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Come cercare i file per data di modifica dalla shell grafica di Windows

La GUI di Windows permette da anni di velocizzare la ricerca dei file, specificando ad esempio un particolare intervallo di date in cui i suddetti file sono stati modificati.

Oltre alla personalizzazione del modo in cui vengono elencati i file in una cartella, Esplora File da ai power user la possibilità di automatizzare la ricerca dei file modificati in una data specifica. Un trucco utile sia a scremare la visualizzazione delle cartelle troppo “affollate”, sia a rendere più pratica e veloce la procedura di ricerca propriamente detta.

Per effettuare una ricerca di file basata sulla data di modifica, è possibile dunque servirsi della casella di ricerca normalmente visualizzata all’estrema destra di ogni finestra di Esplora File: digitando l’operatore ultimamodifica: (l’uso dei due punti finali è essenziale) nella casella di ricerca, Explorer mostrerà un pop-up dai cui sarà possibile specificare la data o l’intervallo di date della ricerca – scegliendo un giorno dal calendario o le varie scelte temporali (“Oggi”, “Questa settimana”, “Mese scorso” eccetera) disponibili immediatamente sotto di esso.

Windows, Esplora File, operatore "ultimamodifica:" - 1

Una volta effettuata la scelta, Esplora file “partirà” alla ricerca dei file corrispondenti ai criteri selezionati. Per selezionare un intervallo di date, basta fare click sulla data di partenza e trascinare la selezione fino alla data di arrivo. Se vogliamo fare le cose completamente “a mano”, poi, possiamo digitare un intervallo di date direttamente nella casella di ricerca. Un esempio concreto: il comando ultimamodifica:08/03/2019..15/03/2019 dirà a Explorer di cercare tutti i file modificati durante l’ultima settimana.

Windows, Esplora File, operatore "ultimamodifica:" - 2

La ricerca per data di modifica funziona come detto su ogni finestra di Esplora File, su Windows 7 come su Windows 10, e prende in considerazione la cartella aperta al momento oltre a tutte le eventuali sottocartelle presenti. Va da se che, usando l’operatore “ultimamodifica” sulla root di un disco, si dirà a Explorer di effettuare una ricerca “globale” per quel particolare disco.

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