Che Windows Mobile – il sistema operativo del colosso di Redmond progettato per lo smartphone – fosse agonizzante non era certo un segreto. Con meno dell’1% (per la precisione lo 0,87%) del market share degli smartphone e con nessun indizio che presupponesse un cambio di trend, era evidente che Windows Mobile non fosse un ecosistema sostenibile.
Che Windows Mobile sia morto è stato ufficializzato da Joe Belfiore, Corporate Vice President di Microsoft, in una serie di tweet dove ha sottolineato come, nonostante tutti gli sforzi, non ci sono più progetti per sviluppare nuovo hardware e nuovo software per Windows Mobile. L’unico sviluppo, che resterà, sarà per le patch e gli aggiornamenti dell’attuale piattaforma. Insomma, Windows Mobile è morto e non vedremo mai più uno smartphone con Windows? Nì.
Che Microsoft punti a portare il suo sistema operativo nell’ambiente mobile è un progetto che ha radici lontanissime, quando ancora il concetto stesso di “mobile” era molto diverso da quello che è oggi.
Sono infatti più di 20 anni che, a partire dal progetto Windows CE, Microsoft lavora per portare il suo sistema operativo all’interno dei dispositivi mobili. Abbandonare adesso, dopo tutti gli investimenti fatti e quando ormai è chiaro che il mondo mobile rappresenti una grossa fetta di futuro del mondo IT, sembra una scelta suicida. Allora perché abbandonare Windows 10 Mobile?
Forse perché è inutile sviluppare un sistema operativo ad hoc (e chiedere agli sviluppatori di creare app ad hoc) quando si può creare un sistema operativo modulare, adattabile alle diverse piattaforme, con il vantaggio di app universali. La fine di Windows 10 Mobile forse non implica, automaticamente, anche la fine del progetto Windows Core OS.
Solo il 2018 ci dirà se Surface Phone resterà o meno sulla carta. La speranza, da utente, è che Microsoft non abbandoni veramente il mercato degli smartphone ma che riesca a realizzare un dispositivo davvero “convergente”, con un sistema operativo che sia un ponte tra desktop e mobile.

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Sul pianeta Terra dal 1971, in PC Professionale dal 2000, appassionato da sempre di tecnologia, (buona) cucina e viaggi.