Jeff Bezos, CEO di Amazon

Prima o poi Amazon fallirà. Parola di Jeff Bezos

Il fondatore del moderno impero delle vendite telematiche risponde alla domanda di un suo dipendente: nemmeno Amazon è “troppo grande per fallire”, sostiene Jeff Bezos. Anzi: prima o poi l’azienda andrà gambe all’aria. L’obiettivo è ritardare il più possibile l’arrivo di quel giorno fatale.

Jeff Bezos, founder e CEO (oltre che presidente) di Amazon, è attualmente considerato l’uomo più ricco del mondo con una fortuna personale superiore ai 150 miliardi di dollari. Tutto quel denaro non sembra però aver annebbiato la capacità di giudizio del magnate tecnologico, che si dice convinto del fatto che la sua creatura fallirà, prima o poi.

“Amazon non è troppo grande per fallire”: queste le parole con cui Bezos ha accolto la domanda di un dipendente della corporation, durante un meeting organizzato a Seattle. L’uomo più ricco del mondo prevede anzi che Amazon un giorno finirà in bancarotta, un destino in pratica comune a tutte le grandi aziende che sembrano avere una durata di vita trentennale e non certo secolare come le fabbriche di birra.

Amazon

Focus sul cliente

La domanda rivolta a Bezos si riferiva alla cronaca recente, e in particolare al destino della catena di grandi magazzini americani Sears finita in bancarotta a ottobre. Prima o poi anche Amazon farà la fine di Sears, ha suggerito Bezos, l’obiettivo primario del management e dei dipendenti del colosso dell’e-commerce (e oramai del commercio a tutto tondo) e quello di ritardare quanto più è possibile l’arrivo di quella fine.

Come si fa a non fallire prima del tempo? Per Bezos uno dei requisiti indispensabile per un’azienda sempre in salute è quello di focalizzarsi sempre e comunque sulle esigenze del cliente, piuttosto che sull’andamento del business vero e proprio. Così Amazon può continuare a crescere senza crollare, come dimostra la già annunciata espansione con il nuovo quartier generale da costruire a Long Island City, New York e a Crystal City in Virginia. Un’aggiunta che porterà con se 50.000 nuovi posti di lavoro.

Le dimensioni ciclopiche che ha oramai assunto Amazon non sembrano preoccupare Bezos, che mette anche in conto un aumento dei controlli da parte delle autorità antitrust in America, Europa e altrove. Al momento uno dei nemici più pericolosi per il futuro dell’e-commerce col “sorriso” sembra essere Donald Trump: il presidente americano ha già provocato perdite multimiliardarie in borsa con i suoi tweet ferali sulle presunte tasse non versate dall’azienda.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.