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Trump firma il ban per TikTok e WeChat

Trump ha firmato gli ordini esecutivi che proibiscono ogni transazione con TikTok e WeChat da parte di utenti e aziende a partire dal 20 settembre.

Come aveva promesso la scorsa settimana, il Presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo che prevede il blocco di tutte le transazioni con ByteDance, l’azienda cinese che sviluppa TikTok, il popolare social network di video sharing. La stessa sorte è toccata a WeChat, il servizio di messaggistica offerto da Tencent.

In entrambi gli ordini esecutivi viene citato l’ordine esecutivo del 15 maggio 2019 (quello che ha sancito il ban di Huawei). Trump afferma la necessità di proteggere ulteriormente i cittadini e le aziende degli Stati Uniti dalle applicazioni sviluppate da società cinesi. Sia TikTok che WeChat vengono considerate un pericolo per l’economia e la sicurezza nazionale.

Secondo Trump, TikTok raccoglie una grande quantità di informazioni, tra cui la cronologia delle ricerche e la posizione geografica degli utenti. Questi dati possono essere utilizzati dal Partito Comunista Cinese per rintracciare la posizione dei dipendenti federali, creare dossier per ricatti e condurre spionaggio aziendale. TikTok verrebbe inoltre sfruttata per campagne di disinformazione. Infine, il governo cinese avrebbe censurato diversi contenuti, come quelli relativi alle proteste di Hong Kong.

Gli ordini esecutivi proibiscono ogni transazione con ByteDance da parte di utenti e aziende statunitensi. Il Segretario al Commercio Wilbur Ross avrà il compito di identificare le transazioni da bloccare a partire dal 20 settembre. La data non è casuale, in quanto il 15 settembre è la deadline entro la quale Microsoft (o altre aziende statunitensi interessate) deve comunicare l’eventuale acquisizione di TikTok (e quindi la percentuale che finirà nelle casse del Dipartimento del Tesoro).

Secondo il Financial Times, Microsoft avrebbe intenzione di comprare TikTok nella sua interezza (per un valore compreso tra 30 e 50 miliardi di dollari), non solo le operazioni in quattro paesi (Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda). Tuttavia, in base alle informazioni ricevute da Business Insider, l’indiscrezione è completamente falsa.

Al momento non è chiaro come gli Stati Uniti possano bandire TikTok. Le sanzioni contro Huawei e ZTE sono state imposte dal Dipartimento del Commercio, non dal Presidente. Tra l’altro TikTok non deve richiedere una licenza per operare nel paese. Inoltre, nell’ordine esecutivo non c’è nessun riferimento alla rimozione dell’app dagli store di Apple e Google.

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