PC in palmo di mano

04-Stick-PCUn “desktop” che potrete, letteralmente, infilare in tasca. I primi modelli sono già  disponibili e molti altri sono pronti a entrare sul mercato. Stiamo parlando di una nuova categoria di desktop, classificabile come “Stick Pc”. A prima vista sembrano pen drive dopo una pesante cura di steroidi: misurano circa 10 x 4 cm, con uno spessore di 1 cm o poco più e un peso di 50-60 grammi. A uno sguardo più attento si nota che in realtà  il connettore non è di tipo Usb, ma Hdmi, mentre sotto la scocca è integrata una minuscola scheda madre con processore multicore (Cpu e Gpu), memoria, storage e connettività  wireless. E a differenza di altre soluzioni, con processore Arm e sistema operativo Android, in questo caso è adottato Windows 8.1 o Windows 10. Insomma, un sistema desktop a tutti gli effetti.

di Eugenio Moschini

ICON_EDICOLAIl “trucco”, per racchiudere un desktop in un formato così compatto, è quello di utilizzare una piattaforma pensata per i tablet. A promuovere e a portare lo Stick Pc sul mercato è stata Intel, che al CES 2015, fiera mondiale dell’elettronica di consumo che si tiene ogni inizio di gennaio a Las Vegas, ha presentato il suo Compute Stick. Arrivato sul mercato statunitense nella tarda primavera, è stato seguito a ruota da altri produttori, che hanno proposto soluzioni più o meno “clonate”.

Stick Pc: arriva da Intel il sistema di riferimento

In modo del tutto simile a quanto capita con Amd e Nvidia, che sulla base delle loro Gpu producono schede grafiche “reference” per tutti gli altri produttori, Intel ha realizzato il Compute Stick, che ha di fatto dettato le linee guida per questa nuova categoria di prodotti. Non stupitevi, quindi, se molte tra le soluzioni che trovate nelle prossime pagine sembrano copie quasi perfette della soluzione Intel. A diversificarle è il solo prezzo e alcune, minime, differenze hardware. Visto che il core business di Intel non è certo vendere il Compute Stick, ma promuovere le sue piattaforme, il costo di vendita è leggermente più alto dei “concorrenti”. Ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche hardware di questa generazione di Stick Pc.

Il “cuore” del sistema è un Soc, ovvero System on a chip, Atom Z3735F (piattaforma Bay Trail-T). Il processore, basato sulla microarchitettura Silvermont, integra una Cpu quad core a 1,33 GHz e una Gpu dual core a 311 MHz. Queste frequenze possono salire rispettivamente a 1,83 GHz e 646 MHz grazie alla Burst Technology, che ha la piena gestione delle frequenze di Cpu e Gpu. A limitare tutto c’è il Tdp o Thermal Design Power (Intel in questo caso preferisce parlare di Sdp o Scenario Design Power) complessivo. La piattaforma Bay Trail-T è stata progettata per il mondo tablet e ha un Sdp massimo di 2,2 W, con un Tdp inferiore ai 4 W. Le dimensioni dell’intero Soc sono di appena 17 x 17 mm; perfetto quindi anche per realizzazioni ultracompatte come il Compute Stick.

Dal punto di vista architetturale segnaliamo che questa generazione di Cpu è stata la prima, della classe Atom, in cui Intel ha abbandonato un approccio con istruzioni in order per una più classica (ed efficiente) di tipo out of order. Il salto, prestazionale, con la precedente generazione di Atom è netto e anche se non è certo equivalente alle Cpu della famiglia Core, ha una potenza di calcolo più che sufficiente per le applicazioni 2D standard (suite Office, navigazione Web, semplici funzioni di fotoritocco, gestione dei contenuti video fino al Full Hd).

