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Yahoo legge le mail degli utenti a scopo pubblicitario

Alfonso Maruccia | 29 Agosto 2018

Servizi Web Yahoo

Il già controverso servizio di webmail dell’ex-colosso di rete fa discutere ancora, e questa volta si parla della scansione delle missive degli utenti a tutto vantaggio dei pubblicitari. E’ un “do ut des” più che legittimo, si giustifica la corporation.

Dopo il disastro dei milioni di account compromessi degli anni scorsi, la nuova gestione di Yahoo! in mano a Verizon continua a essere motivo di dibattito e discussione per via di comportamenti a dir poco problematici: Yahoo! scansiona le e-mail degli utenti per “venderne” gli interessi ai pubblicitari, dice una fonte interna, e la pratica si è estesa persino al marchio consociato AOL.

L’insider di Yahoo! ha vuotato il sacco con il Wall Street Joruanl, parlando di un servizio specificatamente indirizzato alle società di advertising; la pratica è stata avviata da Yahoo più di dieci anni fa, e alla fine si è estesa anche a AOL Mail, altro marchio storico ora controllato dalla sussidiaria di Verizon (Oath).

Yahoo Mail

Più di 200 milioni di utenti della Webmail di Yahoo! partecipano – ancorché involontariamente – al programma, che prevede la scansione dei contenuti delle e-mail alla ricerca di dati sui prodotti verso cui i suddetti utenti potrebbero avere un certo interesse. Il servizio sarebbe limitato alle sole missive “commerciali” e può essere disabilitato (opt-out).

Oath ha confermato l’esistenza del programma di scansione al Journal, sostenendo che la privacy degli utenti sarebbe protetta e tutte le informazioni di identificazione filtrate; la webmail di Yahoo! è un servizio “costoso”, ha spiegato il responsabile dei dati Oath Doug Sharp, ed è quindi “ragionevole ed etico” estrarre un po’ di informazioni a scopo commerciale in cambio della gratuità del sistema.

La giustificazione di Oath fa un po’ acqua quando si considera il fatto che anche il servizio di webmail a pagamento e ad-free di Yahoo!, dal costo di $3,49 al mese, rientra nel programma di scansione dei messaggi. Oath continua poi ad andare in direzione ostinata e contraria, mentre il resto dell’industria tecnologica si è affrancata dalla pratica di scansione pubblicitaria delle e-mail (Google) oppure sostiene di non averla mai messa in atto (Microsoft).