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L’impianto multimediale ideale

Redazione | 3 Febbraio 2016

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Oggi è facilissimo accedere a contenuti multimediali di qualsiasi tipo – video, audio e immagini – e spesso ne siamo […]

impianto multimediale

Oggi è facilissimo accedere a contenuti multimediali di qualsiasi tipo – video, audio e immagini – e spesso ne siamo addirittura sommersi. Internet è la sorgente più ricca grazie sia agli archivi gratuiti come YouTube sia ai sempre più numerosi servizi di streaming come Infinity, Netflix e Sky On Demand. Abbiamo poi a disposizione smartphone e fotocamere digitali, con i quali lo scatto e la ripresa di video è solo questione, letteralmente, di un paio di tocchi. A questi si aggiungono i dischi ottici, Blu-ray, Dvd Video, Super Audio Cd e Cd Audio, in costante calo come vendite ma sempre importanti nei rispettivi settori del multimedia. La gestione di un simile flusso di informazioni audiovisive può essere impegnativa se la si vuole fare al meglio, tanto da richiedere un sistema informatico e multimediale decisamente ricco di componenti interconnessi tra loro.

di Nicola Martello

ICON_EDICOLAUn impianto di questo tipo non è certo una novità , visto che si è cominciato a parlare di multimediale digitale fin dall’apparire dei primi file video e audio. Tra i primi a proporre un media player moderno è stata Microsoft, che nel 2002 ha reso disponibile Media Center, costituito da una suite software e da un’interfaccia semplificata inserite in un’edizione speciale di Windows (Windows XP Media Center Edition) pensata specificatamente per la gestione degli archivi multimediali. L’idea alla base era quella di piazzare un personal computer sotto il televisore e di collegarlo sia all’ingresso video di quest’ultimo sia all’impianto audio stereo ed eventualmente multicanale. Come ben sappiamo, questa iniziativa non ha avuto molto successo e in breve tempo Media Center è passato nel dimenticatoio, anzi, è stato addirittura odiato dagli appassionati di home theater.

I motivi? Innanzitutto Media Center richiedeva un Pc con Windows, una macchina non semplicissima da gestire, rumorosa, soggetta a saltuari blocchi, che spesso e volentieri richiedeva aggiornamenti hardware e software. Ma forse ancora più determinati per l’insuccesso sono stati la logica di funzionamento e l’interfaccia del sistema di Microsoft, poco intuitiva la prima, non abbastanza accattivante la seconda.

Inoltre Media Center era pensato per gestire periferiche totalmente passive e “stupide”, quindi accentrava in sé tutte le funzioni. Ma l’evoluzione dei dispositivi multimediali ha seguito una strada diversa: l’intelligenza, le capacità  “smart” si sono distribuite in più dispositivi, come la Tv, l’amplificatore audio multicanale, lo smartphone e il tablet. Aggiungiamo ancora che, soprattutto quando Media Center era giovane, la connessione video tra computer e televisore non era affatto una cosa scontata o facile da impostare. Lo standard Hdmi non esisteva ancora e quindi i segnali video dovevano arrivare alla Tv in forma analogica (composito o component) tramite una o più prese Rca o una Scart. Per di più il formato delle immagini emesse dalla scheda video non sempre era perfettamente conforme allo standard televisivo, quindi l’utente spesso doveva installare personalmente un adattatore realmente in grado di mostrare a Tv immagini senza disturbi e con i colori corretti. Un’operazione da smanettoni, certamente non alla portata delle persone con poca esperienza di informatica, il target a cui era rivolto Media Center.

Ma torniamo a oggi. Un impianto multimediale moderno, grazie alla “smaterializzazione” dei video, della musica e delle foto, permette di avere tutto subito a portata di mano, non è più necessario cercare un disco tra i tanti disposti su uno scaffale, né perdere tempo ad aprire la custodia, inserire il disco nel lettore e ripetere queste operazioni al contrario una volta terminata la visione o l’ascolto. È tutto molto più comodo, veloce e pratico. Addirittura, grazie all’app che fa da telecomando fornita gratuitamente con molti media player, è possibile scegliere e far partire la musica preferita anche stando comodamente seduti in un’altra stanza.

A onor del vero bisogna dire che questa smaterializzazione non è gradita a tutti gli appassionati. Alcuni continuano infatti ad apprezzare la fisicità  dei supporti tradizionali, non solo dei dischi ottici ma magari anche dei vecchi vinili. Una libreria piena di dischi è motivo d’orgoglio per l’appassionato tradizionalista e dover passare diversi minuti per cercare il film o l’album musicale preferito, sentire tra le mani il peso della custodia e del disco, osservare con attenzione la copertina e le informazioni riportate nel libretto e sul retro sono attività  che non pesano per nulla, ma anzi completano in maniera positiva l’esperienza multimediale.

Ma anche a queste persone, in ogni caso, serve un impianto audio video completo e aggiornato, capace di sfruttare al meglio le innovazioni tecnologiche più recenti in fatto di riproduzione multimediale. Ecco quindi che in queste pagine passiamo in rassegna le caratteristiche principali dei componenti che possono fare parte di un impianto multimediale complesso, compatibile con i più recenti sviluppi tecnologici ma senza tralasciare le tecnologie ormai un po’ datate. (…)

Estratto dal numero di febbraio 2016 di PC Professionale