Mobile 6.5 Professional. Leggi tutto

Windows 7 è una continuazione del lavoro intrapreso da Microsoft con Windows Vista, ma le differenze sono tali da far finalmente apprezzare la stabilità e la velocità del nuovo sistema operativo.
In collaborazione con Overnet Education.
Testo e video di Leone Randazzo
Tecnicamente le versioni dei sistemi operativi sono identificate da un numero così strutturato:
<MajorVersion>.<MinorVersion>.<BuildNumber>
Nella tabella 1, sono riportati alcuni esempi di versione per i vari sistemi operativi Windows che si sono succeduti a partire dal lontano 1983. Con riferimento ai suddetti numeri di versione, è possibile affermare che Windows 7 è una minor release di Windows Vista. Infatti mentre il numero di versione di Windows Vista è 6.0 – tralasciando il numero <BuildNumber> – quello di Windows 7 è 6.1 (vedi tabella 1).
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Ciò è sintomatico del fatto che Windows 7 è una continuazione del lavoro intrapreso da Microsoft con Windows Vista. In modo particolare la vera rivoluzione in termini di infrastruttura kernel, sicurezza, nuovo formato e nuove tecnologie per la gestione del setup e la distribuzione dei sistemi operativi sono state progettate e implementate in Windows Vista. In Windows 7, queste nuove funzionalità sono state riviste ed ottimizzate, grazie ad processo produttivo del software più rigoroso e controllato (soprattutto verso le aziende produttrici di dispositivi e driver), allo scopo di aumentarne l’affidabilità, la stabilità e la sicurezza dell’intero sistema. Per quanto riguarda invece la compatibilità del software, per la maggior parte del software che funziona correttamente in Windows Vista (tranne eventuali software di più basso livello, come ad esempio Antivirus, Firewall, Imaging, ecc.), essa è garantita anche in Windows 7.
ProveNetbook
La nuova generazione
L’estate si avvicina e per molti arriva il momento di comprare un netbook da usare in vacanza. Ecco dove indirizzare le proprie scelte.
Discuti con l’autore dell’articolo
Camcorder Hd
L’età della maturità
In un periodo di relativa tranquillità dal punto di vista tecnologico, i produttori affinano e migliorano i propri modelli, per renderli non solo più facili da usare e più versatili ma anche economici.
Discuti con l’autore dell’articolo
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Adsl
Banda larga, presente e futuro
L’accesso veloce a Internet è un diritto di cui tutti dovrebbero disporre, ma qual è lo stato delle connessioni in Italia? Scopriamo insieme cosa offre oggi il mercato e le prospettive per i prossimi anni.
Discuti con l’autore dell’articolo
Nvidia Fermi
Nvidia riparte con Fermi
Scopriamo i segreti del nuovo gioiello tecnologico di Nvidia, che debutta dopo sei lunghi mesi di attesa e tanti intoppi.
Discuti con l’autore dell’articolo
Apple Mac OS X
Non solo su Macintosh
Installare il sistema operativo della mela morsicata su un normale Pc è possibile e, oggi, alla portata anche degli utenti meno “smanettoni”. Quali sono i pro e i contro da valutare prima dell’installazione.
Discuti con l’autore dell’articolo
Sistemi operativi
I trucchi per domare Windows 7
Windows 7 è migliore di Vista, ma nell’uso rivela ancora tanti aspetti perfezionabili e qualcuno proprio fastidioso. Ecco i consigli per lavorare meglio e più piacevolmente.
Discuti con l’autore dell’articolo
Internet
In Rete, in incognito
È facile sentirsi al sicuro su Internet, ma la sensazione di anonimato spesso è solo apparente. Ecco come fare per usare Internet e il Web senza compromettere la propria privacy.
