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TikTok Live Studio sfida Twitch per le dirette streaming

Martina Pedretti | 17 Dicembre 2021

Come funziona TikTok Live Studio, la nuova piattaforma che sfida Twitch per le dirette streaming: tutte le differenze e le novità

Come funziona TikTok Live Studio

TikTok sta lavorando a una piattaforma per le dirette streaming dedicate al gaming e a molto altro. Il suo nome è TikTok Live Studio e potrebbe essere un enorme competitor per Twitch. Visto il successo del social, il prossimo passo dell’azienda cinese è quella di aprirsi al mondo dello streaming, sfidando i suoi colossi.

Se negli ultimi anni TikTok è stato seguito e imitato da tanti altri competitor come Instagram e YouTube, questa volta è lui a cercare qualcosa di nuovo guardando chi gli sta attorno. Con chiaramente in testa il successo di Twitch, è infatti in arrivo TikTok Live Studio, una piattaforma dedicata al mondo delle dirette in streaming, sia mobile che web.

TikTok Live Studio si potrà usare sia per le sessioni di gaming in diretta, che per creare podcast e live dedicati ai più svariati argomenti. Infatti ormai Twitch, nata come realtà per gli appassionati di videogame, include di tutto, e chiunque può trovare il suo spazio e seguire varie realtà che parlano di diverse tematiche.

La notizia è stata riportata da Engadget, che spiega anche come funziona TikTok Live Studio. Gli utenti potranno infatti navigare selezionando filtri per contenuti e keyword dedicate. Per il momento una grande differenza con Twitch è che non esistono i moderatori per le chat e nemmeno le notifiche per avvertire il proprio pubblico quando si fa in live. Un altro elemento ancora assente sono poi le donazioni, grande fonte di introito invece per i creator di Twitch.

Al momento la piattaforma è ancora in fase di test e solo qualche migliaia di utenti hanno la possibilità di usare TikTok Live Studio. Rimaniamo quindi in attesa del loro feedback e di scoprire quando sarà disponibile la nuova piattaforma. Vi interessa scoprire come funzionerà questo nuovo strumento?

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Meta potrebbe rimuovere tutte le news da Facebook USA

Martina Pedretti | 6 Dicembre 2022

Meta potrebbe rimuovere tutte le news da Facebook negli USA se verrà approvato un disegno di legge per compensare gli editori

Le news potrebbero sparire da Facebook USA

Facebook avverte che potrebbe rimuovere tutte le news negli USA se il Congresso approvasse un disegno di legge che richiederebbe alla piattaforma di negoziare e compensare gli editori per i loro contenuti.

Andy Stone, responsabile delle comunicazioni politiche di Meta, ha dichiarato su Twitter che Facebook sarà costretto a prendere in considerazione la rimozione di notizie“. Questo se il Journalism Competition and Preservation Act (JCPA) verrà approvato. Meta in precedenza aveva minacciato di bloccare le notizie in Canada e in Australia quando vennero proposte leggi simili.

Introdotto lo scorso anno con il sostegno bipartisan, il JCPA consentirebbe agli editori di negoziare con piattaforme come Facebook e Google sulla distribuzione dei loro contenuti. La legge dovrebbe dare agli editori una leva contro Big Tech e questo potrebbe richiedere a Facebook di pagare per includere notizie sulla sua piattaforma.

Se il Congresso approva un disegno di legge sul giornalismo sconsiderato come parte della legislazione sulla sicurezza nazionale, saremo costretti a prendere in considerazione l’idea di rimuovere del tutto le notizie dalla nostra piattaforma piuttosto che sottometterci a negoziati imposti dal governo che ignorano ingiustamente qualsiasi valore che forniamo alle agenzie di stampa attraverso l’aumento del traffico e abbonamento. Il Journalism Competition and Preservation Act non riesce a riconoscere il fatto chiave: gli editori e le emittenti pubblicano i loro contenuti sulla nostra piattaforma perché avvantaggia i loro profitti, non il contrario”.

