Android

Come analizzare l’hardware di uno smartphone Android

Alfonso Maruccia | 5 Marzo 2019

Android

Due app permettono di sviscerare ogni dettaglio delle caratteristiche tecniche dei gadget mobile basati su Android e, volendo, di salvare […]

Due app permettono di sviscerare ogni dettaglio delle caratteristiche tecniche dei gadget mobile basati su Android e, volendo, di salvare un rapporto testuale sul dispositivo.

La tecnologia degli smartphone e dei gadget mobile è diventata estremamente complessa, al punto da rivaleggiare, in quanto a numero di specifiche hardware e caratteristiche tecniche, con un PC di media complessità costruttiva. In caso di necessità, quindi, è sempre utile avere a disposizione uno strumento che ci permetta di ricostruire un quadro dettagliato dei componenti integrati senza dover fare affidamento sulle dichiarazioni – quasi mai complete o esaustive – del produttore.

Essendo la piattaforma più popolare e usata in assoluto, Android offre una copiosa quantità di app create allo scopo di analizzare l’hardware del dispositivo sottostante. In questa guida ne prenderemo in esame due tra quelle più popolari, analizzando i pro e i contro della scelta tra l’una o l’altra.

La prima app per l’analisi dell’hardware mobile è CPU-Z, versione della popolare utility per PC specificamente adattata all’ambiente Android: nella sua incarnazione per smartphone, CPU-Z fornisce molte più informazioni rispetto alla controparte x86 e le organizza in maniera ordinata in una serie di schede selezionabili al tocco o con uno swipe laterale.

Analisi-Hardware-Android-01

La prima scheda di CPU-Z fornisce informazioni dettagliate sul chip SoC (System-on-a-Chip) su cui è basato il dispositivo, l’architettura e il numero di core della CPU con tanto di frequenze in tempo reale, la GPU e il produttore del sistema.

Analisi-Hardware-Android-02

La scheda Device restituisce informazioni sul modello del dispositivo (uno smartphone Nokia 6.1 nel caso in esame), dimensioni e risoluzione dello schermo con valori di DPI, peso, RAM totale e disponibile, storage interno, data di commercializzazione.

La scheda System è dedicate al sistema operativo Android con informazioni sulla versione, il “livello” delle patch installate, il bootloader, la Build, il kernel, il numero di giorni di attività dell’OS.

La scheda Battery è ovviamente dedicata alla batteria integrata, con informazioni sulla “salute” dell’accumulatore energetico del dispositivo, la temperatura, il voltaggio e la capacità in mAh.

Maggiori informazioni sulle condizioni termiche sono invece disponibili nella scheda Thermal, con una panoramica davvero esaustiva sulle temperature registrate dai molti sensori presenti nel dispositivo.

Per conoscere invece i dettagli delle informazioni registrate dai sensori è possibile rivolgersi alla scheda Sensors, con i dati in tempo reale restituiti da accelerometro, magnetometro, giroscopio e qualsiasi altra tipologia di componente attivo e “in ascolto” presente sul dispositivo.

Dalla scheda About è possibile accedere alla “validazione” on-line del profilo del nostro dispositivo, alle scarne impostazioni disponibili (uso di gradi Celsius o Fahrenheit, controllo di CPU, GPU e/o sensori) e poco altro. Tutto considerato, CPU-Z in versione Android rappresenta una soluzione pratica e completa per l’analisi dell’hardware e può contare sul favore di decine di milioni di installazioni attive.

Un’altra app di analisi dell’hardware, molto meno popolare di CPU-Z ma certo non inferiore in quanto a funzionalità (e disponibile anche in italiano) è Droid Info. Anche in questo caso le informazioni sono presentate sotto forma di schede, sebbene l’organizzazione tenda a essere un po’ meno ordinata e piacevole da consultare rispetto a CPU-Z.

La prima scheda, Dispositivo, fornisce i dati sul terminale e il display.

La seconda scheda, Sistema, è dedicata a processore SoC, CPU e GPU.

La terza scheda prende in considerazione la Memoria, sia quella volatile (RAM) che di massa interna ed eventualmente esterna.