Discuti con l’autore dell’articolo
Discuti in questa pagina dei First Looks e delle Rubriche
Componenti e sistemi
- Intel Gulftown, il re delle Cpu di classe desktop
- Cinque ottime soluzioni per raffreddare la Cpu
Mobility
- Asus N61Jq, il primo notebook con Usb 3.0
- Qualità tedesca rinnovata, Becker Traffic Assist Z205
Networking
- I nuovi Qnap TS-x59 Pro, Nas al massimo con Atom dual-core
- Wi-Fi generazione N: la gamma TP-Link
Periferiche
- Samsung CLX-6250FX, produttività è la parola d’ordine
- Una laser monocromatica per le ore di punta in ufficio
- Officejet 4500 Wireless, Mfp inkjet economica per l’ufficio
- Tavolette grafiche: professionali ed efficienti
- Sanho Hyperdrive, un’infinità di foto, senza problemi di memoria
- Nexto Storage Pro NVS2500 archivio portatile per professionisti video
- LaCie Rugged eSata 500 veloce e a prova di urti
- Western Digital My Book 3.0 storage esterno senza limiti prestazionali
Software
- Corel CorelDRAW X5, una suite completa per la grafica al Pc
- I vostri dati al sicuro con Ghost e Perfect Image
- Calibre 0.6.43: quando la biblioteca è digitale
- Montaggio video facile e veloce con MAGIX Video Easy
Inchiesta
- Equo compenso: reazione dei produttori
Internet
- Google: la tecnologia a servizio della privacy
Sviluppo
- Il piacere di stare in coda
- Creiamo un mini-sito con ActionScript 3
- Sviluppare software per la realtà
- ASP. Net MVC 2:la validazione dei dati
Linux
- Silverlight e Moonlight, Web multimediale e Open Source
Giochi
- La strategia in battaglia secondo Napoleone

In un periodo di relativa tranquillità dal punto di vista tecnologico, i produttori di videocamere Hd consumer affinano e migliorano i propri modelli, per renderli non solo più facili da usare e più versatili ma finalmente anche economici.
Digerita l’alta definizione, il mercato delle videocamere consumer sembra attraversare un lungo periodo di riposo, addirittura di stasi.
In effetti i produttori sembrano a corto di novità importanti (la prossima potrebbe essere il 3D, ma è presto per parlarne) e quindi si affannano a dotare le proprie telecamere di funzioni mutuate dal mondo professionale e di gadget più o meno utili. Ecco quindi modelli dotati del pre-rec, che riconoscono i volti delle persone inquadrate, dotati di un ricevitore Gps, che registrano clip di lunghezza prefissata, che fanno l’upload diretto su YouTube e che possiedono software di gestione multimediale che si attiva non appena il camcorder è collegato al Pc.
Le nuovi funzioni che semplificano la vita
Il pre-rec è una funzione da tempo disponibile nelle telecamere professionali, molto utile per registrare eventi improvvisi, che colgono l’operatore di sorpresa. Banalmente, questa funzione tiene sempre attiva la registrazione, memorizzando a ciclo continuo gli ultimi secondi (in genere tre o cinque) e agganciandoli all’inizio della registrazione partita con la pressione del pulsante Rec. Il sistema funziona grazie alle memorie a stato solido, che non si rovinano anche se sono sottoposte a continui cicli di scrittura e che garantiscono tempi di accesso estremamente rapidi, tali da non rallentare la cattura in tempo reale. Il riconoscimento dei volti è utile per regolare fuoco ed esposizione sul soggetto nell’inquadratura, anche quando questo si muove attraverso la scena.
