Alexa e Siri presto riconosceranno i disturbi del linguaggio

Alexa e Siri presto riconosceranno i disturbi del linguaggio

Alexa e Siri potranno riconoscere la voce di persone affette da disturbi del linguaggio, grazie a nuovi algoritmi di intelligenza artificiale

Con l’avvento della tecnologia, nelle case di tutto il mondo sono arrivati anche gli assistenti vocali Alexa e Siri. Entrambe hanno aiutato le persone a gestire al meglio le proprie giornate. Inoltre aiutano a prendersi cura di loro stessi e della casa. Tuttavia non tutti hanno avuto la possibilità di accedere a questo servizio, perché affetti da disturbi del linguaggio. Le assistenti digitali infatti non sono mai state in grado, fino ad oggi, di comprendere chi avesse difficoltà nell’esprimersi. Questo ha limitato di molto l’utilizzo di questi strumenti. Ma, grazie a degli algoritmi più complessi, presto Alex e Siri riusciranno a comprendere anche le parole pronunciate con difficoltà o in modo non del tutto chiaro.

Alexa e Siri hanno imparato a riconoscere la voce umana perché la loro tecnologia è stata addestrata attraverso l’utilizzo di svariati file audio. Tuttavia Alexa e Siri non riescono sempre ad aiutare e non comprendono le richieste fatte. Questo succede quando una persona parla troppo lentamente o non in modo non chiaro. Chi soffre di disturbi del linguaggio, come possono essere balbuzie o disartria, si trova quindi escluso dall’utilizzo di questi utili supporti.

Il primo supporto arriva da Amazon, che ha aiutato la sua Alexa con Voiceitt. Si tratta di una startup israeliana che ha sviluppato un algoritmo di riconoscimento vocale, che rileva i disturbi del linguaggio. Prossimamente quindi Alexa si aggiornerà e permetterà a molti più clienti di approcciarsi a lei, utilizzando l’app di Voiceitt.

Invece Apple, permette di sfruttare la funzione Hold to Talk, per lasciar decidere agli utenti per quanto tempo Siri deve ascoltare una richiesta. Presto inoltre sarà disponibile una funzione che rilevi in automatico la balbuzie. Infatti l’azienda sta sviluppando una nuova tecnologia, addestrata con l’utilizzo di clip audio ricavate da svariati podcast.

Infine anche Google ha deciso di approcciarsi a una nuova inclusività. Infatti ha avviato l’iniziativa Project Euphonia, come riporta The Wall Street Journal. L’azienda vuole migliorare il riconoscimento vocale di Google Assistant, sfruttando delle clip audio registrate da dei volontari. Grazie a queste iniziative con il tempo gli assistenti vocali come Siri, Alexa e Google Assistant, potranno essere accessibili da chiunque, per aiutare nella vita di tutti i giorni.

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