L’addio di Jerry Jang a Yahoo!

18 Gennaio 2012 di vale641  

Il cofondatore del celebre servizio on line ha annunciato ieri la sua decisione di lasciare ogni incarico all’interno del Consiglio d’amministrazione del gruppo. Finisce qui l’avventura di Jerry Yang iniziata 17 anni orsono con David Filo per creare quello che sarebbe diventato uno die primi servizi di ricerca su Internet e in seguito una media company di portata mondiale. Il ruolo di Jerry Yang era stato via via ridimensionato nel corso degli anni: Ceo del gruppo dal 2007 al 2009, aveva vissuto il momento più delicato della storia di Yahoo!, quello dell’accordo con Microsoft, siglato nel 2009, dopo 18 mesi di estenuanti trattative e polemiche, tra quanti non volevano svendere al big di Redmond la tecnologia di Yahoo! e i fautori di un matrimonio che avrebbe portato liquidità delle tasche di Yang e soci. I fatti poi hanno dimostrato quanti pochi risultati quell’intesa abbia prodotto. Ad ogni modo il co-fondatore oggi abbandona la sua creatura per non meglio identificati altri interessi e Yahoo! volta un’altra volta pagina.

La morsa del copyright sui motori di ricerca

24 Marzo 2011 di vale641  

La nona sezione del Tribunale di Roma impone a Yahoo! di togliere i link ai siti pirata dai risultati di ricerca, è la prima sentenza al mondo a stabilire un principio del genere. Read more

La roadmap dei nuovi servizi Yahoo!

17 Settembre 2010 di vale641  

logo yahooYahoo! rilancia e forte della storica community di utilizzatori, una delle più estese, con 600 milioni di iscritti, ha annunciato ieri una serie di novità che saranno rilasciate nel corso dell’autunno. Read more

Servizi web integrati per Yahoo! e Nokia

24 Maggio 2010 di vale641  

logo yahooUn’alleanza strategica mondiale per ottimizzare servizi di e-mail, instant messaging, mappe e navigazione su PC e dispositivi mobili. Read more

Su Yahoo! è tutto un cinguettio…

24 Febbraio 2010 di vale641  

yahoo_twitter“A little bird told me: @yahoo is the place to tweet and be tweeted”. Annuncia così Yahoo! la partnership siglata in queste ore con Twitter, il social network in tempo reale che d’ora in poi sarà integrato completamente nei principali servizi web offerti da Yahoo! ai circa 600 milioni di persone che frequentano il suo network. Read more

Bing: dopo sei mesi via i dati degli utenti

19 Gennaio 2010 di vale641  

bingLogo_lgMicrosoft annuncia un passo in più nella tutela della privacy degli utenti. Bing, il motore di ricerca, cancellerà gli indirizzi Ip degli utenti associati alle ricerche, dopo sei mesi, e non come avviene ora, dopo 18 mesi. Read more

Yahoo! e Facebook uniscono le reti sociali

3 Dicembre 2009 di vale641  

logo yahooDalla metà del 2010 grazie all’integrazione di Facebook Connect in Yahoo! gli utenti di quest’ultima potranno vedere i vari update di status e le attività dei loro amici su Facebook, dall’interno dei siti del network Yahoo! (Yahoo! Mail, Answers, Finance, Sports, News, Flickr). Ugualmente i membri di Facebook potranno condividere parte dei contenuti di Yahoo!, come ad esempio i commenti alle foto postate su Flickr, le notizie, ecc . Read more

Yahoo!: utili triplicati nel terzo trimestre, ma in calo il fatturato

21 Ottobre 2009 di vale641  

Yahoo! ha comunicato i risultati relativi al terzo trimestre 2009, conclusosi al 30 settembre e la cura impartita all’azienda dal Ceo Carol Bartz (riduzioni di personale e spese) comincia a dare i suoi frutti.
Non sul fatturato, che cala del 12% rispetto allo stesso periodo del 2008 (1,575 milioni di dollari) ma sull’utile per azione che sale a 0,13 dollari rispetto allo 0,4 dollari del terzo quarter 2008.
Bartz ha parlato di una stabilizzazione del gruppo e di una rivitalizzazione del marchio Yahoo! grazie al lancio della nuova home page e all’espansione nel middle east con l’acquisizione di Maktoob.com (la comunità web più ampia in lingua araba).
Resta critica invece la raccolta pubblicitaria: il fatturato derivante dai siti del network posseduti è stato pari a 851 milioni di dollari nel terzo trimestre 2009, -15% rispetto al terzo trimestre 2008 (1 milione di dollari). Il calo è stato motivato principalmente da un declino del 19% nel search advertising e dell’8% nel display advertising.

