Hackintosh Pro

Hackintosh Pro

Come scegliere, assemblare e configurare una piattaforma desktop in grado di sfidare i nuovi iMac Pro di Apple e di utilizzare il sistema operativo macOS High Sierra.

Lo scorso anno – sul numero di marzo di PC Professionale – vi abbiamo proposto un articolo dedicato alla costruzione di un desktop Hackintosh. Questo mese torniamo sull’argomento con l’obiettivo di aggiornarvi sulla possibilità di sperimentare l’utilizzo del sistema operativo macOS High Sierra – fornito di base da Apple con i sistemi di ultima generazione e come aggiornamento per quelli precedenti – su una configurazione che sfida il recentissimo iMac Pro. Facendo leva sulle caratteristiche dei componenti hardware più recenti e sui progressi ottenuti dalla comunità di utenti che lavorano sulle configurazioni Hackintosh è possibile sfruttare il meglio dell’hardware e del software fondendo il mondo aperto dei Pc classici con quello decisamente più ermetico dei sistemi Apple.

Per chi fosse completamente digiuno dell’argomento che ci apprestiamo a trattare, cominciamo dal significato della parola Hackintosh: questo neologismo (fusione dei termini Hacking e Macintosh) identifica i progetti che hanno per obiettivo l’installazione di un sistema operativo macOS su un computer con architettura x86 non prodotto da Apple. In questo articolo affrontiamo quindi i passaggi che servono per la messa in opera di due desktop che utilizzano configurazioni hardware basate sulle soluzioni Intel Core i7 6950X, Core i 9 7900X e Core i9 7980XE, una scheda grafica AMD Radeon RX Vega e una Nvidia GeForce GTX e il sistema operativo Apple macOS High Sierra (10.13.3). Le configurazioni basate su processori Intel sono le più diffuse in quanto Apple stessa utilizza questo tipo di piattaforme, ma sappiate che è possibile realizzare con successo anche Hackintosh con processori AMD, ad esempio Ryzen Threadripper.

Prima di addentrarci nel cuore di questa guida vi ricordiamo che l’installazione di un software – a maggior ragione di un sistema operativo – su hardware non supportato comporta la possibilità che qualcosa non funzioni in modo corretto o addirittura che non funzioni proprio per nulla. Questo vale anche per gli Hackintosh, nonostante il mastodontico lavoro svolto dalla comunità di appassionati: sebbene siano disponibili numerose guide e strumenti software per l’installazione è necessaria una fase di post installazione per apportare degli aggiustamenti specifici ai file di configurazione in funzione dell’hardware utilizzato; esistono poi dei problemi risolvibili ma che possono essere fonte di grandi mal di testa e altri che non possono essere risolti.

I componenti hardware che danno i maggiori problemi sono i controller Wi-Fi integrati sulla scheda madre e quelli Thunderbolt. Nel primo caso la soluzione più semplice e che offre i risultati migliori è quella di acquistare una scheda Pci Express con controller Wi-Fi e Bluetooth che è supportata in modo nativo dal sistema operativo macOS. Si tratta di una spesa aggiuntiva che però assicura piena funzionalità e soprattutto nessun intervento a livello software. Per questo articolo non abbiamo approfondito le problematiche legate al controller Thunderbolt e per coloro che sono interessati al supporto di questa interfaccia rimandiamo alle sperimentazioni e alla documentazione online presente sui siti di riferimento della comunità Hackintosh.

L’arrivo dell’iMac Pro e l’utilizzo dei processori Intel con architettura Skylake-X ha suscitato molto interesse perché ha fornito le basi per lo sviluppo di sistemi Hackintosh realizzati con piattaforme Intel X299 che supportano i processori Core i5, Core i7 e Core i9 dotati di 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16 e 18 core fisici per un massimo di 36 thread di calcolo in simultanea (con il Core i9 7980XE). Il supporto all’hardware di ultima generazione integrato nell’ultima versione del sistema operativo High Sierra permette inoltre di sfruttare in modo nativo la tecnologia NVMe e gli acceleratori grafici AMD Radeon RX Vega per ottenere prestazioni elevate senza la necessità di apportare modifiche profonde ai file di configurazione originali di macOS. Come anticipato, abbiamo realizzato con successo due configurazioni pienamente operative basate sulla piattaforma Intel X99 con processore Intel Core i7 6950X (10 core, 20 thread) e sulla più recente configurazione Intel X299 con processore Intel Core i9 7900X (10 core, 20 thread) e 7980XE (18 core, 36 thread). I risultati sono confrontati con quelli che rilevati durante i test di un iMac Pro dotato di un processore Intel Xeon W (14 core, 28 thread), acceleratore grafico Radeon Pro Vega 56 con 8 Gbyte di memoria HBM2, 64 Gbyte di memoria Ram Ecc Ddr4 a 2.666 MHz e un disco Ssd da 2 Tbyte. (… continuate a leggere sul numero 324 di PC Professionale)

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