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Come rivivere gli albori del “WorldWideWeb”… 30 anni dopo

All’origine del Web c’era una versione alpha del primo browser della storia dell’informatica, un tecno-cimelio che ora è possibile rivivere grazie a una ricostruzione in formato “app” telematica ospitata sui server del CERN.

Il Web sta per compiere i suoi primi 30 anni, un periodo di tempo in cui quello che all’inizio era solo un piccolo esperimento si è trasformato in uno degli strumenti (di comunicazione, intrattenimento e qualsiasi altra cosa) più importanti della moderna società interconnessa. Il Web moderno è un sistema sostanzialmente irriconoscibile rispetto agli albori, una rete di informazioni e servizi accessibile tramite un browser Web che può contenere ogni genere di ricercatezza tecnologica in quanto a design, contenuti e modalità di interazione tra client e server.

In effetti, il Web moderno è diventato talmente complesso e sofisticato da dare origine a spinte uguali e contrarie da parte di chi vorrebbe tornare un po’ al passato: c’è chi omaggia il Web delle decadi trascorse a scopo promozionale, chi continua a utilizzare design a dir poco elementari (per gli standard di oggi); infine c’è chi come un gruppo di sviluppatori, recentemente convenuti al CERN di Ginevra, vuole far rivivere l’esperienza originale ricostruendo il primo browser della storia sotto forma di app – accessibile ovviamente dal Web.

Un po’ in anticipo sui tempi, visto che il compleanno dei primi 30 anni del Web è previsto solo l’anno prossimo, i suddetti sviluppatori hanno messo assieme una replica moderna del “WorldWideWeb”: basta visitare il sito del progetto per ritrovarsi catapultati in un mondo completamente alieno agli standard moderni. Come spiegato sul sito ufficiale, per provare a navigare una pagina del Web moderno con il browser WorldWideWeb occorre fare click sul pulsante Document dal menu sulla sinistra, selezionare Open from full document reference e quindi digitare l’indirizzo Web da visitare – naturalmente a mano.

WorldWideWeb, replica del CERN

Il primo browser Web venne realizzato da Sir Tim Berners-Lee, autore anche della prima incarnazione del linguaggio markup HTML e del primo software server per la lettura delle pagine HTML (httpd). L’utilizzo di WorldWideWeb potrebbe risultare un po’ ostico agli utenti di oggi abituati a ogni genere di “comodità” e interazione semplificata, e persino uno dei capisaldi storici della navigazione ipertestuale (l’apertura di un link con un solo clic del mouse) risulta sin troppo moderno: per navigare tra le pagine della replica di WWW occorre fare doppio click su un qualsiasi link ipertestuale.

Come prevedibile, provare a visitare le pagine Web odierne con il browser originario può portare a risultati a dir poco inaspettati, o magari completamente inintelligibili; molto più interessante, invece, risulta la navigazione tra i vari documenti e messaggi (in un sistema rigorosamente multi-finestra) che costituiscono il primo bagaglio di informazioni ipertestuali messe “on-line” da Berners-Lee. Sulla pagina ufficiale sono disponibili ulteriori informazioni e due brevi clip dimostrative sul funzionamento del sito-replica. E si: l’incarnazione originale di WorldWideWeb prevedeva anche la possibilità di modificare o creare nuove pagine Web direttamente dall’interfaccia principale.

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