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Amazon Alexa, trascrizioni archiviate all’infinito?

Alfonso Maruccia | 5 Luglio 2019

Amazon IA

La politica americana chiede spiegazioni ad Amazon sui tempi di conservazione delle “interazioni” con i gadget basati su Alexa, la […]

La politica americana chiede spiegazioni ad Amazon sui tempi di conservazione delle “interazioni” con i gadget basati su Alexa, la corporation conferma che la privacy, sui gadget intelligenti, non ha ragione di esistere.

Amazon continua a trovarsi al centro delle polemiche sul comportamento di Alexa, assistente digitale e piattaforma di server remoti che, integrata sugli speaker intelligenti della linea Echo o altrove, ha il vizio di raccogliere e poi condividere con terzi le conversazioni degli utenti. Conversazioni che, conferma ora Amazon, potrebbero restare sui server della corporation anche per un tempo indefinito.

Il nuovo motivo del contendere fra Amazon e il resto del mondo è arrivato a opera di Chris Coons, senatore democratico dello stato americano del Delaware che ha interpellato il CEO del colosso dell’e-commerce Jeff Bezos chiedendo spiegazioni sull’utilizzo dei dati degli utenti da parte di Alexa.

Amazon ha alla fine risposto per bocca di Brian Huseman, vice-presidente della Public Policy dell’azienda, fornendo alcune, inquietanti conferme alle preoccupazioni espresse da Coons: i dati delle interazioni degli utenti con Alexa, vale a dire le registrazioni audio e le relative trascrizioni, restano archiviate sui server di Amazon sostanzialmente per sempre finché l’utente non decide altrimenti.

Jeff Bezos, CEO di Amazon

Agli utenti viene concessa la possibilità di cancellare singole interazioni oppure l’intero archivio di Alexa, dice ancora Amazon, ma anche in quel caso le trascrizioni potrebbero continua a esistere in un “sottosistema” non meglio specificato all’interno dell’enorme infrastruttura IT della corporation. Anche le aziende di terze parti attive su Alexa tramite le relative “skill” trattano i dati degli utenti, e conservano le registrazioni al fine di fornire i servizi ai loro clienti.

L’archivio dati di Alexa comprende infatti non solo le conversazioni, ma anche le interazioni necessarie agli utenti per effettuare ordini on-line, acquistare contenuti digitali oppure usare funzionalità di base come impostare la sveglia, un promemoria o un appuntamento sul calendario. Secondo Amazon, i clienti non si aspettano certo che la corporation cancelli tali interazioni negando di conseguenza l’attivazione delle relative funzionalità.

Ancora una volta, Amazon ha insomma confermato – con un certo, sprezzante candore – che chi usa Alexa e i gadget interconnessi della domotica intelligente non può avere alcuna aspettativa di privacy, e alla risposte della corporation il senatore Coons ha sottolineato la scarsa chiarezza in merito alla condivisione dei dati degli utenti con i soggetti di terze parti. Le indagini del governo USA potrebbero forse fare chiarezza anche su questo punto.

prime video lite

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Amazon sta testando l’abbonamento economico Prime Lite

Martina Pedretti | 16 Gennaio 2023

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Amazon sta testando in India una versione economica del suo abbonamento Prime, chiamata Prime Lite: ecco cosa sappiamo

Sembre che Amazon stia testando l’abbonamento economico Prime Lite

Amazon sta testando un nuovo servizio di abbonamento economico per gli utenti in India. Soprannominata Prime Lite, la sottoscrizione è attualmente disponibile come versione Beta per alcuni utenti Prime del paese.

Nel dicembre 2021, Amazon Prime ha aumentato il prezzo dell’abbonamento annuale in India, è successivamente anche nel resto del mondo. Ora però è in fase di test Amazon Prime Lite, una sottoscrizione a costo ridotto, con un’offerta diversa da quella classica, in termini di vantaggi e servizi offerti.

Attualmente l’abbonamento costa 1499 rupie per un anno, ovvero circa 17 euro. Il costo di Amazon Prime Lite si abbasserebbe invece a 999 Rupie, ovvero circa 11 euro.

La notizia di Amazon Prime Lite è stata confermata da OnlyTech, che spiega anche le maggiori differenze con il servizio che tutti conosciamo. La prima è legata alla velocità di consegna, dato che Prime Lite offre la consegna in due giorni e non quella in giornata o in un giorno che invece promette l’abbonamento classico.

Invece parlando di Prime Video, gli utenti Prime Lite possono ancora accedere a contenuti illimitati, che però non saranno disponibili in formato HD. Inoltre sarà presente la pubblicità all’interno della piattaforma streaming. Amazon Prime Video Lite potrà poi trasmesso in streaming su due dispositivi alla volta, uno dei quali dovrebbe però essere un telefono cellulare.

Mentre Prime Lite offre vantaggi e servizi quasi simili come Amazon Prime, c’è una grande differenza. Gli utenti non potranno infatti accedere ad Amazon Prime Music con il nuovo abbonamento Prime Lite. Inoltre gli abbonati non avranno accesso a promozioni sugli audiolibri di Audible, ebook gratuiti, ricompense e giochi gratuiti di Prime Gaming, oltre rateizzazione degli acquisti su più pagamenti mensili a tasso zero.

Non sappiamo ad oggi se questa novità arriverà anche in Italia e quale potenzialmente potrebbe essere il suo prezzo. Attualmente l’abbonamento nel nostro paese costa 49,90/anno e 4.99/mese. L’offerta ridotta non riprenderebbe sicuramente il prezzo del servizio nel mercato indiano, ma si adatterebbe a quello italiano.