Il Ceo di Yahoo! scrive ai fan della community

30 Luglio 2009 di vale641  

L’importanza dell’accordo raggiunto e gli effetti dell’integrazione con il search di Microsoft non lasceranno di certo indifferenti gli oltre 500 milioni di visitatori unici che nel mondo si collegano al network di siti Yahoo!.
Una rete di servizi cresciuta negli anni, 15 per la precisione, dalla nascita del sito, e che comprende property di grande successo come Yahoo! Finance, Yahoo! Mail e Flyckr.
Servizi che, come è stato spiegato ieri nel comunicato diramato alla stampa, non saranno toccati e modificati a seguito dell’accordo con Microsoft, che, lo ripetiamo, concerne solo la parte di ricerca e la vendita degli ads pubblicitari. ceo insieme.png

Ma certo sono oggi in molti a interrogarsi su quale destino farà la tecnologia di ricerca di Yahoo!. Per chi si ricorda gli esordi nel 1994 e l’approccio alla ricerca basato sulle “directories” (categorie di ricerca che nei primi anni di vita del motore, venivano realizzate a mano da una redazione fatta di persone), la prima impressione potrebbe essere quella di una perdita di identità e di un patrimonio tecnologico acquisito negli anni. Forse anche per questo motivo Carol Bartz, artefice dell’accordo insieme al Ceo di Microsoft, Steve Ballmer, ha sentito l’esigenza di scrivere agli utenti della community per mantenerne la fiducia. Sul blog aziendale Yodel Anecdotal la Bartz insiste sul valore che l’integrazione con Bing porterà all’esperienza della ricerca per gli utenti: “l’accordo farà la differenza tra una buona esperienza di ricerca, quale quella fornita con il search engine di Yahoo!, e una stupefacente”. Yahoo! continuerà a dedicare risorse e a investire nel suo Yahoo! Search, ma Microsoft, ha una grande tecnologia e un “portafoglio profondo” dice testualmente la Bartz, e insieme a loro potremo dare agli utenti risultati di ricerca più pertinenti, ancora più personalizzabili e un’esperienza di ricerca più veloce e scalabile. sito accordo m yahoo.png
Conferendo a Microsoft la gestione della parte di ricerca, Yahoo! potrà inoltre concentrarsi meglio sugli altri servizi storici della community, Yahoo! Mail, Yahoo! Finance, ma anche sulle property relative all’intrattenimento, alle news e allo sport e i servizi dedicati al mobile.
Su questi la concorrenza con Microsoft resta e sono loro che hanno fatto del marchio Yahoo!, la più grande media company on line al mondo, grazie anche alla fiducia conferita ad essi dagli utenti. Ma siccome la competizione si gioca sull’innovazione, con un solo player che domina circa il 70% del mercato del search, la concorrenza era un po’ sbilanciata, conclude la Bartz.
Così dopo oltre 18 mesi di trattative, un’offerta di 47,5 miliardi di dollari rifiutata (tanto aveva offerto Microsoft agli inizi), un cambio di vertici completo per Yahoo! (l’ultimo a lasciare nel novembre 2008 è stato il Ceo e fondatore Jerry Yang), Yahoo! inizia una nuova pagina della sua storia, certamente perdendo un pezzo importante, come la sua leadership autonoma nella ricerca su Internet.
Per l’occasione è stato creato anche un minisito http://www.choicevalueinnovation.com/the… dove gli utenti possono lasciare le loro domande e leggere i dettagli dell’accordo.