La scheda Fotocamera è ovviamente dedicata alle caratteristiche delle fotocamere integrate, con informazioni dettagliate sulle risoluzioni supportate, le modalità di scatto e altro ancora che non è possibile conoscere usando CPU-Z.

La scheda Caratteristiche elenca le funzionalità di connettività supportate dal terminale tra Bluetooth, Wi-Fi, GPS, NFC e USB.

La scheda Termico indica i valori dei sensori termici.

La scheda Batteria analizza lo stato della batteria.

La scheda Sensori prende in esame accelerometri, giroscopi e tutti gli altri sensori.

Dalla scheda Segnala è infine possibile salvare un rapporto sull’hardware del dispositivo in formato testuale, mentre il rapporto in PDF richiede un acquisto in-app di cui si può benissimo fare a meno. Anche in questo caso si tratta di una caratteristica non presente in CPU-Z.

Tirando le somme: CPU-Z fornisce (quasi) tutte le informazioni indispensabili sull’hardware del nostro dispositivo, organizzandole in modo logico e coerente ma anche piacevole alla vista. Per contro Droid Info ha un design meno elaborato e sparpaglia in diverse schede dati che forse starebbero meglio se accorpati nella stessa scheda.

La possibilità di accedere a un maggior numero di dati rispetto a CPU-Z è un vantaggio indubbio di questa seconda app, per non parlare della capacità di salvare un rapporto testuale dell’analisi dell’hardware. Visto che entrambe le app sono gratuite – con visualizzazione saltuaria di advertising – il consiglio che diamo è di scaricarle e installarle entrambe valutando quale soluzione faccia davvero al caso nostro.

Moto G9 Plus

Smartphone

Motorola svela gli smartphone che riceveranno Android 11

Luca Colantuoni | 22 Dicembre 2020

Android Motorola Smartphone

Motorola ha comunicato i nomi degli smartphone che verranno aggiornati ad Android 11 nei prossimi mesi, ma non è nota la tempistica.

A distanza di oltre un mese dal debutto ufficiale del nuovo sistema operativo, Motorola ha finalmente svelato i nomi degli smartphone che riceveranno Android 11. Purtroppo non è stata comunicata la roadmap, quindi gli utenti potrebbero attendere anche diversi mesi.

Motorola non apporta eccessive modifiche alla versione stock di Android, quindi l’esperienza d’uso è simile a quella offerta da Google Pixel. Nonostante ciò, la distribuzione degli aggiornamenti avviene con una certa lentezza. Secondo Counterpoint Research, Lenovo (proprietario di Motorola) occupa la parte bassa della classifica, davanti a LG.

Motorola Razr 5G

Motorola afferma che il rilascio dell’aggiornamento ad Android 11 inizierà nei prossimi mesi per questi smartphone:

  • Motorola Razr 5G
  • Motorola Razr 2019
  • Motorola Edge
  • Motorola Edge+
  • Motorola One 5G
  • Motorola One Action
  • Motorola One Fusion
  • Motorola One Fusion+
  • Motorola One Hyper
  • Motorola One Vision
  • Moto G 5G
  • Moto G 5G Plus
  • Moto G Fast
  • Moto G Power
  • Moto G Pro
  • Moto G Stylus
  • Moto G9
  • Moto G9 Play
  • Moto G9 Plus
  • Moto G9 Power
  • Moto G8
  • Moto G8 Power
  • Lenovo K12 Note

I modelli venduti in Italia, ma non inclusi nell’elenco sono: Motorola One Macro, Motorola One Zoom, Moto G8 Power Lite e, stranamente, Moto G8 Plus (probabilmente perché è nato con Android 9 Pie). Ovviamente non verrà aggiornato nessun modello della serie Moto E7.

Motorola Edge+

In fondo al comunicato, Motorola chiarisce che si tratta di informazioni soggette a modifiche. Il produttore statunitense non garantisce che l’aggiornamento arrivi sui dispositivi elencati, in quanto le informazioni non rappresentano un impegno o un obbligo. In pratica, Motorola può decidere di non rilasciare Android 11 per uno o più smartphone.

