Coronavirus di Wuhan

Coronavirus di Wuhan, il video introduttivo dell’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha realizzato un video introduttivo sul nuovo Coronavirus cinese, un’epidemia che si combatte prima di tutto tramite la conoscenza e le buone pratiche di salute personale.

Il nuovo coronavirus cinese, anche noto come Coronavirus di Wuhan o SARS-CoV-2, continua a infettare persone e fare vittime in tutto il mondo. Al momento l’infezione è prevalentemente circoscritta alla regione cinese e paesi limitrofi, con oltre 71.000 casi accertati, 1.775 morti e più di 11.000 pazienti guariti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la minaccia di SARS-CoV-2 un’emergenza per la salute globale, e per meglio contrastare l’epidemia l’agenzia dell’ONU ha preparato un corso accessibile online (in via del tutto gratuita) sulla piattaforma OpenWHO. Fa parte del corso anche un video introduttivo sul nuovo coronavirus asiatico pubblicato su YouTube, una clip pensata per raccogliere e illustrare tutte le informazioni fin qui disponibili su SARS-CoV-2.

Il video dell’OMS spiega, in maniera chiara e con l’ausilio di illustrazioni, che cosa sono i coronavirus e quali sono gli effetti connessi alla loro propagazione (dal raffreddore comune alla polmonite o nei casi più gravi la morte), le epidemie gravi a base di coronavirus verificatesi negli ultimi anni e il modo in cui il Coronavirus di Wuhan si propaga.

Coronavirus di Wuhan, video dell'OMS

Particolarmente interessanti – ancorché ispirati soprattutto al buonsenso – sono i comportamenti da tenere per evitare di contrarre la malattia, le regole da seguire per ridurre al minimo i rischi (come ad esempio cuocere bene la carne) e anche per ridurre i rischi di trasmissione nel caso in cui noi stessi risultassimo già contagiati.

Come spiegato anche dall’OMS, il video introduttivo si basa sulle informazioni fin qui disponibili e tali informazioni potrebbero variare – e sicuramente varieranno – nel corso del tempo. Lo sforzo informativo dell’ONU serve a rispondere in maniera adeguata all’interesse dimostrato sia dagli esperti che dalla popolazione comune, nell’ambito di un piano di risposta al “morbo” di SARS-CoV-2 che al momento prevede un investimento di 675 milioni di dollari USA.

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