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Amazon: contratto JEDI perso per colpa di Donald Trump

Alfonso Maruccia | 10 Dicembre 2019

Amazon Cloud

Il colosso di Jeff Bezos se la prende ufficialmente con il presidente americano, apparentemente colpevole di un’autentica “vendetta” nei confronti […]

Il colosso di Jeff Bezos se la prende ufficialmente con il presidente americano, apparentemente colpevole di un’autentica “vendetta” nei confronti di Amazon che ha portato all’assegnazione di JEDI a Microsoft.

Amazon è a dir poco scontenta della decisione del Pentagono di scegliere Microsoft per la sua infrastruttura cloud next-gen, il fatto è già ampiamente noto e la corporation ha ufficialmente trascinato il Dipartimento della Difesa USA in tribunale per chiedere una nuova valutazione sul contratto JEDI. Ora emerge anche quello che, a dire di Amazon, sarebbe uno dei principali responsabili di questa scelta “scorretta”, vale a dire il presidente americano Donald Trump.

Trump e Amazon – e il suo CEO Jeff Bezos in particolare – sono da tempo ai ferri corti, una tendenza all’acrimonia e allo scontro che, nel caso del suddetto contratto JEDI, avrebbe spinto il DoD a investire 10 miliardi di dollari nel cloud di Microsoft. Dai documenti legali della causa contro il Pentagono emerge ora l’accusa, chiara e diretta, formulata da Amazon nei confronti dell’inquilino pro-tempore della Casa Bianca.

Pentagono

Amazon parla di “errori fondamentali” nella valutazione delle caratteristiche di AWS (Amazon Web Services) per JEDI, con il DoD che avrebbe “ignorato” le qualità “uniche” del cloud della corporation e avrebbe trascurato di tenere in debita considerazione le “chiare mancanze” dell’offerta concorrente di Microsoft. Alla fine, la valutazione sarebbe stata artefatta per creare un “falso senso di parità” tra le due offerte.

Trump, dice ancora Amazon, avrebbe lanciato attacchi ripetuti nei confronti della corporation e della sua offerta per JEDI, sia in pubblico che dietro le quinte. L’ex-ministro della difesa James Mattis, sostiene la corporation, sarebbe stato letteralmente apostrofato con un “si fotta Amazon” da Trump come emerge dal libro A Warning.

Amazon Prime Video Channels

Servizi

Amazon Prime Video, arriva la Champions League

Luca Colantuoni | 18 Dicembre 2020

Amazon Streaming

Amazon ha comunicato che, a partire dall’anno prossimo e per tre anni, trasmetterà in esclusiva le migliori 16 partite di Champions League del mercoledì.

L’azienda di Seattle ha comunicato che trasmetterà in esclusiva 16 partite della Champions League per tre anni, oltre alla finale di Supercoppa Europea, a partire dalla stagione 2021/22. Tra gli incontri trasmessi il mercoledì ci sarà sempre quello di una squadra italiana. Non sono noti i dettagli economici, ma si ipotizza una cifra di circa 80 milioni di euro all’anno.

Le prime indiscrezioni sul possibile ingresso di Amazon nel mercato dello streaming calcistico risalgono al mese di ottobre. La UEFA aveva predisposto quattro pacchetti per la trasmissione in Italia della Champions League. Mediaset avrebbe scelto quelli relativi alle migliori 16 partite del martedì e la finale (tutte in chiaro), mentre Sky avrebbe scelto quello con 104 partite, per le quali servirà l’abbonamento SAT o Now TV.

Amazon ha invece confermato l’acquisto del pacchetto con le migliori 16 partite del mercoledì, una delle quali sarà sempre quella di una squadra italiana dai gironi fino alla semifinale. L’esclusiva non preclude eventuali accordi tra broadcaster. In teoria, Amazon potrebbe concedere le sue partite anche a Sky. Tra l’altro, pochi giorni fa le due aziende hanno annunciato una partnership che prevede l’arrivo di Now TV su Fire TV e Amazon Prime Video su Now TV e Sky Q.

Questo è il comunicato stampa ufficiale:

Amazon non vede l’ora che inizi la prossima stagione della UEFA Champions League, uno dei tornei a squadre più prestigiosi del mondo. Siamo lieti di offrire ai nostri clienti in Italia le migliori partite del mercoledì sera dal 2021 in avanti. Sappiamo che i tifosi italiani sono tra più passionali d’Europa e daremo il massimo per offrire una fantastica esperienza calcistica capace di portarli ancora più vicino all’azione.

Ovviamente le partite verranno trasmesse su Prime Video. Non ci sono però informazioni sul costo dell’abbonamento. La soluzione migliore sarebbe mantenere il prezzo attuale (36 euro/anno), ma potrebbe esserci anche un aumento (facendo arrabbiare gli utenti che non seguono il calcio). La seconda possibilità è attivare un Prime Video Channel dedicato, per il quale si dovrà pagare una somma aggiuntiva.