Di più, il sistema può scattare una foto quando riconosce un sorriso e può memorizzare i nomi delle persone inquadrate, in modo da indicizzare i clip in memoria per facilitare una loro consultazione. La ricezione dei segnali Gps consente di allegare ai clip (sia video sia foto) le coordinate geografiche, utili per rintracciare le località in fase di montaggio e per inserire i documenti multimediali su Google Maps e Google Earth senza doverli posizionare a mano. Le registrazioni di durata predeterminata (in genere di 4 secondi) sono pensate per il principiante, che di solito fa riprese troppo lunghe, inguardabili anche dai parenti e amici più affezionati. Oggi è socialmente quasi obbligatorio caricare i propri video su YouTube, quindi ecco che i camcorder più aggiornati semplificano la vita all’utente, compiendo in automatico le operazioni per aprire la pagina Web per l’upload diretto su YouTube. L’utente deve solo immettere i dati personali e al resto ci pensa il camcorder, comprimendo e adattando il video in modo che sia conforme alle specifiche di YouTube. Infine, sfruttando parte della memoria integrata nelle telecamere è possibile fare in modo che un software si apra non appena il camcorder viene collegato al computer via Usb, in modo da offrire gli strumenti di base per il montaggio video e per l’organizzazione dei clip multimediali. (…)
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 230, in edicola dal 28 aprile)

L’estate si avvicina e per molti arriva il momento di comprare un netbook da usare in vacanza. Ecco i nostri consigli su dove indirizzare le proprie scelte, restando alla larga dai fondi di magazzino.
L’annuncio della seconda generazione della piattaforma Intel per i netbook, datato 21 dicembre 2009, ha portato una ventata di aria fresca in un settore in rapida espansione. Le innovazioni nell’hardware dei netbook sono rimaste ferme per quasi due anni, almeno per quanto riguarda Intel; l’annuncio della prima versione di Atom risale infatti a inizio 2008. Un arco di tempo molto ampio per un settore come quello mobile, e in questi due anni si sono potuti sperimentare a fondo i pregi e soprattutto i difetti di Atom. Tra i primi ci sono sicuramente il basso costo, le piccole dimensioni e i consumi ridotti, mentre il problema principale è la scarsa efficienza con conseguenti basse prestazioni in tutti i campi di utilizzo. In presenza di tante applicazioni aperte, di pagine Web complesse e ricche di contenuti in Flash, con i filmati in alta risoluzione, la Cpu N270 fa molta fatica e la sua lentezza è palese.
L’avvento della nuova piattaforma, nome in codice Pine Trail, in realtà non ha portato grandi benefici da questo punto di vista. Chi si aspettava un nuovo livello di prestazioni è rimasto deluso. La differenza tra il nuovo Atom N450 e l’N270 è avvertibile più che altro a livello strumentale, molto meno a livello pratico. I vari benchmark indicano che il nuovo modello è sempre più veloce, ma in misura marginale. Anche il sottosistema grafico GMA 3150 offre qualche punto percentuale in più rispetto al GMA 950, ma resta il fatto che entrambe sono soluzioni DirectX 9 ed entrambe inadatte a gestire flussi video in formato Full Hd e tantomeno la grafica 3D. Per avere un’idea della differenza di prestazioni tra le due versioni di Atom abbiamo messo a confronto due netbook dello stesso produttore ma di diversa generazione, dotati di componenti hardware molto simili, disco fisso innanzitutto. Come si nota dalla tabella pubblicata nella prossima pagina il miglioramento c’è, anche se leggero. In ogni caso i punteggi dei benchmark continuano a rimanere assolutamente non paragonabili a qualsiasi vero computer portatile, anche del più economico oppure risalente a qualche anno fa.
Un grande vantaggio c’è invece sui consumi e di conseguenza sulla durata delle batterie, che può raggiungere risultati ben superiori rispetto al passato. Otto ore di autonomia continua non sono più un miraggio, ma una realtà. Stiamo parlando di un utilizzo sul campo, con applicazioni reali (produttività da ufficio, navigazione sul Web, attività multimediali) e non con i benchmark. Tale risultato è stato raggiunto integrando il sottosistema grafico e il controller della memoria direttamente nella Cpu ed eliminando quindi uno dei due componenti del chipset.
