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Google I/O, l’epicentro dello sviluppo

Redazione | 19 Maggio 2016

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Che il tradizionale Google I/O fosse un hot topic lo hanno confermato le lunghe code per raggiungere lo Shoreline Amphiteatre […]

Che il tradizionale Google I/O fosse un hot topic lo hanno confermato le lunghe code per raggiungere lo Shoreline Amphiteatre di Mountain View: oltre novanta minuti di fila che i settemila partecipanti hanno disciplinatamente rispettato nonostante i poco confortevoli 33 gradi, al sole californiano.
Ne valeva la pena? L’evento annuale che raccoglie sviluppatori, collaboratori e semplici interessati della piattaforma Google è una vera overdose di informazioni e l’anticipazione di “cosa succederà ” nei mesi a venire.

Il primo protagonista dell’evento è stato il sistema operativo Android, in particolare la preview della versione N, appena entrata ufficialmente beta testing e scaricabile per collaudare le proprie applicazioni e i servizi collegati.

Android-N
Non affezionatevi troppo al nome perché è provvisorio e Google vuole avere la vostra opinione a proposito. Per suggerire quale nome dare al prossimo Android potete dire la vostra seguendo questo link, basta che inizi per N.

Il palcoscenico è poi passato agli assistenti digitali, di cui abbiamo riportato l’attenzione di molti player in tempi recenti. Dopo Siri e Cortana è la volta della soluzione di Google, basata su “tecnologie collaudate” e battezzata con un eccesso di fantasia Google Assistant. Come anticipato debutterà  nel concorrente di Amazon Echo, il cui nome ufficiale è Google Home. Il dispositivo, attivato dalla voce umana, riprodurrà  musica, controllerà  altri dispositivi, e apparirà  «nel corso dell’anno», secondo il Ceo Sundar Pichai.

Google Assistant è il primo prodotto che concretamente mostra le competenze che la società  ha incamerato negli ultimi anni in tema di tecnologie di intelligenza artificiale. La prova col il mercato reale decreterà  se i tempi sono maturi e se la scelta di Google di condividere una parte di questa tecnologia in modalità  open source si rivelerà  una scelta azzeccata.

Daydream

Il nome Daydream è invece legato alla sperimentazione che Google ha in corso sulla realtà  virtuale (un passo decisamente superiore ai Cardboard). È una piattaforma per i dispositivi mobili alla quale hanno aderito diversi attori della scena VR, tra i quali Electronics Art e NetEase.

Sempre agli sviluppatori si rivolgono le novità  che coinvolgono lo store: il Play Store subisce un rinnovamento nella gestione delle versioni beta e nelle funzionalità  da utilizzare per il lancio delle applicazione, insieme a opzioni rinnovate per la profilazione e il benchmarking. La piattaforma, secondo i responsabili, ha oggi un miliardo di utenti attivi e ha consentito l’installazione di 65 miliardi di app.

Android-studio-22

Android Studio, l’ambiente integrato di sviluppo, ha raggiunto la versione 2.2, introdotta al Google I/O. Potete scaricare gratuitamente la preview per Windows, Linux e OS X, oppure aggiornare la versione che avete già  sul computer con le opzioni interne dell’IDE. Ecco altri dettagli funzionali dell’ambiente di sviluppo.

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