Microsoft-Yahoo! accordo vicino sul search advertising

29 Luglio 2009 di vale641  

Sembrerebbe ormai imminente la chiusura dell’accordo tra Microsoft e Yahoo! per quanto riguarda le tecnologie di ricerca e la vendita dell’ advertising.
Con tutte le prudenze del caso, (le trattative più volte interrotte, durano ormai da 18 mesi) secondo fonti autorevoli come il Wall Street Journal, domani dovrebbe essere siglato l’accordo.
In base a quanto riportato da alcuni blog tecnologici Bing dovrebbe diventare la tecnologia di ricerca di default anche sul network Yahoo!, mentre quest’ultima manterrebbe la proprietà sulle vendite degli ads legati alle ricerche e sui dati delle ricerche degli utenti, preziosi per profilare gli annunci pubblicitari.
Yahoo! quindi rinuncerebbe alla leadership autonoma sulla ricerca (dove ha un market share superiore a quello finora ottenuto da Microsoft con Live Search) e si concentrerebbe sugli aspetti di marketing legati alla vendita degli ads, mentre a Microsoft spetterebbe un ruolo di fornitore della piattaforma tecnologica sia per la ricerca sia per la vendita degli ads (Microsoft AdCenter).
Dall’accordo dovrebbe nascere un player nel campo della ricerca in grado di fare finalmente concorrenza a Google (secondo ComScore le due aziende insieme cuberebbero un 30% del market share delle query, che è comunque sempre meno della metà di quanto detiene Google, cioè il 65%).
Quest’ultima aveva tentato anche lei la strada di un accordo con Yahoo! sul search advertising, ma era stata fermata dai vari organismi di controllo americani e non in ultimo anche da Microsoft.
Domani vedremo se finalmente sarà la volta buona.

Quei motori di ricerca che vivono alle spalle degli editori

8 Aprile 2009 di vale641  

Fa discutere in questi giorni la polemica innestata dalle dichiarazioni dell’Associated Press (AP), la prestigiosa agenzia di stampa internazionale che si è detta stufa di vedere le proprie notizie circolare liberamente in rete ed essere letteralmente “espropriate” dai motori di ricerca, minacciando azioni legali contro quanti d’ora in poi utilizzeranno illegalmente il suo patrimonio informativo.

Naturalmente il principale destinatario delle accuse è Google e il suo servizio di aggregazione Google News che riprende le notizie più importanti pubblicate dai principali quotidiani e siti web internazionali, riproponendo in poche righe la sintesi dei vari articoli. Ma anche Yahoo! dispone di un servizio analogo e oggi quasi il 20% del traffico sui siti di news e media arriva da Google Search e Google News e un altrettanto 13% da Yahoo! (fonte Hitwise).
Segno che gli utenti apprezzano la praticità di questi aggregatori di notizie e li preferiscono a volte alle fonti originali. E proprio questa è la preoccupazione principale degli editori che temono di perdere page view sui loro siti (e quindi potenziali investitori pubblicitari) mentre i ”motori di ricerca si nutrono come parassiti delle loro notizie”. Così si è espresso ieri un giornalista del Wall Street Journal, rincarando la dose.

Da parte sua Google sostiene di avere già in essere accordi di licencing con l’AP per la distribuzione e indicizzazione dei loro contenuti sui loro server. E per bocca del suo Ceo Eric Schmidt, intervenuto proprio ieri al meeting annuale degli editori americani di quotidiani, ricorda agli editori che è loro facoltà escludere i contenuti dall’indicizzazione del motore Google, ma che in ultima analisi vanno tutelati gli interessi dei lettori e dei consumatori.

Associated Press, però, pare intenzionata a fare qualcosa di più di una semplice protesta: al vaglio c’è una politica industriale di protezione dei contenuti che passa sia per sistemi di tracking delle notizie diffuse in rete sia per la creazione di un nuovo aggregatore di notizie proprietario che ospiti i link alle fonti originarie.
Di certo non è la prima volta né sarà l’ultima che i motori di ricerca vengono accusati di uno strapotere e di uno sfruttamento improprio dei siti di fornitori di contenuti.

In America vige la norma dei fair use, una sorta di libera riproduzione di una fonte giornalistica, i cui confini però sono stati resi ancora più labili dall’avvento di Internet. E la crisi che ha investito l’editoria americana ha fatto il resto.

Siti Web più efficienti, con le regole di Yahoo

14 Maggio 2008 di mico4  

l’ispettore di rete di Firebug, un componente aggiuntivo di FirefoxTutti sappiamo come cercare informazioni su Internet, leggere le ultime notizie sui giornali on-line o acquistare un Cd da un sito di e-commerce. Ma è difficile riuscire a capire cosa si nasconde sotto il cofano e come avviene realmente la comunicazione tra il nostro browser e il server remoto.

La comprensione di questi dettagli può essere utile in modo particolare a chi sviluppa siti Web, per capire dove si annidano gli errori più comuni e cosa può esserci alla base di molti problemi di prestazioni. Read more