Su Amazon in arrivo un’app dedicata allo sport? Il rumor

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Su Amazon in arrivo un’app dedicata allo sport? Il rumor

Andrea Sanna | 29 Dicembre 2022

Amazon

Stando ad alcuni rumor Amazon pare stia lavorando a un’app interamente dedicata allo sport. Ecco quanto emerso fino a ora

Se su Netflix non sembrano esserci ancora i presupposti affinché si possa introdurre lo sport in diretta, non si può fare lo stesso discorso su Amazon. La nota azienda, infatti, pare sia pronta ad aggiungere una nuova applicazione dedicata interamente allo sport. Si tratterebbe di un portale in grado di fruire contenuti trasmessi in streaming e disponibili on demand in esclusiva. Ad esempio pensiamo alle partite di Champions League al mercoledì o ai vari documentari dedicati a squadre e sportivi.

A parlare di questo è The Information che ha dato qualche dettaglio a riguardo. Premessa fondamentale: a oggi si tratta di indiscrezioni e di ufficiale non ci sarebbe nulla, ma comunque quel che basta per far parlare. Stando a quanto emerso pare che l’amministratore delegato Andy Jassy stia puntando i contenuti sportivi tanto da aumentare il budget per le trasmissioni live. Un investimento sicuramente importante.

In base a quanto riferito sembrerebbe che l’applicazione di Amazon incentrata sullo sport, sarebbe molto simile a quella di Prime Video. La struttura dovrebbe essere più o meno uguale. Ovvero contenuti live da una parte e on demand dall’altra. Per farvi un esempio pratico:

Amazon a oggi ha in possesso le partite del mercoledì di Champions League. Dunque in caso di creazione dell’app le troveremo tra i contenuti in diretta. Sempre su Prime Video ci sono le serie e film documentari dedicati a squadre (come la Juve per esempio) e queste saranno inserite nella sezione on demand.

Ci teniamo a ribadire che a oggi non c’è niente di ufficiale, ma pare che il progetto possa comunque concretizzarsi e ci sarebbero tutti i presupposti. Servirà però del tempo affinché possa diventare realtà. Il fatto che ci sia una nuova app, però, fa dubitare qualcuno. Questo perché molto probabilmente potrebbe essere richiesto un abbonamento separato da Prime Video e dunque risultare più caro.

Ma attendiamo conferme o smentite da Amazon, anche per capire se l’app in questione dedicata allo sport avrà dei costi ben precisi o sarà inclusa nell’abbonamento già in possesso degli utenti.

Amazon, in Texas e California consegna pacchi con dei droni

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In Texas e California Amazon consegna pacchi con dei droni

Andrea Sanna | 29 Dicembre 2022

Amazon

I pacchi Amazon in Texas e California saranno consegnati grazie ai droni. E in tempi brevissimi: appena un’ora!

Quante volte vi sarà capitato di ordinare un pacco su Amazon e desiderare di riceverlo immediatamente? Ebbene in alcune zone dell’America, parliamo della California e del Texas, già da giugno il servizio ha preso il via servendo alcune precise aree. Il tutto si era già verificato nel 2016 in Inghilterra peraltro.

Ora che siamo sotto le feste, negli USA hanno pensato bene di intensificare il lavoro e mettere così alla prova le modalità di consegna. Pensate che una persona che ordina un pacco grazie all’utilizzo dei droni lo riceve entro un’ora dall’ordine. L’attività in questione si chiama, come già noto, Amazon Prime Air. Può consegnare un numero di pacchi (chiaramente fino a una certa grandezza) ai clienti di Lockeford, in California, e a College Station, in Texas.

A riguardo proprio la portavoce di Amazon, Natalie Banke ha fatto sapere a KTXL Fox 40: “Il nostro obiettivo è introdurre in sicurezza i nostri droni nei cieli. Stiamo iniziando in queste comunità e nel tempo espanderemo gradualmente le consegne a più clienti”.

La Federal Avation Administration ha permesso questo permesso nel 2020, ma solo oggi ha preso vita definitivamente. Così per cominciare hanno scelto le due città menzionate che contano precisamente 3500 residenti (a Lockeford) e 120.000 abitanti (a College Station).

In base a quanto emerso pare le le consegne sono effettuate, a oggi, in un raggio di 6 km dai centri di consegna. I clienti che hanno acquistato qualcosa su Amazon hanno fatto sapere che dopo aver confermato il proprio acquisto hanno ricevuto informazioni sul tracciamento e il tempo stimato per l’arrivo del pacco.

Altra piccola curiosità: pare che i droni Amazon siano in grado di volare anche in caso di avaria e riducono al minimo le onde sonore ad alta frequenza. Quelli attualmente in uso si chiamano MK27-2 e hanno in dotazione un hardware e software per poter volare in autonomia. Per evitare ostacoli e arrivare a destinazione gli addetti ai lavori hanno pensato di programmarli. Attualmente, però, sono monitorati affinché il tutto vada a buon fine.

Tra l’altro pare che sia in lavorazione il nuovo drone Amazon, MK30, più leggero e sicuro, in grado persino di resistere alle intemperie. L’impiego effettivo potrebbe partire dal 2024. L’azienda ha intenzione anche di espandere il tutto in altre zone degli Stati Uniti.

E chissà che il tutto non possa arrivare oltre oceano!

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