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Telegram festeggia sette anni con le videochiamate

Luca Colantuoni | 15 Agosto 2020

Android iOS Telegram

Telegram 7.0 per Android e iOS include il supporto per le videochiamate one-to-one (versione alpha), protette dalla crittografia end-to-end.

Telegram ha compiuto ieri sette anni (la prima versione è stata rilasciata il 14 agosto 2013) e, per festeggiare il compleanno, la software house ha annunciato l’arrivo delle videochiamate one-to-one, ovviamente protette dalla crittografia. Il post sul blog ufficiale conteneva una velata polemica contro Apple, in quanto la versione iOS non era ancora disponibile sullo store.

Telegram ha recentemente raggiunto i 400 milioni di utenti attivi al mese ed oggi è costantemente nella top 10 delle app più scaricate. L’azienda sottolinea che questo traguardo è stato raggiunto senza aver fatto pubblicità, ma solo tramite il passaparola degli utenti che apprezzano le sue funzionalità. In cambio di questa fiducia, Telegram ha deciso di offrire le videochiamate one-to-one (sebbene in versione alpha), come aveva promesso lo scorso mese di aprile.

Per avviare una videochiamata è sufficiente toccare l’icona corrispondente nel profilo del contatto. Durante la chiamata è possibile accendere o spegnere la videocamera, attivare o disattivare il microfono e passare dalla fotocamera frontale a quella posteriore o viceversa. Le videochiamate supportano la modalità picture-in-picture, quindi è possibile spostare il riquadro in qualsiasi posizione e continuare a leggere i messaggi, mantenendo il contatto visivo.

Anche le videochiamate sono protette dalla crittografia end-to-end (come le chiamate vocali e le chat segrete). L’utente può verificare se la connessione è protetta, confrontando le quattro emoji mostrate in alto a destra con quelle dell’interlocutore. La software house promette ulteriori miglioramenti e il supporto per le videochiamate di gruppo nei prossimi mesi.

Telegram 7.0 per Android era già disponibile al momento dell’annuncio. L’azienda aveva scritto che Apple non ha completato il processo di verifica in tempo, quindi la versione iOS non era stata ancora pubblicata su App Store. Il consiglio era di attendere oppure “passare ad un piattaforma che ha più rispetto per gli utenti e gli sviluppatori, come Android“. Il tono polemico era un chiaro riferimento allo scontro con Apple, in merito alla tassa del 30%.