Sul numero 419 di Pc Professionale l’editoriale di Fabrizio Ponciroli si è soffermato su una questione molto delicata che sta facendo discutere. Cosa ne pensate?
L’intelligenza artificiale è un problema o un vantaggio?
In primis mettiamoci d’accordo: AI o IA? Se già ci sono discussioni sulla dicitura significa che non siamo messi proprio benissimo… Battute a parte, sono stato convinto ad “abbracciare” la sigla AI. Quindi, d’ora in poi, si va con AI. Il problema, tuttavia, non riguarda le mie paturnie ma è decisamente più ampio e significativo. Con il passare del tempo, l’intelligenza artificiale sta generando sempre più gruppi assolutamente contrari all’utilizzo dell’intelligenza artificiale o, per essere più precisi, ad un suo impiego senza regole condivise e approvate a livello globale. “Siamo attivisti non violenti che lavorano per vietare permanentemente lo sviluppo della superintelligenza artificiale per prevenire l’estinzione umana, la perdita di posti di lavoro di massa e molti altri problemi”, il pensiero di StopAI, uno dei tanti gruppi che stanno iniziando a “martellare” contro l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Uno dei tanti esempi di chi sta iniziando ad alzare la propria voce contro la superintelligenza artificiale. Se da un lato le grandi aziende continuano a spingere, in maniera forsennata, verso un futuro sempre più in sinergia con l’AI, dall’altra parte del fiume ci sono sempre più persone che nutrono molte perplessità sui benefici decantati dall’utilizzo, massiccio, dell’intelligenza artificiale.
Essendo colui che sta scrivendo l’editoriale, è chiaro che vi aspettate una mia presa di posizione. Eccola. Al momento è evidente che qualcosa non funzioni. Un artista non può essere contento dell’uso che si sta facendo dell’AI. Non è uno strumento ma un “assemblatore”. Prende tutto quello che è disponibile nella rete e offre, in maniera incredibilmente veloce e varia, più soluzioni. La scelta finale è dell’artista ma l’AI non ha creato nulla, ha solo pescato da più risorse, tra l’altro di proprietà altrui. Insomma, a livello deontologico direi che siamo fuori asse. Eppure, se penso ai possibili benefici in campo medico o matematico, sono arciconvinto che l’AI ci aprirà le porte di mondi da sogno. Tuttavia, al momento, siamo nel bel mezzo di una faida che ci rende tutti meno connessi tra di noi. Chi gestisce le più avanzate AI non sta ascoltando nessun grido d’allarme e prosegue per la propria strada, convinto che sia quella giusta. Ogni volta che nasce un problema, viene subito individuata la soluzione migliore per continuare con il proprio progetto, senza interrogarsi sul perché sia nato quel problema e che conseguenze ha avuto. Sembra che non ci sia altro che l’AI nei pensieri di chi dovrebbe indicarci la via migliore verso un florido futuro. La mia speranza e, credo, di tanti di noi, è che sappiano quello che stanno facendo e che, prima o poi, si ascolti anche chi ha un pensiero diverso sulla questione. Ovviamente tornare indietro è impossibile ma interrogarsi su benefici e svantaggi è ciò che ci rende umani. Detto questo, buona lettura con uno speciale sull’AI… offline però!