La commissione giudiziaria del Senato ha approvato a settembre la legge con 15 voti contro 7, ma deve ancora passare attraverso il Senato stesso. Facebook non è l’unica entità che si oppone al disegno di legge. Un totale di 26 organizzazioni, tra cui Public Knowledge e Electronic Frontier Foundation, hanno scritto una lettera ai legislatori per difendere il disegno di legge. Dall’altro lato, un’ampia alleanza di organizzazioni editoriali ha sostenuto il disegno di legge, inclusa la società madre di The Verge, Vox Media.

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WhatsApp permette di inoltrare le didascalie di immagini e i video inviati

Martina Pedretti | 2 Dicembre 2022

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Da oggi WhatsApp permette di inoltrare le didascalie dei immagini, video e GIF inviati, cosa finora impossibile: come fare

Su WhatsApp si possono da ora inoltrare anche le didascalie insieme ai media

WhatsApp ha silenziosamente diffuso una funzione che permette di inoltrare anche la didascalia dei contenuti che si inviano nelle chat. La novità è arrivata sia su Android che su iOS ed era da lungo attesa.

Finora su WhatsApp non si potevano inoltrare le didascalie inserite in immagini, video e GIF inviati a altri utenti. Come funziona questa novità?

L’inoltro con didascalia su WhatsApp parte dalla chat in cui si manda un contenuto con una didascalia, come ad esempio una foto seguita da un testo. Quindi, cosa che finora non accadeva, verrà inoltrata sia la foto che la didascalia, se presente.

Inoltre in fase di Inoltro, si potrà anche cliccare sulla “X“, per eliminare la didascalia qualora la si volesse mandare a una seconda chat. Così facendo si invierà solo il media, come è stato finora.

Come già specificato questa novità funziona per immagini, video, GIF animate e documenti. Inoltre bisogna specificare che il procedimento non intacca la crittografia end-to-end, che continuerà a svolgere il suo lavoro senza diffondere il testo a parti terze.

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Quali mesi traccia Spotify Wrapped e quanto è accurato

Martina Pedretti | 1 Dicembre 2022

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Quale periodo dell’anno viene incluso nello Spotify Wrapped? I mesi tracciati e quanto effettivamente è accurato il conteggio

Di quali mesi dell’anno tiene conto Spotify Wrapped?

Spotify Wrapped 2022 è finalmente arrivato, ma quanto è accurato e quando inizia effettivamente a monitorare le nostre abitudini di ascolto? Ecco di quali mesi tiene traccia la piattaforma.

Il 30 novembre Spotify ha sorpreso Internet lanciando il Wrapped del 2022. Alcuni utenti però hanno segnalato di aver ricevuto risultati molto diversi da quelli che si aspettavano e la ragione è molto semplice.

Nonostante quello che si potrebbe supporre, Spotify Wrapped non calcola gli ascolti in streaming di tutto l’anno corrente. Il periodo tracciato inizia infatti sempre il 1° gennaio e termina il 31 ottobre. Questo dà a Spotify il tempo di mettere insieme tutti i risultati in tempo per dicembre. Tuttavia però ciò significa anche che gli ascolti di novembre e dicembre rimangono sempre esclusi dal conteggio.

Per quanto riguarda l’accuratezza dei risultati, Spotify non parla in dettaglio di come raccoglie i suoi dati. Potrebbe essere infatti che, proprio come Apple Music, Spotify Wrapped conteggi solo i brani ascoltati in modalità online e non tenga traccia di quelli offline. Per questo potrebbe non essere stata conteggiata una parte della musica ascoltata da ogni utente.

Detto questo, per la maggior parte, i risultati ottenuti dovrebbero essere abbastanza accurati. Se quindi non capisci perché quel determinato artista sia nella tua Top 5, non ci sono dubbi sul fatto che tu l’abbia ascoltato molto.

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