Oltre che sul fronte dei consumi, tale scelta va a vantaggio degli ingombri, dei costi e della semplicità di costruzione. In questo modo, ad esempio, è possibile realizzare schede madri a quattro anziché sei strati. L’Atom N450 ha un Tdp (Thermal Design Power) di 5,5 W, contro gli 11 W circa della soluzione N270 più chipset 945GSE. L’accoppiata Cpu+Gpu misura appena 22×22 millimetri, il 60% in meno rispetto al passato. (…)
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 230, in edicola dal 28 aprile)

Scopriamo i segreti del nuovo gioiello tecnologico di Nvidia, che debutta dopo sei lunghi mesi di attesa e tanti intoppi.
L’attesa è stata lunga, molto lunga, ma finalmente il progetto Nvidia Fermi si è trasformato in un oggetto concreto che può essere acquistato e installato in un Pc, anche se con qualche “se” e qualche “ma”. Ci sono voluti circa sei mesi in più del previsto, ovvero un tempo pari a un intero ciclo di vita di una scheda grafica secondo le attuali tempistiche di sviluppo e aggiornamento del settore consumer, e tre revisioni del silicio prima che Nvidia riuscisse a ottenere un componente che potesse essere commercializzato. Questo ritardo ha lasciato campo libero ad AMD che dallo scorso autunno ha potuto dettare legge nel settore delle schede grafiche consumer. La libertà di cui ha goduto AMD è stata così ampia che i prodotti Radeon HD della serie 5000 sono addirittura saliti di prezzo vista la mancanza di concorrenza da parte di Nvidia.
I nuovi GeForce saranno in grado di far recuperare il terreno perso a Nvidia? In questo articolo approfondiamo le novità architetturali della Gpu GF100 e ne analizziamo prestazioni e caratteristiche costruttive. Nvidia ha investito moltissimo sul progetto Fermi cercando di dare vita a un’architettura monolitica flessibile dal punto di vista della programmabilità e capace di soddisfare le esigenze di calcolo sia nel settore consumer sia in quello professionale. Per ora saranno solo due le soluzioni GeForce basate su questo processore grafico: il modello GTX480 top di gamma e quello GTX470 destinato al segmento di fascia medio-alta del mercato. Viste le difficoltà incontrate da Nvidia non sono previste soluzioni di fascia bassa basate su questa microarchitettura, mentre è prevedibile, entro un mese, l’arrivo del GeForce GTX 460.
L’architettura Fermi
Passiamo quindi ad analizzare le caratteristiche tecniche e le novità introdotte da Nvidia con questa nuova architettura. Cominciamo snocciolando qualche numero che dà l’idea di quanto sia mastodontico il chip GF100 rispetto a quanto visto sino a oggi nel mercato dei processori grafici e anche in quello dei processori di sistema. Il computo dei transistor presenti nel GF100 fa segnare circa 3 miliardi: un miliardo in più di quelli presenti nel processore grafico Cypress prodotto dalla rivale AMD e circa il triplo di quelli presenti nella più recente Cpu Core i7 980X a sei core prodotta da Intel.
La superficie di silicio necessaria per produrre un GF100 è molto estesa e questo è uno dei fattori alla base dei problemi produttivi di Nvidia. Il processo a 40 nanometri utilizzato da Tsmc non è ancora sufficientemente raffinato da garantire una qualità ottimale nella costruzione dei transistor; questo, combinato con l’elevato numero di transistor presenti in un GF100, determina un elevato tasso di probabilità che ogni chip contenga dei difetti di produzione che precludono la possibilità di operare alla frequenza prevista o con il corretto numero di unità operative perfettamente funzionanti. (…)
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 230, in edicola dal 28 aprile)

Installare il sistema operativo della mela morsicata su un normale Pc è possibile e, oggi, alla portata anche degli utenti meno “smanettoni”.
