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Apu, seconda generazione

Michele Braga | 26 Ottobre 2012

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Dopo il debutto nel segmento mobile, la soluzione Amd Trinity è adesso disponibile anche per i desktop. di Michele Braga […]

Dopo il debutto nel segmento mobile, la soluzione Amd Trinity è adesso disponibile anche per i desktop.

di Michele Braga

Trinity è sbarcata ufficialmente nel mercato dei notebook il 15 maggio, mentre solo dallo scorso 2 ottobre – con quasi cinque mesi di ritardo – è disponibile anche per la piattaforma desktop. Stiamo parlando della seconda generazione di Apu (Accelerated Processing Unit) Amd, cioè di quella categoria di processori definiti eterogenei perché integrano su un singolo pezzo di silicio più core Cpu e Gpu. In realtà  quello attuale è ancora un embrione dei processori che riusciranno a rendere concreta l’idea originaria codificata come Amd Fusion. Annunciato nel 2006, dopo l’acquisizione della società  canadese Ati conclusa l’anno precedente, il progetto Fusion fu in seguito rinominato in Hsa (Heterogeneous Systems Architecture) senza però apportare modifiche all’obiettivo finale: creare un processore nel quale le architetture di calcolo seriali, derivate dalle Cpu, e quelle parallele, derivate dalle Gpu, confluiscono in una singola entità  estremamente efficiente e capace di offrire il meglio delle due soluzioni.

Riuscire nell’intento di amalgamare due architetture di calcolo così differenti in un’unica soluzione potrebbe spianare la strada a una generazione di applicazioni innovative. Un tale risultato richiederà  molti anni e un intenso lavoro da parte sia dei progettisti hardware che di quelli software perché oggi le architetture Cpu e Gpu che convivono all’interno delle Apu operano ancora in modo distinto e utilizzano “lingue” differenti. Nel suo stadio maturo il processore sarà  una singola entità , così come sarà  unificato anche il set di istruzioni; a quel punto le elaborazioni saranno eseguite prediligendo in modo dinamico la strada più efficiente. Per il momento il risultato evidente è che tutti i processori in commercio, a eccezione di quelli di fascia più alta, integrano anche un comparto grafico che l’utente finale porta a casa anche qualora non intenda utilizzarlo. L’architettura Hsa di prima generazione, quella basata sulle Apu Llano, ha deluso le aspettative sul fronte delle prestazioni e per questo motivo Trinity non è solo il naturale passo evolutivo tra i tanti da muovere verso il risultato finale, ma anche il momento per confermare la validità  della strategia Amd. Il progetto Trinity è costruito a partire dalle fondamenta con la parte Cpu derivata dal progetto Bulldozer e quella Gpu derivata dall’architettura grafica Northern Island. Entrambe queste soluzioni sono già  state impiegate in modo distinto in campo desktop e con Trinity si fondono in un’unica cosa. L’offerta di Apu per sistemi desktop è diversificata in quattro categorie distinte che sono denominate, a partire dalla top di gamma fino a quella più economica, con la seguente nomenclatura: A10, A8, A6 e A4. All’interno di ciascuna categoria i modelli sono identificati da un numero a quattro cifre e dall’aggiunta della lettera K per le unità  Black Edition, cioè quelle destinate agli utenti che desiderano modificare i parametri operativi per incrementare le prestazioni. Al vertice dell’offerta troviamo quindi l’A10-5800K e l’A10-5700, entrambi di classe quad core, dotati dello stesso core grafico ma differenti per frequenze operative, consumi e prestazioni. Un gradino sotto troviamo la serie A8 con i modelli 5600K e 5500; anche in questo caso si tratta di due soluzioni quad core affiancate dallo stesso core grafico che è però di classe inferiore a quello impiegato sulle soluzioni A10. La serie A6 che al momento prevede il solo modello 5400K è la soluzione dual core di fascia più alta nella quale è presente un core grafico con meno unità  di calcolo di quelle presenti nelle Apu di classe superiore. Anche la più economica serie A4 è al momento disponibile in una sola versione, il modello 5300, di tipo dual core e con comparto grafico di classe entry level. I due modelli A10 e A8 di classe Black Edition hanno un consumo massimo dichiarato di 100 watt, mentre tutte le altre versioni oggi disponibili, compresa quella Black Edition della serie A6, sono state progettate per raggiungere un consumo massimo di 65 watt. Come si evince da questa sommaria descrizione dell’offerta che approfondiremo nelle prossime pagine, la nomenclatura della serie non è correlata al numero dei core Cpu presenti all’interno del processore, mentre il numero a quattro cifre che segue è assimilabile a un indice delle prestazioni: a numero superiore corrispondono prestazioni maggiori. Il mercato desktop in numeri È difficile controbattere a chi snocciola numeri e report che dipingono il lento declino del mercato desktop. C’è però da fare un distinguo perché come ogni altro prodotto il desktop ha molteplici facce e tipologie di utente. Da un lato ci sono gli appassionati e i videogiocatori più incalliti che ancora oggi ricercano il massimo delle prestazioni, tanto da essere disposti a spendere centinaia di euro per singoli componenti hardware di fascia alta. Alla base della piramide si trovano gli utenti “casalinghi” che utilizzano il Pc per la posta elettronica, per la videoscrittura, per la contabilità  familiare e per accedere a Youtube piuttosto che a Facebook. Infine c’è l’utenza aziendale dominata da un rinnovo del parco hardware pianificato in modo ciclico. Il 15% di calo delle vendite registrato dal settore in quest’anno è costituito per la maggior parte da una riduzione degli acquisti di sistemi desktop da parte dell’utenza domestica che si orienta sempre più su prodotti notebook di fascia media, spesso affiancati da tablet o smarthphone. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di novembre 2012