Google Currents

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Google+ diventa Google Currents per le aziende

Luca Colantuoni | 7 Luglio 2020

Google

Sono finalmente disponibili le versioni finali delle app Currents per Android e iOS che sostituiscono le precedenti app Google+ per le aziende.

L’azienda di Mountain View ha completato l’operazione di dismissione di Google+ con la disponibilità delle app Google Currents per Android e iOS. Il social network nato nel 2011 è ora accessibile solo alle aziende tramite la G Suite. Il servizio per gli utenti consumer è stato chiuso il 2 aprile 2019.

Google+ è stato un fallimento per l’azienda di Mountain View, ma aveva interessanti funzionalità non disponibili su Facebook. Alcune di esse sono state successivamente rimosse e incluse in altri servizi, tra cui Google Foto e Google Hangouts. Durante la sua breve vita ha ricevuto diverse critiche, in particolare quando l’account Google+ era diventato obbligatorio per scrivere i commenti ai video pubblicati su YouTube.

La chiusura della versione consumer, annunciata ad ottobre 2018 e prevista per agosto 2019, è stata successivamente anticipata ad aprile a causa di un problema di sicurezza. Le aziende potevano ancora accedere a Google+ tramite la G Suite. Il 10 aprile 2019 è avvenuto il lancio della versione beta di Currents, il servizio che ha sostituito Google+. Da ieri sono disponibili le app per Android e iOS.

Per il layout è stato utilizzato il tradizionale Material Design. La schermata home mostra uno “stream” di post che possono essere ordinati per importanza e data. I post dei dirigenti aziendali possono essere messi in evidenza. È possibile anche condividere testo, immagini e link da Google Drive. Il servizio offre inoltre varie opzioni di amministrazione, come la moderazione dei contenuti.

Google Currents

Infine una curiosità. il nome Currents è stato utilizzato in passato per un servizio che consentiva di leggere riviste online. Successivamente il nome è stato cambiato in Google Play Edicola, oggi noto come Google News.

Google ha licenziato 1200 dipendenti: i motivi

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Google ha licenziato 1200 dipendenti: i motivi

Andrea Sanna | 20 Gennaio 2023

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La società madre di Google ha licenziato ben 1200 dipendenti. Ma cosa è accaduto e quali sono i motivi? I dettagli

Licenziati 1200 dipendenti da Google

Dopo Meta, Twitter e Amazon… Terremoto anche su Google! Non molto tempo fa i dipendenti delle aziende menzionate si sono ritrovati ad affrontare un incubo. Ora a vivere le stesse sorti sono i lavoratori del motore di ricerca più famoso al mondo. Alphabet, società madre della grande G, ha annunciato il licenziamento di ben 1200 posti. Il taglio degli impiegati è avvenuto mediante un comunicato mail. In questo modo hanno ricevuto l’avvertimento.

A occuparsi di questo l’amministratore delegato di Google, Sunbdar Pichai. Proprio lui si è occupato infatti di inviare un messaggio di posta elettronica per avvisare gli addetti del colosso tecnologico. Soffermandoci su una percentuale, si tratta del 6% in totale. La notizia di Google è stata resa nota dall’agenzia Bloomberg, che ha riportato le dichiarazioni di Pichai, il quale si è assunto la piena responsabilità di tale decisione.

Esattamente come accaduto per altre aziende del settore, Alphabet durante la pandemia è cresciuta in maniera piuttosto rapida per quel che riguarda la forza lavoro, ma adesso ha deciso di ridurre il personale.

Il dirigente di Google ha dichiarato quanto segue in merito a tale scelta: “Questi sono momenti importanti che ridefiniscono la nostra attenzione, rivedono la nostra base di costi e dirigono i nostri talenti e i nostri capitali verso le principali priorità”. Secondo il pensiero di Pichai, la compagnia si trova davanti a una grande e importante opportunità con l’Intelligenza Artificiale. Si tratta di settore nel quale la competizione è sempre molto agguerrita.