La Gpu, una derivazione diretta dell’Intel HD di settima generazione presente in Ivy Bridge, è compatibile con le DirectX 11 e in grado di pilotare monitor con risoluzione 1.920 x 1.080. Perfettamente adatta ai televisori Full Hd, ma non a quelli Ultra Hd. Da segnalare che in questo Soc è integrato un encoder H.264 dedicato per l’accelerazione in hardware dei video, senza che questo impegni né la Cpu né la Gpu.

La memoria di sistema del Compute Stick è 2 GB di Ddr3L (dove la “L” sta per Low Voltage) per la versione Windows 8.1, mentre scende a 1 GB per la versione con sistema operativo Linux. Per lo storage, ovviamente di tipo flash, si è adottato un modulo eMmc da 32 GB; spazio più che sufficiente per sistema operativo e programmi, un po’ meno per i dati. Però è possibile espandere lo spazio a disposizione grazie al lettore di schede micro Sd (compatibile con il formato Sdxc, con capacità  supportata fino a 128 GB). Dal punto di vista della connettività  è integrato sia il Wi-Fi (802.11 bgn) che il Bluetooth 4.0.

L’espandibilità , visto il poco spazio a disposizione, è ridotta davvero all’osso: oltre all’Hdmi è presente una porta Usb 2.0 host. Stop. L’altra porta micro Usb è necessaria all’alimentazione: al Compute Stick serve un alimentatore in grado di erogare 2 ampere a 5 volt. Non è quindi sufficiente una porta standard (per esempio un’eventuale Usb presente sul monitor o sulla Tv) che eroga sì 5 V, ma con una corrente di 500 mA. Non è neanche adatto il caricabatteria dello smartphone, che arriva – solitamente – a 1 ampere. Indispensabile quindi abbinare il Compute Stick al suo alimentatore o a uno equivalente (tipicamente un modello micro Usb per tablet).

Scenari di utilizzo

A dispetto delle sue dimensioni, esistono diversi scenari di utilizzo – sia in ambiente consumer che in quello business – che sarebbero perfetti per una soluzione di questo tipo.
Il primo, e ovvio campo di impiego, è come desktop super-economico: rispetto a un notebook o a un all-in-one l’hardware è decisamente più limitato, ma chi non ha grosse pretese o è alla ricerca di un secondo Pc, può ottenere un notevole risparmio. In più, rispetto a notebook e all-in-one, vi consente di scegliere il display più adatto alle vostre esigenze (oppure riciclare quello che già  avete). Sempre in ambiente consumer, un altro dei possibili campi di impiego è quello di sistema multimediale da salotto. Si collega alla Tv facilmente (e direttamente), grazie alla porta Hdmi standard, e rispetto a un media center dedicato offre la versatilità  di un desktop, ma con un ingombro davvero minimo. Anche i bassi consumi sono un vantaggio non certo secondario, pensando a un sistema che potrebbe rimanere accesso anche ventiquattrore su ventiquattro. Un terzo campo di utilizzo nasce dall’unione dei primi due: magari nella vostra casa non avete necessità  di un ulteriore Pc o di un media center, ma con un sistema di questo tipo potete avere entrambi nella vostra seconda casa o in viaggio. Basta un televisore (e una connessione WiFi) per avere un desktop perfettamente funzionante. Questi scenari si possono trasporre nel mondo business: lo Stick Pc può essere un perfetto thin client per le postazioni che non hanno particolari esigenze di calcolo o di spazio di memorizzazione, oppure per tutte le situazioni super affollate (pensate ai call center) in cui serve il minimo ingombro. In unione poi a un monitor touch screen, lo Stick Pc diventa una soluzione stand alone, che non necessita neanche di tastiera e mouse. In modo simile al media center, in ambiente aziendale può essere visto come Pc da collegare a proiettori o display, oppure per realizzare una soluzione di digital signage (banalmente pensate a un negozio o a ristorante, in cui è possibile mostrare le offerte e gli sconti in corso o il menù del giorno)
Tanti possibili campi d’impiego quindi, ma con alcune limitazioni che è bene tenere ben presente. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di settembre 2015

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