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Anche Toshiba svela i suoi Smart Glasses

Roberto Cosentino | 12 Marzo 2018

Toshiba

Toshiba presenta i suoi smart glasses per la Realtà Aumentata basati su un Mini Pc.

L’accantonamento dei Google Glass da parte di Mountain View ha deluso tantissimi appassionati di tecnologia e innovazione ma, seppur di smart glasses se ne parli meno di allora, alcune aziende continuano a proporre nuovi dispositivi in questo particolare segmento, come i Vaunt di Intel o i nuovi Smart Glasses di Toshiba.

Il Mini Pc si collega via Usb.

A differenza di Google Glass e Vaunt, oggetti principalmente pensati come wearable e che sono stati presentati con tutta la tecnologia disponibile integrata comodamente nell’occhiale, il dispositivo di Toshiba nella montatura integra solamente un display da 0,26 pollici con risoluzione da 640 x 360 pixel, un pad e una fotocamera.
La parte hardware/software e il rispettivo funzionamento è basato su un Mini Pc di Toshiba, il Toshiba dynaEdge Mobile Mini PC con Windows 10 Pro, collegato agli occhiali stessi, da cui è possibile controllare il device per la Realtà Aumentata.
L’intenzione di Toshiba è molto distante dalla volontà iniziale di Big G di realizzare un prodotto destinato in ambito consumer, dal momento che trova molte applicazioni in ambito professionale; il dispositivo è pensato principalmente per i professionisti che necessitano, oltre alle applicazioni che sfruttano la Realtà Aumentata, di poter controllare in mobilità e via comandi vocali documenti Pdf, fotografie, videochiamate ed e-mail.

Una videochiamata con gli Smart Glasses di Toshiba

Il Mini Pc, dal design un po’ troppo retrò e dalle dimensioni non troppo contenute, ricorda vagamente un joystick, in quanto sulla superficie presenta dei tasti direzionali da utilizzare per controllare l’intero sistema, che può essere gestito anche tramite il controllo vocale o con il pad posto sugli occhiali stessi.
Al suo interno il dispositivo integra il processore Intel M Core Processor, 4,8 o 16 GB di Ram e 128/256/512 GB di storage.
Presente anche una fotocamera da 5 megapixel utilizzabile per le videochiamate su Skype e diverse funzionalità trovabili anche sugli smartphone, come Led, modulo Wi-Fi, Gps, speaker, microfono, giroscopio, sensore di impronte, slot micro Sd e sensore di prossimità.
L’autonomia? Approssimativamente è possibile utilizzare il dispositivo per circa 6 ore.
Il prezzo degli Smart Glasses di Toshiba, disponibili da oggi, è di 1.899 dollari.

Toshiba

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Toshiba abbandona il mercato dei PC una volta per tutte

Alfonso Maruccia | 11 Agosto 2020

Mercato Sharp Toshiba

La corporation giapponese vende la quota residua di Dynabook a Sharp e saluta in via definitiva il mercato PC. Un passaggio di consegne a suo modo storico.

Nonostante la (temporanea?) fiammata nel numero di sistemi commercializzati causata dalla pandemia di COVID-19, il mercato dei PC odierno non è più quello di una volta. Toshiba, uno dei marchi storici del settore, ha deciso di farla finita una volta per tutte vendendo le quote residue di quello che un tempo era stato un business piuttosto importante per il gruppo.

Toshiba fu la prima, nel 1985, a commercializzare un PC in formato “portatile” con il modello T1100. La casa di Minato ha continuato a operare attivamente nel settore fino al 2018, quando cedette una quota maggioritaria (80,1%) del business PC a Sharp. Quest’ultima sfruttò l’occasione per rientrare nel settore per mezzo del nuovo marchio Dynabook.

Toshiba T1100

L’accordo con Sharp prevedeva l’acquisizione, da parte di quest’ultima, di buona parte dei prodotti, le tecnologie, i brand e gli altri asset in precedenza a disposizione della divisione Client Solutions Group di Toshiba. La corporation di Tokyo sfruttò l’occasione per ristrutturare l’intero business, uscendo da un mercato in cui non riusciva più a competere e liberandosi (tra le altre cose) anche della divisione delle TV e quella dei chip NAND Flash.

Come parte dell’accordo con Sharp c’era l’opzione di cedere la restante quota del 19,9% di Dynabook all’azienda, un’opportunità che ora Toshiba ha deciso di cogliere per uscire definitivamente dal mercato PC. In questo modo Dynabook diviene sussidiaria al 100% di Sharp, organizzazione a sua volta controllata dal colosso cinese Foxconn per oltre il 60%. E’ la fine di un’era, in un mondo molto diverso rispetto a qualche decennio fa.

