Workstation portatili

Workstation portatili

Sotto test le workstation portatili di HP, Lenovo e PNY: tre notebook per chi lavora sul serio, con la grafica 3D ma non solo. Sono potenti, affidabili e dotate del meglio della tecnologia attuale.

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Sono tanti gli elementi che distinguono una workstation portatile da un comune notebook, ma quelli cardine sono due: potenza e affidabilità. Sono le macchine più veloci disponibili sul mercato, che nascono per l’utilizzo professionale e in particolare per la grafica 3D. Un settore di applicazione classico è quello del disegno tecnico e della progettazione, meglio noto come Cad/Cam/Cae (Computer Aided Design, Manufacturing, Engineering), ma si rivelano ideali anche per la modellazione 3D, l’editing audio e video, il fotoritocco di immagini.

Avere i processori quad core e la grafica 3D più potenti sul mercato ovviamente non basta: una macchina che nasce per il lavoro creativo deve essere anche estremamente affidabile. Sia dal lato passivo (rigidità del telaio, materiali robusti, resistenza all’acqua) sia in maniera attiva (termini di garanzia e assistenza, tecnologie di sicurezza, salvaguardia dei dati). Una workstation portatile deve fornire gli standard più elevati sotto tutti questi punti di vista e deve permettere di continuare a lavorare in ogni situazione. Per essere considerata davvero tale, una workstation portatile deve avere un sottosistema grafico certificato dai vari Isv (Independent Software Vendor), i produttori di software professionale. Con un sistema certificato, si ha la garanzia che un dato applicativo è sicuramente compatibile e funzionerà senza problemi. Le Gpu più adatte a tale scopo sono le Nvidia Quadro e le AMD Radeon Pro/ Fire Pro.

Altro elemento importante è il display, che deve essere di qualità indiscutibile e, specie se la workstation è utilizzata per il fotoritocco o il disegno, deve avere dei colori aderenti alla realtà. I display delle macchine ricevute in prova sono stati prima sottoposti a un processo di calibrazione e quindi a una misurazione del bilanciamento cromatico, dell’uniformità cromatica e della luminanza. Un display da 15”, rigorosamente in tecnologia Ips, è a nostro avviso la soluzione migliore per conciliare qualità e portabilità. Questa dimensione consente di mantenere il peso totale sotto i 3 kg e anche di tenere il portatile sulle gambe, cosa molto difficile con i modelli da 17”.

In commercio ci sono anche delle workstation ultrasottili con peso sotto i due chili, ma non aspettatevi le prestazioni più elevate. La risoluzione di un display da 15” può variare tra la Full Hd (1.920 x 1.080 pixel) e la Ultra Hd (3.840 x 2.160 pixel). Quest’ultima offre una definizione ovviamente superiore, ma va considerato il fatto che una scalatura dei caratteri è praticamente d’obbligo (tra il 150 e il 200%, almeno) e alcuni software datati potrebbero non gradire questo fattore, mostrando errori nelle voci dei menu o negli elementi di controllo. Usare un display ad altissima risoluzione senza scalatura vuol dire rendere illegibili i font di corpo più piccolo e fare molta fatica nel distinguere le linee sottili in un programma di Cad.

Il chip grafico e il disco sono altri fattori importanti. Nelle due tabelle trovate i prodotti più recenti di AMD e Nvidia per il settore professionale. Le Quadro serie P sono basate su architettura Pascal e sono estremamente potenti; la serie M invece utilizza la precedente architettura Maxwell. La linea Radeon Pro di AMD ha soppiantato i precedenti modelli Fire Pro ed è basata su prodotti di ultima generazione con architettura Polaris e processo produttivo a 14 nanometri. Le prestazioni possono variare anche di molto tra un modello e l’altro e una scelta oculata è importante. I parametri più importanti da tenere in considerazione sono il numero di pipeline, l’ampiezza del bus della memoria, la quantità di memoria e le frequenze di clock.

L’unità di storage deve essere obbligatoriamente allo stato solido, meglio se su bus Pci Express 4X e in formato M.2: i dischi di ultima generazione hanno prestazioni strepitose e fanno la differenza rispetto a una classica unità Serial Ata, specie in settori particolari come l’editing video. Infine, non risparmiate sulla garanzia. La formula base dovrebbe coprire tre anni con assistenza di un tecnico a domicilio entro un giorno lavorativo della chiamata. Se la macchina viene utilizzata per lavoro non potete correre il rischio di restare fermi per due settimane mentre viene riparata. Visto che sono anche molto costose, può valere la pena sottoscrivere un piano che copra i danni accidentali come cadute, infiltrazioni di liquidi o sovratensioni elettriche.

I tre modelli ricevuti in prova rispettano tutti questi requisiti. Offrono prestazioni molto diverse tra loro e sono indirizzate a target differenti: la workstation di PNY offre prestazioni con la grafica 3D di altissimo livello grazie alla Gpu di fascia top, mentre la proposta di HP è leggera, maneggevole e con una lunga autonomia. Quella di Lenovo è più equilibrata e copre un ampio spettro di utilizzo. (… continuate a leggere sul numero 328 di PC Professionale)

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