Sono passati cinque anni da quando Steve Jobs fece uno dei più importanti annunci commerciali dell’ultimo decennio informatico. Nel 2005 venne infatti svelato che, a partire dal successivo mese di gennaio, tutti i sistemi Apple avrebbero rimpiazzato i processori IBM PowerPC (cuore pulsante dei Macintosh fin dal 1994) con Cpu Intel Core. Il cambio di architettura ha rappresentato uno scossone notevole all’interno del duopolio commerciale Apple-Microsoft, storicamente separate da quasi vent’anni e incompatibili sia in termini di filosofia sia, più banalmente, come hardware e software.
Nel corso della conferenza Steve Jobs ha ricordato le due transizioni più importanti dell’azienda nel corso degli anni: quella del 1994-1996 con il passaggio hardware dai processori Motorola a quelli IBM PowerPc e quella software del 2001-2003 che ha visto Apple OS 9 “Classic” lasciare il posto alla nuova generazione OS X. La terza (e ultima per il momento) è proprio quella annunciata con l’arrivo dei processori Intel. Fino a quel momento tutti i computer Apple utilizzavano processori con un’architettura completamente diversa da quella X86 presente sui Pc, rendendo i due “mondi” separati nella maniera più netta possibile. Il software scritto per un’architettura non avrebbe mai potuto funzionare sull’altra e viceversa; la divisione tra sistemi Apple e i Pc era completa, come oggi lo sono per esempio una Playstation 3 e una console Nintendo Wii; i giochi di una non funzionano sull’altra.
Il motivo del passaggio è presto detto, da qualche anno Intel con la propria piattaforma Centrino aveva quasi monopolizzato l’intero mercato notebook, offrendo processori dalle ottime prestazioni e una serie di componenti collaterali (scheda di rete, chipset e quant’altro) di primissimo livello. Apple, pur producendo notebook di ottima fattura (l’ultima generazione di PowerBook è ancora ricordata con nostalgia dagli appassionati) non poteva offrire prestazioni e autonomia altrettanto elevate. La colpa non era certo della casa di Cupertino, il limite era intrinseco nei processori PowerPC e alquanto evidente: le Cpu G4 utilizzate su notebook offrivano prestazioni quasi equivalenti a Cpu Intel single core di pari frequenza; il problema è che i modelli migliori raggiungevano al massimo 1,5 o 1,66 GHz. Il contemporaneo arrivo sul mercato dei processori Intel Core 2 ha posto Apple davanti a un bivio: continuare con PowerPC rischiando di perdere un mercato in crescita vertiginosa o passare a un’architettura completamente nuova?
Il dubbio, se possiamo chiamarlo tale, è rimasto sul tavolo del consiglio di amministrazione per poco tempo e, durante il discorso di apertura della Worldwide Developer Conference 2005, Steve Jobs ha annunciato l’accordo. Il passaggio da un’architettura ad un’altra, soprattutto passando dalle filosofie contrapposte Risc (Reduced Istruction Set Computer) e Cisc (Complex Istruction Set Computer) è però un procedimento solitamente molto delicato per un’azienda, che richiede anni di sviluppo per portare tutti i programmi esistenti anche sulle nuove macchine. La ferma convinzione Apple di passare a Cpu Intel fu chiara quando Steve Jobs dichiarò che il sistema operativo OS X, nei laboratori Apple, girava da anni anche su macchine Intel, e che il rilascio commerciale di sistemi con Cpu Core 2 sarebbe avvenuto nell’arco di pochi mesi. (…)
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 230, in edicola dal 28 aprile)

Windows 7 è senza dubbio migliore di Vista, ma nell’uso rivela ancora tanti aspetti perfezionabili e qualcuno proprio fastidioso. Ecco alcuni consigli per lavorare meglio e più piacevolmente con il nuovo nato di Microsoft.
