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Svalutazione dispositivo elettronico: tempi, modalità e consapevolezza

Redazione | 29 Settembre 2026

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Se da un lato gli italiani riconoscono il valore che un vecchio dispositivo può ancora avere, dall’altro tendono spesso a […]

Se da un lato gli italiani riconoscono il valore che un vecchio dispositivo può ancora avere, dall’altro tendono spesso a sottovalutare quanto questo valore possa diminuire nel tempo.

Solo il 9% è consapevole

Quasi tutti ne hanno almeno uno: uno smartphone dimenticato in un cassetto, un tablet che non viene acceso da mesi o un vecchio laptop sostituito da un modello più recente. Dispositivi che continuano ad occupare spazio nelle case degli italiani e che, mentre restano inutilizzati, perdono progressivamente valore. 

È da questa semplice abitudine, o meglio disattenzione, che parte la nuova ricerca commissionata da Swappie, azienda leader nel settore del ricondizionato di alta qualità, giunta al suo decimo anno di attività.  L’indagine rivela che, prima di essere venduti o permutati, smartphone, tablet e laptop inutilizzati vengono conservati per lunghi periodi. In media, gli italiani attendono 15 mesi prima di vendere uno smartphone, 14 mesi nel caso di un tablet e 14 mesi e mezzo per un laptop, lasciando spesso che il valore dei dispositivi diminuisca nel tempo.

“In questi dieci anni abbiamo osservato da vicino come cambia il valore dei dispositivi nel tempo e quanto spesso le persone sottovalutino questo aspetto”, ha commentato Elena Garbujo, Country Manager di Swappie Italia. “Molte persone conservano vecchi device pensando di utilizzarli in futuro o semplicemente perché hanno un legame affettivo e non hanno urgenza di venderli, ma ogni mese che passa può incidere sul valore di questi dispositivi. Il nostro obiettivo è aiutare i consumatori a prendere decisioni più consapevoli e dare valore a dispositivi che altrimenti rimarrebbero inutilizzati.”

Quando il tempo riduce il valore

Se da un lato gli italiani riconoscono il valore che un vecchio dispositivo può ancora avere, dall’altro tendono spesso a sottovalutare quanto questo valore possa diminuire nel tempo. Tra coloro che hanno venduto o permutato un dispositivo negli ultimi cinque anni, quasi una persona su due (49%) ritiene di aver perso denaro aspettando troppo prima di farlo. E tra coloro che riconoscono di aver lasciato sfumare parte del valore del proprio device, oltre la metà (56%) dichiara di provare un certo grado di rimpianto per non aver agito prima.

Nonostante ciò, continua a esistere un importante gap informativo. Il 44% degli italiani tende a sottostimare il deprezzamento dei dispositivi elettronici, oppure non sa quantificarlo, mentre appena il 9% è consapevole che un device può perdere oltre la metà del proprio valore in soli sei mesi.

A frenare la vendita sono soprattutto ragioni pratiche e legate alle abitudini: il 21% conserva i vecchi dispositivi per il backup, mentre l’11% ritiene che siano troppo danneggiati per avere ancora valore di mercato.

Dare una seconda vita ai dispositivi inutilizzati

La ricerca arriva in un momento importante per Swappie che, in occasione del suo decimo anniversario, amplia il proprio servizio di trade-in includendo anche gli iPad, mentre il programma dedicato ai MacBook verrà introdotto nei prossimi mesi.

Non sorprende quindi che, quando viene chiesto quali strumenti potrebbero incoraggiarli a vendere prima, gli italiani indichino soprattutto la possibilità di ottenere un prezzo di permuta garantito (23%), una stima immediata del valore del dispositivo (22%) e un processo di vendita semplice e veloce (21%).

Con l’estensione del servizio C2B, Swappie punta proprio a rispondere a queste esigenze, offrendo un modo semplice e trasparente per conoscere il valore di un dispositivo e rimetterlo rapidamente in circolazione, contribuendo al tempo stesso a prolungarne la vita utile.