Smartphone per chi cerca il massimo

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Durante i mesi primaverili arrivano sul mercato i nuovi smartphone presentati al Mobile World Congress di Barcellona; l’interesse è innanzitutto sui modelli top di gamma, che meglio evidenziano i progressi della tecnologia e che diventano ben presto puri oggetti di desiderio. Abbiamo recensito quindi l’Lg G5, erede del noto G4, che presenta un’innovativa struttura modulare; lo Huawei P9, che segna la definitiva consacrazione del produttore cinese tra i top brand anche in termini di immagine e non solo di unità  vendute al mondo; non poteva poi mancare Samsung che con il Galaxy S7 Edge si candida al ruolo di status symbol definitivo (almeno fino all’arrivo dell’iPhone 7). Abbiamo provato anche il nuovo iPhone SE, modello ultracompatto con schermo da 4″ ma dotato di una potenza insospettabile, visto che utilizza lo stesso processore dell’iPhone 6S. 

di Pasquale Bruno

ICON_EDICOLAUn confronto diretto tra il “piccolo” di Apple e i modelli Android prima citati in realtà  non è proponibile, vista anche la notevole differenza di prezzo. Riacquista però senso se si valutano le prestazioni: l’iPhone SE è in grado di competere per velocità  ed efficienza con qualsiasi modello sul mercato, ha una fotocamera di ottima qualità  e un sistema operativo che rimane imbattuto per semplicità , ottimizzazione e stabilità .

Analizzando il gruppo dei tre modelli Android si possono trarre degli spunti interessanti. È molto difficile proporre al giorno d’oggi qualcosa di realmente innovativo in ambito smartphone, sia per quanto riguarda il design sia per le nuove funzionalità . Questo vale soprattutto per la fascia media e bassa, satura di prodotti molto simili tra loro; è proprio nella fascia più alta che i produttori concentrano le ultime idee dei reparti di ricerca e sviluppo. Da uno smartphone top di gamma ci si aspetta che sia tutto perfetto e velocissimo, ma ci si aspetta anche che offra qualcosa in più rispetto ai sui concorrenti diretti. Prendiamo atto del coraggio mostrato da alcuni brand come Lg, che scommette su una struttura modulare: ci sembra ben riuscita ma i moduli sono ancora pochi, limitati all’audio e alla fotografia.

Huawei ha spiazzato con un accordo con Leica, marchio intoccabile della fotografia tradizionale, che crea e produce fotocamere di qualità  altissima con prezzi altrettanto elevati. In altri casi assistiamo a un affinamento di tecnologie e fattori di forma esistenti, cosa che di per sé non è un male; le scelte coraggiose però vanno messe nella dovuta evidenza.

Questo confronto ci è stato utile anche per valutare le prestazioni dei nuovi processori di fascia alta, che in molti casi appaiono su uno smartphone per la prima volta. Oltre al ben noto Qualcomm Snapdragon 820, fiore all’occhiello della tecnologia Arm attuale, abbiamo provato il Kirin 955 di HiSilicon, (azienda di proprietà  Huawei ) che equipaggia il P9, e il Samsung Exynos 8890 utilizzato sui Galaxy S7. Sono tutti processori a 64 bit di tipo multi core, 8 o 4, equipaggiati con un sottosistema grafico molto potente.

Al di là  dei test effettuati , che potete trovare in tabella e che confermano le aspettative iniziali, abbiamo notato come i nuovi processori, costruiti con l’avanzato processo produttivo a 14 nanometri, scaldino molto meno rispetto al passato e permettono anche un’autonomia più che ragionevole. Con una batteria intorno ai 3.000 mAh si riesce sempre ad arrivare a fine giornata, un risultato niente affatto scontato considerato anche i grandi display ad alta risoluzione che equipaggiano i nuovi smartphone. (…)

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