Microsoft può tirare un sospiro di sollievo. Dal punto di vista commerciale Windows 7 si sta comportando molto bene, probabilmente meglio delle aspettative. A fine marzo, trascorsi cinque mesi dal lancio, il nuovo sistema operativo ha superato il 10% di market share. Nello stesso periodo Vista, che al momento ha una quota di mercato del 16%, era riuscito a conquistare soltanto poco più del 4%.
Ancor più importante, Windows 7 si è rivelato davvero quel “Vista migliore di Vista” promesso da Steve Ballmer, Ceo di Microsoft. Ha ereditato gli aspetti positivi del suo vituperato predecessore, ne ha perfezionato molti altri apprezzabili in teoria ma implementati in modo scadente, è diventato più leggero e ha anche introdotto varie novità che, superato l’inevitabile periodo di assuefazione, sembrano apprezzate dalla maggior parte degli utenti. Certo, rispetto a Vista è partito con un vantaggio non da poco: la compatibilità quasi totale con driver e programmi preesistenti. Ma il merito non deriva solo dalle modifiche minime apportate al modello dei driver e kernel al sistema operativo: questa volta Microsoft ha lavorato bene con i produttori di hardware per evitare la débacle di Vista. Naturalmente gli spazi di miglioramento sono ancora ampi, e continuiamo a non capire perché Microsoft si ostini ad apportare cambiamenti che sembrano essere un passo indietro invece di un progresso. Un paio di mesi fa, nell’editoriale di apertura della sezione dei First Look, software citavamo la barra di stato delle finestre di Esplora Risorse che non mostra più la dimensione complessiva dei file presenti nella cartella corrente. Ecco un altro esempio: Windows 7 non permette di verificare con un colpo d’occhio l’attività di rete. L’icona delle connessioni di rete infatti non segnala più, nemmeno opzionalmente (come in Vista), la presenza di traffico. Sarà anche una piccola cosa, ma tanti utenti rimpiangono questo aspetto di XP.
Per fortuna nessuno vi obbliga a usare Windows così com’è. In questo articolo troverete tanti trucchi che vi permetteranno, a volte con l’aiuto di utility gratuite, di superare alcuni aspetti ancora poco rifiniti di Windows 7 e di adattarlo al vostro modo di lavorare.
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 230, in edicola dal 28 aprile)

È facile sentirsi al sicuro su Internet, ma la sensazione di anonimato spesso è solo apparente. Ecco come fare per usare Internet e il Web senza compromettere la propria privacy.
Di Filippo Moriggia
Internet, rispetto ad altre forme di comunicazione, dà un’evidente illusione di anonimato. Basta usare un nome e una casella e-mail fasulla ad ogni richiesta di registrazione, evitare di pubblicare informazioni o riferimenti personali e ricordarsi di cancellare la cronologia del browser e il gioco è fatto. O almeno così pensano molti utenti. La realtà dei fatti purtroppo è molto diversa. Non importa per cosa si usi Internet – accedere a un sito Web, inviare un messaggio e-mail, lasciare un messaggio su un forum di discussione, scaricare un file con Emule o BitTorrent o collegarsi a un servizio di chat.
In tutte queste situazioni si lasciano moltissime tracce che non possono essere ripulite semplicemente premendo un pulsante del browser. Esistono decine di applicazioni e servizi Web che possono essere utilizzati per navigare o semplicemente usare Internet in modo anonimo. In questo articolo vi presenteremo le principali tecniche utilizzate e analizzeremo nello specifico le applicazioni e i servizi gratuiti a nostro parere più utili e interessanti. Per scegliere l’applicazione più adatta alle vostre esigenze dovete ragionare su quali sono i vostri obiettivi. Se, ad esempio, volete navigare dal computer del lavoro senza che il vostro capo oppure i responsabili del sistema informativo possano venire a conoscenza dei siti che avete visitato, dovrete adottare un servizio che vi permetta di nascondere gli indirizzi dei siti a cui accedete, mantenendo una buona velocità di navigazione, senza installare nulla di aggiuntivo sul computer aziendale. Se invece volete iscrivervi ad una newsletter, magari per esprimere un parere politico, senza che sia possibile risalire alla vostra identità, dovrete sfruttare un software o un servizio che sia in grado di gestire anche l’invio e la ricezione di e-mail, mantenendo l’anonimato.