Qualcomm

Smartphone

Smartphone con chip Qualcomm, update per quattro anni

Luca Colantuoni | 17 Dicembre 2020

Android Google Qualcomm Smartphone

Google e Qualcomm hanno avviato una collaborazione per migliorare il design Project Treble attraverso il supporto per quattro major release di Android.

Qualcomm e Google hanno annunciato una collaborazione che prevede il miglioramento del famoso design Project Treble. Gli utenti che acquisteranno nuovi smartphone con processore Snapdragon e Android 11 potranno ricevere quattro aggiornamenti del sistema operativo e patch di sicurezza per quattro anni.

Project Treble è stato introdotto con Android 8.0 Oreo per ridurre la frammentazione attraverso la separazione tra il framework del sistema operativo e il software di basso livello (specifico per ogni dispositivo) denominato “vendor implementation”. Le immagini di sistema rilasciate da Google (basate su Android Open Source Project) garantiscono la retrocompatibilità per tre versioni precedenti del software di basso livello, oltre a quella attuale (quindi per un totale di quattro).

Il nuovo design rappresenta però uno svantaggio per i produttori di chip, in quanto per ogni SoC devono essere supportate varie combinazioni di framework e software di basso livello per consentire agli OEM di usare il chip per i nuovi dispositivi e di rilasciare update per i vecchi dispositivi.

Project Treble

Per risolvere il problema, Google consentirà ai produttori di SoC di supportare Android con lo stesso software di basso livello per i nuovi e i vecchi dispositivi. Qualcomm supporterà quattro versioni del sistema operativo (quella di lancio più tre successive), ovvero Android 11, 12, 13 e 14, oltre a quattro anni di aggiornamenti di sicurezza.

I miglioramenti per Project Treble interesseranno inizialmente lo Snapdragon 888, ma verranno estesi anche ad altri processori. Questa novità dovrebbe velocizzare la distribuzione degli aggiornamenti da parte dei produttori di smartphone, ma solo alcuni di essi mantengono la promessa.

Nokia C1 Plus

Smartphone

Nokia C1 Plus, connettività 4G e Android 10

Luca Colantuoni | 15 Dicembre 2020

Android Nokia Smartphone

Il Nokia C1 Plus con schermo da 5,45 pollici, processore quad core, 1 GB di RAM, connettività 4G e sistema operativo Android 10 Go Edition è in vendita a 69,00 euro.

Insieme al Nokia 5.4, HMD Global ha presentato un nuovo smartphone di fascia bassa che sarà disponibile in alcuni paesi. Il Nokia C1 Plus è la versione aggiornata del Nokia C1, dal quale eredita la maggior parte delle caratteristiche. Ci sono però importanti miglioramenti per lo schermo e la connettività. Nel catalogo del produttore finlandese ci sono anche Nokia C2 e Nokia C3, ma nessun modello della serie può essere acquistato in Italia.

Il Nokia C1 Plus possiede un cover in policarbonato, un materiale meno pregiato rispetto all’alluminio e al vetro, ma sicuramente più resistente. Lo schermo da 5,45 pollici ha una risoluzione HD+ (quella del Nokia C1 è FWVGA+) e cornici piuttosto evidenti. Il design non è quindi il punto di forza, ma si tratta di uno smartphone molto economico.

La dotazione hardware comprende un processore quad core con frequenza di 1,4 GHz, 1 GB di RAM DDR3 e 16 GB di storage, espandibili con schede microSD fino a 128 GB. Le fotocamere frontale e posteriore hanno sensori da 5 megapixel, il flash LED e supportano la tecnologia HDR.

La connettività è garantita dai moduli WiFi 802.11b/g/n, Bluetooth 4.2, GPS e LTE (dual SIM). Il supporto per le reti 4G è sicuramente il miglioramento più importante rispetto al precedente Nokia C1. Sono inoltre presenti il jack audio da 3,5 millimetri e la porta micro USB 2.0.

Nokia C1 Plus

La batteria (rimovibile) ha una capacità di 2.500 mAh e offre un’autonomia abbastanza elevata. Il sistema operativo è ovviamente Android 10 Go Edition (molto probabile l’aggiornamento ad Android 11 Go Edition). Due i colori disponibili: blu e rosso. Il prezzo del Nokia C1 Plus è 69,00 euro.

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