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Android 11, aggiornamenti rapidi con Virtual A/B

Luca Colantuoni | 10 Luglio 2020

Android Google

Il meccanismo Virtual A/B introdotto con Android 11 permette di velocizzare gli aggiornamenti, riducendo lo spazio occupato rispetto al precedente A/B OTA.

Google ha fornito alcuni dati sull’adozione di Android 10, illustrando le principali tecnologie che hanno permesso di velocizzare la distribuzione degli aggiornamenti. Con Android 11 sono state introdotte altre tre novità che dovrebbero ridurre la cosiddetta frammentazione e incrementare la diffusione dell’ultima versione del sistema operativo.

Con Android 10 è stata introdotta la tecnologia Project Mainline che permette di aggiornare alcuni componenti del sistema operativo tramite Google Play Store. Con Android 11 sono stati aggiunti altri 9 componenti (per un totale di 21), la maggioranza dei quali riguardano sicurezza e privacy.

La seconda novità si chiama Generic Kernel Image (GKI). L’obiettivo di Google è implementare un “Project Treble per il kernel Linux”, ovvero fornire un’immagine generica del kernel compatibile con tutti i dispositivi ARM64. Gli OEM e i chipmaker aggiungeranno i driver e il codice proprietario mediante moduli del kernel. Si tratta comunque di un fork del kernel Linux utilizzato nelle distribuzioni desktop.

Probabilmente Google considererà GKI un requisito obbligatorio per il rilascio della certificazione che consente agli OEM di installare i GMS (Google Mobile Services). Ulteriori dettagli verranno comunicati nei prossimi mesi.

Con Android 11 verrà infine introdotto il meccanismo Virtual A/B. Attualmente viene utilizzato il meccanismo A/B OTA per gli aggiornamenti del sistema operativo. Su ogni dispositivo sono presenti due partizioni (A e B), una della quali è attiva. La procedura di update avviene in background (l’utente può utilizzare il dispositivo) e al successivo riavvio viene attivata l’altra partizione. Ciò permette anche di ripristinare il precedente sistema operativo in caso di problemi.

Lo svantaggio è che il sistema operativo occupa il doppio di spazio. Per questo motivo alcuni produttori non usano il meccanismo A/B OTA. Il nuovo meccanismo Virtual A/B, obbligatorio a partire da Android 11, permette di velocizzare gli aggiornamenti riducendo lo spazio occupato (la partizione virtuale può essere ridimensionata).