I software e i servizi che abbiamo preso in considerazione, come accennato, sono tutti gratuiti: non dovendo mettere mano alla carta di credito avete qualche garanzia in più sull’anonimato, inoltre anche se l’offerta di prodotti a pagamento è discreta, spesso è difficile capire di quali gestori ci si può veramente fidare. Come vedrete ci sono alcune soluzioni software open source particolarmente interessanti, che proprio poiché basate su standard aperti danno maggiori garanzie. Abbiamo provato anche alcuni servizi e prodotti disponibili sia in versione gratuita sia a pagamento. In questi casi per non spendere bisogna sottostare ad alcuni limiti, che però spesso non sono particolarmente stringenti, per lo meno per un uso non continuativo.
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 230, in edicola dal 28 aprile)

L’accesso veloce a Internet è un diritto di cui tutti dovrebbero disporre, ma qual è lo stato delle connessioni in Italia? Scopriamo insieme cosa offre oggi il mercato e le prospettive per i prossimi anni.
Secondo una ricerca dell’Osservatorio Banda Larga – Between, nel corso del 2009 il mercato italiano del broadband è cresciuto di un milione di accessi circa, raggiungendo i 12,4 milioni di linee. Si tratta di un buon tasso di crescita, all’interno del quale spicca un dato su tutti: quasi un terzo degli accessi è di tipo mobile, in particolare grazie all’esplosione delle Internet Key sul mercato consumer. In termini di diffusione, a metà 2009 la banda larga ha raggiunto il 43% delle famiglie e l’82% delle imprese con almeno tre addetti. Sono cifre nel complesso più che soddisfacenti e che indicano come la domanda di connettività in Italia sia più che robusta. Il nostro Paese, tra l’altro, è il più attivo in Europa sul fronte delle connessioni mobili, in parte grazie allo storico radicamento delle telefonia cellulare.
Le perplessità nascono semmai osservando l’offerta di banda larga: oltre al problema sempre presente del digital divide, l’Italia deve fare i conti con una rete congestionata, ancora dominata dal doppino in rame dell’ex-monopolista e che difficilmente potrà reggere il passo non solo delle richieste di attivazione, ma anche dei nuovi modelli di fruizione di Internet che richiedono velocità sempre più elevate.
In questo articolo cerchiamo di fare il punto sulla situazione della banda larga in Italia, analizzando in primo luogo le caratteristiche della rete oggi attiva e i recenti provvedimenti introdotti sui piani sia tecnico sia legislativo per garantire all’utente una migliore qualità delle connessioni e trasparenza nelle offerte. Dettagliamo poi le principali offerte consumer dei cinque maggiori operatori italiani, illustrando non solo i pacchetti di sola connettività dati ma anche quelli comprensivi di telefono ed, eventualmente, servizi di Iptv.
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 230, in edicola dal 28 aprile)
È la stessa Hewlett Packard ad annunciarlo in un comunicato stampa diffuso questa notte insieme a Palm. Leggi tutto
Sarà oggi disponibile la nuova versione LTS (Long Term Support) di Ubuntu, la 10.04, che punta al mercato enterprise, offrendo supporto per tre anni per i sistemi desktop per cinque per i server.
Le altre novità principali sono una velocità di avvio notevolmente aumentata rispetto alle versioni precedenti, un menu “social” creato apposta per velocizzare l’accesso ai social network e ai servizi di Instant Messaging più popolari e l’integrazione ancora più stretta con il servizio di condivisione online di file e altri dati tramite Ubuntu One.
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