Ray tracing: il Santo Graal della grafica 3D

Ray tracing: il Santo Graal della grafica 3D

A più di due anni di distanza dal lancio dell’architettura Pascal, Nvidia ha svelato i dettagli dell’architettura Turing, progettata per rendere possibile il ray tracing in tempo reale.

L’annuncio di Jen-Hsun “Jensen” Huang prima dell’apertura ufficiale del Gamescom 2018 è di quelli che entusiasmano gli appassionati e che catalizzano l’attenzione per settimane. A più di due anni di distanza dal lancio dell’architettura Pascal – fino a oggi lo stato dell’arte nel campo dei processori grafici per il gaming – Nvidia ha svelato i dettagli dell’architettura Turing che le succederà.

Turing, nata per il ray tracing in tempo reale

Sintesi di tanta tecnologia sviluppata nel corso degli ultimi dieci anni, l’architettura Turing stravolge i paradigmi della grafica 3D in tempo reale nel tentativo di rendere possibile quello che abbiamo sempre sognato: il ray tracing in tempo reale. La grafica che abbiamo conosciuto e apprezzato fino a oggi ha fatto uso di artifici sempre più complessi nel tentativo di simulare il comportamento della luce per far apparire una scena virtuale il più reale possibile. Il massimo livello di qualità ottenibile con le tecniche più avanzate è sempre stato lontano anni luce dal fotorealismo; tuttavia non esistevano altre soluzioni in quanto l’utilizzo di tecniche in grado di simulare il comportamento reale della luce aveva richieste computazionali incompatibili con la generazione di immagini in tempo reale.

Nvidia ha sviluppato così una soluzione ibrida che fa leva su tecnologie innovative e sull’architettura Turing. Questa comprende i Turing Core che sono un’evoluzione di quelli Cuda Core; a fianco di questi troviamo i Ray Tracing Core che sono specializzati nell’accelerare in hardware gli algoritmi di calcolo per il ray tracing. I Tensor Core, infine, che sono deputati a eseguire algoritmi di intelligenza artificiale per comporre l’immagini finale e per applicare l’algoritmo DLSS che migliora la qualità dell’immagine.

Aspettando la prova sul campo

Tutto ciò che luccica però non è oro e anche in questo caso è meglio non correre troppo. La tecnologia messa in campo da Nvidia è il primo passo verso il ray tracing e servirà del tempo perché sia sfruttata in modo esteso nei giochi. A oggi, in realtà, non sappiamo nemmeno qual è il comportamento delle nuove schede GeForce RTX 2080 e 2080 Ti con i videogiochi in commercio, soprattutto con i titoli AAA di maggior calibro.

Il 20 settembre, con il lancio ufficiale sul mercato, sapremo qualcosa di più sui vantaggi in termini di prestazioni che gli acceleratori Turing sono in grado di offrire rispetto alle attuali soluzioni Pascal. Al momento è meglio attendere prima di spendere.

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