Toshiba

Storage

Hard disk SMR, anche Toshiba pubblica la sua lista

Alfonso Maruccia | 4 Maggio 2020

Hdd Toshiba

La corporation giapponese professa trasparenza e conferma quali modelli di hard disk utilizzano la tanto discussa tecnologia SMR.

Lo “scandalo” degli hard disk SMR venduti senza indicazioni chiare ai clienti finali continua a generare contraccolpi in seno all’industria dello storage. Dopo WD, ora anche Toshiba ha deciso di comunicare in dettaglio tutti i modelli che fanno uso della tanto chiacchierata (e malignata) tecnologia di archiviazione a tracce sovrapposte.

Il sistema Shingled magnetic recording (SMR) permette di incrementare la densità di archiviazione dei dati sui piatti magnetici ma ha un effetto molto negativo sulle prestazioni in scrittura. Il caso dei dischi SMR venduti senza avvertenze o specifiche precise era (ed è) particolarmente negativo per il mercato delle unità dedicate ai NAS, HDD che devono sostenere un flusso continuo di dati a velocità possibilmente costanti per evitare problemi anche gravi (es. nelle configurazioni RAID).

HDD magnetico

Toshiba ha ora ammesso che la tecnologia SMR ha un impatto “riconosciuto” sulla velocità di scrittura, e l’azienda si è assicurata di non fare uso delle tracce sovrapposte sulle unità destinate ai NAS. La lista dei drive SMR dedicati ai PC desktop, all-in-one e sistemi di sorveglianza include i seguenti modelli:

  • P300 6TB
  • P300 4TB
  • DT02 6TB
  • DT02 4TB
  • DT02-V 6TB
  • DT02-V 4TB

Per i laptop e le unità esterne, invece, i seguenti drive Toshiba fanno uso della tecnologia SMR:

  • L200 2TB
  • L200 1TB
  • MQ04 2TB
  • MQ04 1TB
Samsung V-NAND di quinta generazione

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Toshiba, 6 exabyte di chip NAND Flash perduti a causa di un guasto

Alfonso Maruccia | 2 Luglio 2019

Memorie Toshiba WD

La corporation giapponese ha di recente subito un’improvvisa perdita di energia in una delle sue fabbriche, incidente in conseguenza del […]

La corporation giapponese ha di recente subito un’improvvisa perdita di energia in una delle sue fabbriche, incidente in conseguenza del quale potrebbero esserci contraccolpi per l’intero mercato delle memorie a stato solido.

Un blackout temporaneo a un impianto produttivo di Toshiba Memory Corporation potrebbe avere importanti conseguenze per il business delle memorie NAND Flash, un settore che da tempo conosce una sostanziale riduzione dei prezzi ma che ora potrebbe mutare improvvisamente rotta. I calcoli sono ancora in corso, mentre Western Digital (WD) – che gestisce l’impianto in partnership con Toshiba, ha già parlato di una produzione di chip ridotta di almeno 6 exabyte.

Il guasto è avvenuto nella struttura produttiva presente nella regione dello Yokkaichi, in Giappone, e ha influito negativamente sia sull’impianto in sé che sui delicati e complessi macchinari utilizzati per la produzione vera e propria di chip NAND Flash. L’evento si è verificato il 15 giugno scorso, e la struttura non potrà tornare alla piena operatività prima della metà di luglio.

Toshiba

Stando ai numeri forniti da WD, in seguito all’incidente la produzione di memorie si ridurrà di circa 6 exabyte – vale a dire 6 milioni di terabyte; finanziariamente parlando, gli effetti della contrazione si faranno sentire nel primo trimestre dell’anno fiscale 2020 della corporation. Di conseguenza, la spirale discendente dei prezzi di SSD e altri prodotti a base di NAND Flash dovrebbe quantomeno arrestarsi se non tornare nuovamente a crescere.

In realtà le stime di WD potrebbero essere arrotondate per difetto, e le conseguenze del guasto sull’intero mercato delle NAND Flash sono ancora tutte da valutare: alcune stime parlano di una riduzione nella produzione globale di memorie Flash pari al 25% tra agosto e ottobre, mentre per quanto riguarda la produzione di chip NAND in capo a Toshiba si potrebbe arrivare a perdite pari a 9 exabyte.

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