Infine Sunbdar Pichai ha precisato che i dipendenti licenziati da Google riceveranno una liquidazione di circa 16 settimane e sei mesi di benefici sanitari negli USA. La situazione che ha lasciato i più senza parole e ha fatto ben presto il giro del mondo. In queste ore non si parla d’altro sui social network.

google lens decifrare calligrafia medici

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Google Lens ci aiuterà a decifrare la grafia dei medici sulle ricette

Martina Pedretti | 21 Dicembre 2022

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Grazie a un’AI di Google Lens potremo presto tradurre le ricette scritte dai medici In un’era in cui le AI […]

Grazie a un’AI di Google Lens potremo presto tradurre le ricette scritte dai medici

In un’era in cui le AI sanno fare di tutto, compresi i ritratti virali di questi mesi, è arrivato il momento che ci aiutino in qualcosa di insormontabile: decifrare la grafia dei medici sulle ricette. Se finora solo i farmacisti erano capaci di questa stregoneria, ora, grazie a Google Lens, anche noi potremmo capire cosa c’è scritto su quei misteriosi fogli.

Infatti Google ha annunciato di essere al lavoro su nuova funzionalità con IA di Google Lens che permetterà di decifrare la calligrafia dei medici. 

Come funziona questa novità? L’app di Google Lens aiuterà chi si trova in difficoltà a comprendere quanto scritto da un dottore scattando una foto della ricetta medica scritta a mano. Dopodiché l’applicazione cercherà di decifrare le lettere per rendere più chiaro il testo.

Quindi Google Lens fornisce agli utenti una specie di traduzione delle parole scritte dal medico, per poter effettivamente capire le sue parole. Inoltre l’app metterà in chiaro i nomi dei farmaci prescritti, fornendo anche i link diretti con tutte le spiegazioni del caso.

Il test tuttavia partirà prima dall’India e poi si espanderà nel resto del mondo, fino ad arrivare anche in Italia.

Ma l’AI riuscirà davvero a decodificare la calligrafia dei medici? Lo scopriremo prossimamente. Intanto abbiamo la certezza che questa sia una cosa reale, e che colpisce tutto il mondo, se persino Google è arrivato a sviluppare una funzione dedicata sul suo Lens.

Google semplifica le ricerche: ecco cosa cambierà

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Google semplifica le ricerche: ecco cosa cambierà

Andrea Sanna | 6 Dicembre 2022

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Google apporta delle modifiche e semplifica le ricerche. Scopriamo insieme cosa cambierà con il nuovo aggiornamento

Ricerche semplificate su Google

Tra le tante novità di queste settimane, una arriva direttamente da Google. Attualmente nel motore di ricerca ci troviamo ad avanzare pagina per pagina quando facciamo una ricerca. Ma ora L’azienda informatica statunitense semplifica anche questa funzione.

In che modo? I risultati di Google sul desktop li vedremo in un’unica pagina dallo scrolling continuo. Esattamente come avviene per i dispositivi mobile, ora anche sui pc sarà possibile. Come informato da Mountain View, però, non si tratterà di un vero e proprio scorrimento infinito, ma 6 pagine totali racchiuse in un’unica.

Terminate le sei pagine, Google mostrerà la scritta: “vedi altro“, che permetterà dunque di poter proseguire con la ricerca. Questo quanto si legge dalla pagina ufficiale presente su Twitter.

“A partire da oggi, stiamo introducendo lo scorrimento continuo sul desktop in inglese negli Stati Uniti in modo che tu possa continuare a visualizzare facilmente più risultati di ricerca. Quando raggiungi la parte inferiore di una pagina dei risultati di ricerca, ora potrai visualizzare fino a sei pagine di risultati”.

Questa importante novità di Google parte dagli Stati Uniti con le ricerche in lingua inglese. Pian piano il tutto si estenderà anche negli altri Paesi e di conseguenza nelle varie lingue.

Quando arriva in Italia? Vi chiederete. L’attesa sembra essere ancora, ma non dovrebbero essere così lunghe le tempistiche. Ciò che è certo è che da ora in poi la ricerca su Google sarà continua e non divisa in pagine. I risultati della ricerca, dunque, arriveranno man mano che si scorre con la pagina.

Google quindi apporta una semplificazione importante al suo motore di ricerca. Questa scelta, sicuramente, avvantaggerà anche i siti che non si ritroveranno a figurare dalla seconda pagina in poi, anziché sulla prima. Un piccolo premio, quindi, per quegli articoli che compaiono oltre la prima pagina. Ma sarà comunque importante comparire tra i primissimi risultati.

Tra l’altro Google ha anche pensato come l’utente medio anziché proseguire nella propria ricerca, non vada oltre le prime quattro pagine. In questo modo, dunque, qualcosa forse potrebbe cambiare.

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