Potremmo essere alle porte di una nuova stagione per l’archiviazione sui dischi magnetici. Mentre le unità allo stato solido sono la soluzione ideale per ottenere maggiore velocità su notebook, desktop e smartphone, quelli magnetici dominano incontrastati nel settore dell’archiviazione su vasta scala. Questo primato deriva dall’elevata quantità di spazio offerta da una singola unità e dal migliore rapporto tra prezzo e capacità rispetto alla tecnologia flash degli Ssd. Tuttavia, il tasso di crescita della capacità dei dischi magnetici, legato alla tecnologia PMR (perpendicular magnetic recording), ha raggiunto un plateau.
Da tempo si parla della tecnologia HAMR (heat assisted magnetic recording) che si basa sull’utilizzo di un laser termico per riscaldare e fissare con maggiore stabilità le informazioni sul supporto magnetico. Le unità HAMR permetterebbero di incrementare di due ordini di grandezza la densità di memorizzazione rispetto a quanto disponibile oggi, ma potrebbero essere accantonate ancora prima di vedere la luce. Western Digital, infatti, ha divulgato i primi dettagli relativi alla tecnologia MAMR (microwave assisted magnetic recording) che permetterebbe di ottenere un consistente incremento della capacità di registrazione e di mantenere il costo al Gbyte dei dischi magnetici inferiore a quello degli Ssd almeno per i prossimi dieci anni. Le microonde con frequenza da 20 a 40 GHz – generate da un STO (spin torque oscillator) integrato nella testina di scrittura delle unità MAMR – sarebbero in grado di ridurre temporaneamente la resistenza magnetica del supporto da scrivere e permetterebbero una maggiore densità di scrittura. I vantaggi rispetto alla tecnologia HARM sono evidenti: non è necessario riscaldare il supporto fino a circa 700 gradi con il laser termico con il conseguente degrado dell’affidabilità nel tempo e non è necessario apportare modifiche ai controller per gestire al meglio l’usura del supporto riscrivibile.
Western Digital prevede di mettere in commercio le prime unità con tecnologia MAMR nel corso del 2019; sempre secondo l’azienda sarebbe possibile produrre, entro il 2025, dischi con tecnologia magnetica con capacità di 40 Tbyte.

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Giornalista con background in Ingegneria Aerospaziale. Appassionato di tecnologia, fotografia e viaggi nelle terre fredde.