Amazon Luna

Servizi

Amazon Luna disponibile anche su Android

Luca Colantuoni | 16 Dicembre 2020

Amazon Cloud Gaming

Il servizio di cloud gaming Amazon Luna è ora disponibile anche su Android, ma gli utenti devono utilizzare specifici smartphone di Google, Samsung e OnePlus.

L’azienda di Seattle ha comunicato che Amazon Luna supporta anche Android. Il servizio di cloud gaming, annunciato a fine settembre e disponibile da fine ottobre (solo negli Stati Uniti), permette di accedere ad un vasto catalogo di giochi tramite Google Chrome. Essendo ancora una versione preliminare è necessario chiedere l’accesso sul sito ufficiale.

Amazon Luna era inizialmente disponibile su PC, Mac, Fire TV, iPhone e iPad. Il servizio di cloud gaming supporta ora anche Android tramite web app (come su iOS). È quindi necessario accedere all’indirizzo www.amazon.com/luna con almeno la versione 86 di Google Chrome. Come indicato nella pagina di supporto, gli utenti devono avere uno specifico smartphone con almeno Android 9 Pie.

Questi sono gli smartphone compatibili (altri verranno aggiunti nei prossimi giorni):

  • Pixel 4 XL
  • Pixel 4a
  • Pixel 4a 5G
  • Pixel 5
  • Samsung Galaxy S10
  • Samsung Galaxy S10+
  • Samsung Galaxy Note 10
  • Samsung Galaxy Note 10+
  • Samsung Galaxy S20
  • Samsung Galaxy S20+
  • Samsung Galaxy S20 Ultra
  • Samsung Galaxy Note 20
  • OnePlus 7
  • OnePlus 7 Pro
  • OnePlus 8
  • OnePlus 8 Pro
  • OnePlus Nord
  • OnePlus 7T
  • OnePlus 7T Pro

Il sito 9to5Google ha verificato il funzionamento anche con il Galaxy Note 20 Ultra. Altri requisiti minimi sono una connessione Internet con velocità di 10 Mbps e un controller Bluetooth (oltre a quello di Amazon è possibile utilizzare quello di Xbox One o PlayStation 4).

Gli utenti possono sottoscrivere l’abbonamento a due canali: Luna+ (5,99 dollari/mese) e Ubisoft+ (14,99 dollari/mese). Non è noto se e quando il servizio sarà accessibile anche in Italia.

Alexa Live Translation

Servizi

Alexa traduce la conversazione in tempo reale

Luca Colantuoni | 15 Dicembre 2020

Amazon Echo

La funzionalità Live Translation permette ad Alexa di tradurre in tempo reale una conversazione tra due persone che parlano lingue differenti.

Amazon ha annunciato una nuova funzionalità per Alexa che sfrutta una serie di tecnologie avanzate. Gli utenti che possiedono un dispositivo Echo possono chiedere all’assistente personale di tradurre una conversazione in tempo reale tra due persone che parlano lingue differenti. Chi ha un Echo Show vedrà anche la trascrizione sullo schermo.

Inizialmente la funzionalità Live Translation supporterà solo la traduzione tra l’inglese (Stati Uniti) e sei lingue (italiano, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e hindi). Gli utenti statunitensi possono quindi avviare conversazioni con un’altra persona pronunciando ad esempio il comando “Alexa, traduci in italiano“. L’assistente riconoscerà automaticamente le parole o frasi e fornirà la traduzione nelle lingue desiderate. Per interrompere la sessione è sufficiente il comando “Alexa, stop“.

L’azienda di Seattle spiega che la funzionalità utilizza diversi sistemi, tra cui il riconoscimento vocale automatico (ASR), Amazon Translate e il text-to-speech. In particolare, durante una sessione di traduzione, Alexa sfrutta due modelli ASR in parallelo, insieme ad un modello separato per l’identificazione della lingua.

L’implementazione parallela è necessaria per ridurre la latenza e dunque fornire la traduzione in tempo reale. In base alla lingua individuata viene scelto l’output di un solo modello ASR che viene inviato ad Amazon Translate. La traduzione viene quindi passata al sistema text-to-speech per la riproduzione vocale.

Ognuno dei sistemi ASR utilizza due tipi di modelli linguistici, uno tradizionale per le frasi brevi e uno basato sulle reti neurali per frasi più lunghe. Lo sviluppo della funzionalità ha richiesto una modifica ai cosiddetti “end-pointer” di Alexa per distinguere le pause più lunghe durante la conversazione dalla fine delle frasi.

Amazon continuerà a migliorare la Live Translation per rendere le conversazioni più naturali tenendo conto di altri fattori, come il tono della voce. Non è noto quando la funzionalità sarà disponibile anche per gli utenti italiani.

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