Ballmer, l’ora dell’addio

ballmerAveva detto che sarebbe andato in pensione non appena il suo figlio più giovane fosse partito per il college, quindi nel 2017 o nel 2018. Ma non sarà  così: a fine agosto Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, ha comunicato l’intenzione di abbandonare in anticipo il suo posto. Lascerà  entro 12 mesi, tempo massimo entro il quale l’azienda intende scegliere il suo successore. Il mercato non sembra averla presa male, anzi. Subito dopo l’annuncio le azioni Microsoft hanno fatto un significativo balzo in borsa guadagnando circa il 7%. Per Ballmer, che con una quota del 3,95% è il principale azionista della società  dopo Bill Gates, il guadagno virtuale è stato di quasi 800 milioni di dollari. A guardare il fatturato, quasi triplicato, e all’utile, anch’esso sostanzialmente cresciuto, il bilancio dell’ultradecennale regno di Ballmer (Gates gli ha ceduto il ruolo di Ceo a gennaio 2000) sembra decisamente positivo. Ma il valore delle azioni racconta un’altra storia: nello stesso periodo la capitalizzazione in borsa di Microsoft è più che dimezzata, mentre quella di Apple è cresciuta di oltre 100 volte. In questi ultimi anni Microsoft ha progressivamente e inesorabilmente perso d’importanza, finendo col seguire – a volte addirittura­ rincorrere – l’evoluzione di un mercato di cui è stata a lungo una delle principali forze trainanti. Molti rimproverano a Ballmer di aver mostrato una sorprendente assenza di lungimiranza. Come dimenticare le sue parole, in un’intervista rilasciata a USA Today subito dopo il lancio del’iPhone? «Non c’è nessuna possibilità  che riesca ad ottenere una quota di mercato significativa. Nessuna.» Difficile ritenere che il prepensionamento sia effettivamente una scelta autonoma di Ballmer, soprattutto se si pensa che aveva appena annunciato una profonda ristrutturazione della società  (vedete l’editoriale “La rivoluzione di Ballmer” sul numero di agosto). Ristrutturazione che si annuncia complicata e dal successo per nulla scontato: è poco credibile che Ballmer abbia deciso all’improvviso di lasciarne l’esecuzione alla persona che ne prenderà  il posto. Ci sembra più probabile che il board di Microsoft abbia deciso che l’attuale Ceo non fosse più la persona adatta per guidare la società  in questo momento critico di transizione, e abbia deciso di esautorarlo. Chi sarà  il suo successore? Impossibile per ora dirlo, anche se la recentissima acquisizione della divisione dispositivi e servizi di Nokia ha messo in pole position Stephen Elop, che era diventato Ceo di Nokia dopo due anni passati in Microsoft e ora si appresta a fare ritorno a Redmond.
Maurizio Bergami

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